Archivi giornalieri: 26 settembre 2017

Il Canal Grande visto dal drone. Come i gabbiani. Video di 1 minuto e mezzo. Splendido

Il Canal Grande (per i veneziani anche Canalazzo) è il principale canale di Venezia. Lungo circa 3800 metri (larghezza dai 30 ai 70 m, profondità media 5 m), divide in due parti il centro storico tracciando una "S" rovesciata che va dall'innesto del Ponte della Libertà al Bacino di San Marco. a venezia satellite È affiancato per tutta la lunghezza da magnifici edifici, in gran parte dei secoli tra il XII e il XVIII, che manifestano il benessere e l'arte creati dalla Repubblica di Venezia, rendendolo uno dei simboli della città. Ogni anno i veneziani vi rivivono tradizioni secolari della Serenissima come la Regata Storica

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Le cartolina e il filmato di Amit Bar. Qual è il più bel fiore del mio giardino?

Il fotografo AmitBar se la spassa un mondo con queste opere ironiche, rispetto alla nudità e agli artifici di certa contemporanea. Così è gradevole osservare i bei corpi delle modelle che si aggirano nella natura e, al tempo stesso, pensare a quanto d'artificioso e di puerilmente solenne esiste nella ricerca del contemporaneo. Il fotografo artista ironizza su questo birignao. Ed è sempre divertente

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Claude Monet: cosa c’è di strano in questo quadro splendido del maestro francese?

Monet trascorse l'estate del 1867 con la sua famiglia a Sainte-Adresse, una località balneare vicino a Le Havre. Fu lì che mise in posa il padre - l'uomo seduto, che indossa un cappello Panama - e altri parenti. Da notare un altro particolare. L'artista dipinse la scena, restando su una terrazza anteriore dell'albergo. In questo mutamento del punto di vista - contro la centralità prospettica della tradizione occidentale - reso omaggio alla pittura giapponese, in quegli anni in grande auge. Anche se un quadro non ancora totalmente impressionista, Monet lo espose alla quarta mostra impressionista del 1879 come Jardin à Sainte-Adresse

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Denis Verlaine, antologia di disegni erotici. Il video

Illustratore da oltre 30 anni, Denis Verlaine è nato nel sud della Francia a metà degli anni Sessanta. Amante delle belle donne, del disegno e degli acquerelli, ha messo a punto il suo stile grafico nel corso dei suoi viaggi in Europa e negli Stati Uniti. Condivide con Pratt ed Hemingway un profondo amore per la Venezia sensuale e misteriosa, popolata da maschere al chiaro di luna. Con la scrittrice Miss Kat è autore del libro Les Amoureux Libertins , Gli amanti libertini, allontanatisi dalla via dell’ordinaria quotidianità, in viaggio nel quale l’esplorazione della realtà avviene soltanto attraverso il sesso, com’è nella tradizione avviata dal marchese De Sade. Cosa narra il romanzo? Di una coppia libertina, che lasciata la via rassicurante della quotidianità, vedrà la sua vita sconvolta dall’intervento di tre partner “straordinari”

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Maddalena nell’arte – La santa spudorata che piaceva agli uomini

Molti dipinti ritraggono la bellissima Maria Maddalena in fase penitenziale. Lo splendido viso risolto al cielo o alla croce, un teschio a terra che richiama la vittoria su ogni vanità. Ma Cagnacci mette in scena un quadro sublime, una commedia porno-soft  sulla conversione: lei nuda a terra, l’angelo furioso come un marito che ha subito il tradimento e il diavolo che fugge come un bagnino.

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La Linea degli anni 60 in un breve, poetico, esilarante cartone sexy. Eccolo

Osvaldo Cavandoli (Toscolano-Maderno, 1920 – Milano,2007) è stato un animatore, regista e fumettista, celebre soprattutto per aver creato e animato il personaggio de La Linea. Propone il suo lavoro per Carosello, il contenitore pubblicitario della Rai in onda dal 1957 al 1977. Massimo Lagostina, titolare dell'omonima fabbrica di pentole, sceglie come protagonista della sua campagna pubblicitaria l'originale personaggio che nasce e vive in un unico tratto bianco, che diventerà il protagonista de La Linea.

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Cos’è il Chiarismo – Il clima anti-volume che fece volare la forma

Elena Pontiggia: "Ha avuto il suo periodo culminante fra il 1932 e il 1934, ma si è esteso poi lungo tutto il decennio, e anche oltre, trovando un punto di aggregazione, dopo la morte di Persico (scomparso prematuramente nel 1936), intorno alla Galleria Annunciata, sempre a Milano. In sintesi, possiamo dire che il Chiarismo era una pittura dai toni chiari e luminosi, senza chiaroscuro, in cui al predominio dei valori volumetrici, su cui si era fondato il Novecento Italiano, si sostituiva il predominio del colore, la fusione della luce e del colore nella forma"

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