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Archivi Mensili: maggio 2017

L’arte mimetica: la livrea del serpente corallino sul corpo della modella

Nachal Prazim è un deflusso, per lo più asciutto, dalle altitudini di Amiaz verso il Mar Morto, Israele. L'acqua che scorre lungo la roccia morbida, produce strisce di linee arricciate o rettilinee, composte da diversi, alterni colori, che mutano con le tinte dei sedimenti e che compongono una livrea simile a quella del pericoloso serpente corallino. "Queste linee mi hanno ispirato a dipingere Chana, la mia splendida modella" ha detto il fotografo Amit Bar. Assoluto processo di mimetizzazione

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Il divano o sofà nell’arte e nel cinema. Dal sesso proibito agli omicidi. Il video

In Francia lo chiamano canapé - perchè originariamente realizzato in stoffa di canapa - oppure sofà. Per noi è il divano. Ma in antico si utilizzava, anche il termine ottomana, in quanto la tradizione di lunghi mobili di seduta pare originariamente legata al mondo mediorientale. Grandi divani, intesi come materassi ampi, posti a terra, accanto a tappeti, appaiono nell'ottocentesca pittura orientalista, in particolar modo nelle rappresentazioni degli harem. Ma per quanto riguarda il divano settecentesco francese e italiano assistiamo a una convergenza tra il triclinio dell'antica Roma ed altre forme mediterranee. Simile a un triclinio è la sedia lunga. Il canapè sembra invece nascere dall'idea di più sedie unite tra loro e caratterizzate da elementi lignei curvilinei

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Il significato dello specchio nell’arte e nel cinema. L’analisi, il video

Mentre nel medioevo era legato ai rischi della vanità femminile o alla perdita dei contatti con il mondo - mito di Narciso - lo specchio, nella modernità diviene sempre più il simbolo del doppio che si manifesta all'esterno di ognuno di noi e alla complessità della psiche. La diffusione novecentesca dello specchio nell'arte e nel cinema è sorretta soprattutto dal pensiero freudiano e dalla psicanalisi, che dà forma alle stratificazioni psichiche dell'essere umano, caratterizzato da profonde contraddizioni, tra regole morali, desideri basici, aspettative sociali ecc. Nell'occhio che guarda. lo specchio riporta una condizione esterna di somma delle proiezioni psichiche e del vissuto. Ma l'ossessione nei confronti del "chi sono" e "come vengo visto dagli altri" trova sviluppo, soprattutto a partire dalla fine dell'Ottocento, nella forma dell'autoritratto - pensiamo a Van Gogh - che altro non è che una forma pittorica di analisi speculare

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La polena dell’imperatrice Sissi. Significato e magia delle statue di prua delle navi

Placarono, possenti, le ire del mare. Dominarono il pelago. Ventinove polene, esposte su travi curve che ricordano la posizione originale sul dritto di prora delle navi, sono, dal 24 maggio 2017, esposte al Museo Tecnico Navale della Spezia, in una sala ad esse dedicate. Le opere si svilupparono, nell'antichità, come dotazioni magico-religiose, finalizzate ad atterrire i nemici nascosti, umani, divini o meteorologici che fossero. Assunsero poi anche una funzione estetica non disgiunta, come avvenne nell'Ottocento, da messaggio politici di controllo territoriale o da omaggi a concetti ideali

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Una bellezza nuda in Israele, alle sacre pendici fiorite del Monte Carmelo. Video

Il fotografo israeliano Amit Bar prosegue le esplorazioni dei paesaggi con modella. Ora è la volta del monte Carmelo, una catena rocciosa che si trova nell'Alta Galilea, In Israele. Sarebbe qui, secondo la tradizione che si sarebbe ritirato il profeta Elia. Nel XIII secolo, sull'esempio di Elia, un gruppo di monaci cristiani vi si ritirò iniziando una vita di contemplazione: da questi monaci nacque l'Ordine del Carmelo. La festa liturgica della Beata Vergine Maria del monte Carmelo (uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, anche nella sua variante del Carmine attraverso l'equivalente spagnolo Carmen) fu istituita per commemorare quest'apparizione mariana. Si celebra il 16 luglio

