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Archivi giornalieri: 18 marzo 2017

Howard Chandler Christy, se questa non e gioia! Com’è nato il dipinto

Questa bella tela venne dipinta nel 1930, un periodo di grande crisi economica, simile a quello che stiamo vivendo oggi. Eppure la pulsione di gioia sottesa al dipinto muove straordinariamente alla vita. Howard Chandler Christy, pittore e illustratore statunitense, nonchè uno dei ritrattisti più famosi della Jazz Age, rende in modo straordinario la pelle vellutata dei giovani corpi, il vento salmastro, la ruvidezza della sabbia sulla pelle e il sole caldo sul corpo. L'opera si basa sulla reiterazione della rappresentazione del corpo della stessa modella e rivela, per quanto appaia un colore dinamico, il forte legame dell'artista americano con il settore dell'illustrazione libraria o pubblicitaria

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Brrrr, quanti brividi nell’aria tra il pittore e la modella

Il rapporto erotico tra il pittore e la modella non fu soltanto una deduzione maliziosa del pubblico, ma, in molti casi, legò il pittore alla sua temporanea musa. Può essere complesso cercare di spiegare la liaison straordinaria che si crea tra questi due protagonisti della scena, nella quale la donna appaga il proprio narcisismo e avverte d'essere deificata, mentre il pittore sente il desiderio di saldarsi a lei, di scoprirla in una dimensione carnale che risulta impossibile raggiungere in altro modo. Con questo non vogliamo insinuare che, in ogni caso, si finisse con il sesso. Ma l'attrazione reciproca che si creava era realmente unica

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Performer trascorre una settimana in una pietra. “Ecco come ho vissuto”. Il video

Ha trascorso una settimana rinchiuso in un macigno, all'interno del quale un utensile a controllo numerico aveva perfettamente scavato l'ingombro del suo corpo. L'unica possibilità di un minimo movimento era consentito alle dita dei piedi, che potevano contare sul vuoto tra la pelle delle scarpe e il piede. Questa performance è avvenuta al Palais de Tokyo di Parigi. Il protagonista è Abraham Poincheval, 1972, che ha improntato il proprio lavoro alla dimensione claustrofobica dello "stare dentro". Per noi tutti una sensazione orribile, insopportabile. Ma lui è davvero allenato. E racconta di non aver mai avuto un minuto di angoscia, mai un pensiero costretto, mai la reazione di soffocamento o di prigionia

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