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Archivi giornalieri: 4 maggio 2017

13mila Bic accendono la stazione di Parigi, con un’installazione lampadario

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Quanto abbiamo sognato osservando i riflessi e le rifrazioni, tenendo una Bic in mano, nel momento, magari, in cui la lezione diveniva insopportabilmente pesante. Quella luce tra le dita era una meravigliosa risorsa di immaginazione. Ora la celeberrima azienda di produzione delle penne ha promosso la realizzazione di un'installazione modernissima e classica, al tempo stesso. Installazione-lampadario. Nella hall centrale della stazione Saint-Lazare è stato portato a termine il Bic Pavilion, realizzato con 12.843 penne Bic Cristal. La struttura sospesa nella hall si offre alla vista di oltre 450mila passeggeri che salgono o che scendono dai treni.

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Perchè l’artista si firmò Futurballa? E perchè chiamò le figlie Luce ed Elica?

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Giacomo Balla voleva ricostruire l'universo (nel 1915 con Fortunato Depero lanciò la proposta per una Ricostruzione futurista dell'universo). Tutto doveva mutare; più colore, più luce, più macchine, più movimento; rapporti sociali mutati dalla velocità e da nuove interazioni gioiose. Fu quest'idea titanica di sfida alla storia, che contribuì a creare le basi mistiche alla tecnolgia, a fondare i presupposti di un pensiero che gli stessi elaboratori consideravano rivoluzionario al punto da mutare le stesse prospettive dell'umanità, attraverso una rifondazione, appunto, una rivoluzione. La portata percepita velleitariamente, all'interno di questo mutamento, in fondo precedeva quella che sarebbe stata la rivoluzione dei consumi e l'avvento dell'economia di mercato, attraverso lo sviluppo tecnologico

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Perchè Tiziano dipinse un cagnolino che faceva pipì nella capanna e perchè fu cancellato

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Prima che i dettati della Controriforma si diffondessero anche relativamente alla pittura e, in genere, all'arte, le capacità interpretative dei pittori, a sostegno della verità degli episodi evangelici e biblici, passavano anche attraverso il dipinto di uomini o cani che orinavano sulla sacra scena. Nulla di blasfemo, in questo caso. La Chiesa cattolica negli anni precedenti a San Carlo Borromeo, inflessibile, terribile, pudibondo riformatore e agli esiti della Controriforma, assecondò o permise ai pittori l'inserimento di frammenti di vita quotidiana nell'ambito delle opere sacre, elementi che successivamente, sarebbero stati eliminati in quanto non pertinenti al tema, che doveva essere sviluppato con la minor fantasia possibile, in perfetta aderenza con le verità esplicitata dalle narrazioni bibliche

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