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Il mistero dei tre fratelli Le Nain

I fratelli Le Nain sono tre: il vecchio Antoine, Louis e Mathieu, il più giovane. Provenienti da Laon, si sono formati presso un artista molto probabilmente nordico, la cui identità non è nota. Si stabilirono a Parigi nel 1629, nell'area privilegiata di Saint-Germain-des-Prés, dove risiedevano i pittori provinciali e stranieri che volevano sfuggire alle costrizioni della società parigina. Le loro composizioni più famose mostrano contadini rappresentati con grande potenza emotiva e completa originalità, soprattutto per l'epoca. Queste scene mostrano la verità umana più umile, con una dignità senza precedenti. I fratelli Le Nain hanno creato un nuovo tipo, applicando alla rappresentazione del popolo regole di un ritratto di gruppo basato sull'assenza di narratività. I volti sono rivolti verso lo spettatore con gli occhi intensi o con espressioni sognanti e malinconiche

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L’uomo che dipinge quadri con il pene. Sorprendente. Eccolo. Il video

Brent Ray Fraser, che si definisce il "pittore nudo", ha maturato una notevole abilità nel realizzare, con il pene intinto nei colori, ritratti e dipinti. E' un modo per sconcertare il pubblico e richiamare l'attenzione su di sè. Laureato all'Università di alla Emily Carr University of Art and Design di Vancouver, in Canada, Brent Ray fraser - e non è una battuta facile - ha notevoli doti tecniche che gli permettono di fare - effettivamente - ciò che vuole, nell'ambito della figurazione

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Pigmei e lillipuziani eccitati nella pittura nilotica

Dalla pittura ellenistica alessandrina derivano le scene nilotiche romane, che sono caratterizzate da visioni panoramiche a campo lungo, con paesaggi d'acqua e di terra che si mischiano in una sorta di caos primigenio, come avviene nel delta del Nilo, pullulante di animali e di uccelli, di uomini - nella maggior parte dei casi pigmei -, in un coloratissimo melange di vita, di piante lussureggianti, di sabbie, di corsi primari e secondari, tutto descritto pittoricamente o, attraverso le tessere dei mosaici, con una tecnica che risulta, nella maggior parte dei casi, minuziosa

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Ciao, buona fortuna e buona giornata a tutti

FaceApp, l'app che trasforma il volto in versioni fotorealistiche a seconda del filtro informatico scelto, ha colpito i social media. Ci si trasforma, ci si fa più belli, secondo il canone estetico imperante. Ma esistono anche simpatiche applicazioni "smile" del programma. Quelle estese ai quadri e alle statue dei musei da un grafico sulla cresta dell'onda. "Ciao, sono Olly Gibbs, noto anche come 'The Doodler' e 'Lumpy Jelly Hands' - si presenta l'autore di questi lavori - Sono un professionista disegnatore e illustratore multi-disciplinare. Lavoro anche per l'Empire Magazine come designer per il lato Print e Digital (iPad / Android). Sono in grado di lavorare sulle eccentricità, ma sono anche pienamente esperto nella produzione di siti web aziendali / branding. Sono membro dell'Associazione degli illustratori"

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Sfiziosità d’arte. Una statua di 1500 chili di margarina batte primato Guinness

Modellare e scolpire sono doti che non guastano al bravo chef e al pasticciere. E a questi requisiti non si sottrae il cuoco indiano Devwrat Anand Jategaonkar che ha realizzato una scultura di margarina - 1500 chili - che raffigura la “Trimutri” di Elefanta, con tre teste di Shiva. Il burroso "mastodonte" misura 2 metri e mezzo in lunghezza, uno in larghezza, ed è alto un metro e ottanta. Il cuoco indiano ha battuto il precedente record di categoria "scultura in margarina" contenente nel Guinness dei primati. Sono serviti dieci giorni di lavoro e quattro di progettazione per giungere alla conclusione della statua

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