Home / Fotografia / 40 artisti al Pac per il Delitto quasi perfetto
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Gabriel Lister
“The Physical Expression of Potential" (aka Neck of the Woods), 2012/2014
Cintura Vilt, nastro trasportatore, motore, alberi in scala e modelli
cm 85 x 77 x 230
vista dell’installazione al Witte de With Center for Contemporary Art, Rotterdam
Courtesy dell’artista e Galerie Fons Welters, Amsterdam
Gabriel Lister “The Physical Expression of Potential" (aka Neck of the Woods), 2012/2014 Cintura Vilt, nastro trasportatore, motore, alberi in scala e modelli cm 85 x 77 x 230 vista dell’installazione al Witte de With Center for Contemporary Art, Rotterdam Courtesy dell’artista e Galerie Fons Welters, Amsterdam

40 artisti al Pac per il Delitto quasi perfetto

PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, SUBITO QUI A DESTRA. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO , OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995 

IL DELITTO QUASI PERFETTO
a cura di Cristina Ricupero
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
11 luglio – 7 settembre 2014

Orari
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30 — 19.30
Giovedì 9.30 — 22.30
Lunedì chiuso
ultimo ingresso sempre un’ora prima della chiusura
Festività
15 agosto aperto 9.30 – 19.30

Biglietti
Intero € 8,00

Ridotto € 6,50
Per gruppi di almeno 15 persone accompagnati da guida, visitatori dai 6 ai 26 anni, visitatori oltre i 65 anni, portatori di handicap, soci Touring Club con tessera, soci FAI con tessera, militari, forze dell’ordine non in servizio, insegnanti

 

L’estate 2014 trasformerà le sale del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di  Milano in una scena del crimine “quasi” perfetta, con una collettiva di oltre 40  artisti, italiani e internazionali, che rompendo gli schemi creano un legame tra  l’arte e l’estetica del crimine

Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta a Milano dal PAC e da CIVITA, la mostra è curata da  Cristina Ricupero e arriva in una nuova versione dopo la prima tappa al Witte de With Center for  Contemporary Art di Rotterdam, arricchita di nuove opere di artisti italiani.

Come ogni giallo che si rispetti, la storia dell’arte è costellata da enigmi, miti e indovinelli in attesa di essere  svelati. Risolvere questi puzzles intellettuali è un piacere comune e una tentazione culturale al cui fascino  pochi possono dire di essere davvero immuni.

Jim Shaw Zombie Painting #3, 2007 Olio su pannello Courtesy dellâartista e Praz-Dellavade, Parigi

Jim Shaw
Zombie Painting #3, 2007
Olio su pannello
Courtesy dellâartista e Praz-Dellavade, Parigi

Sebbene il legame tra arte e crimine possa essere ricondotto a tempi antichi, il primo a teorizzarlo  esplicitamente fu Thomas De Quincey nel suo saggio “On Murder Considered As One Of The Fine Arts”  (1827). Il Novecento vide poi crescere il ruolo dell’immagine fotografica sia nello sviluppo della criminologia  sia nel sensazionalismo tipico dei tabloid, entrambi fenomeni che hanno reso popolare il genere del giallo.

Il cinema divenne presto il mezzo perfetto per catturare il fascino discutibile della violenza e trasformarlo  in immagini piacevoli. Così, seguendo l’ironico invito di De Quincy ad analizzare il delitto da un punto di  vista estetico, la mostra invoca gli spiriti dell’arte visiva, dell’architettura, del cinema, della criminologia e  del moderno genere giallo, trasformando le sale del PAC in una scena del crimine “quasi” perfetta.

Dietro il crimine c’è il Male. Per questo IL DELITTO QUASI PERFETTO prende necessariamente in esame le  relazioni tra Etica ed Estetica. Mettendo in dubbio il ruolo dell’autorialità, il significato dell’autenticità,  dell’inganno e della frode, la mostra sfuma i confini della dicotomia tra “buono” e “cattivo” gusto,  mettendo al contempo in evidenza la duplicità del “crimine come arte” e dell’”arte come crimine”.

La mostra mette a confronto oltre 40 artisti, italiani e internazionali, che hanno collegato arte ed estetica  del crimine, attraverso una selezione di opere spesso provocatorie e l’incursione in diversi linguaggi  artistici. Progetti realizzati negli ultimi decenni e lavori più recenti, accanto ad un insieme di oggetti  sorprendenti , sono immersi in modo inusuale nell’allestimento, studiato per guidare il visitatore attraverso  un percorso tematico che procede per capitoli.

Claire Fontaine Change, 2006 12 venticinque centesimi, acciaio lame di box-taglio, saldatura e rivetti Courtesy dell’artista e Galerie NEU, Berlino

Claire Fontaine
Change, 2006
12 venticinque centesimi, acciaio lame di box-taglio, saldatura e rivetti
Courtesy dell’artista e Galerie NEU, Berlino

Alcune delle opera in mostra riflettono l’ossessiva curiosità e l’attitudine all’interpretazione tipica del  detective, altre la narcisistica identificazione con il colpevole, altre ancora il feticistico piacere dello  spettatore. Alcuni progetti affrontano i temi dell’autenticità e della frode , considerati tipicamente “crimini  dell’arte”; altri giocano con il ruolo dell’artista come soggetto sovversivo ai margini della società o mettono  in discussione il ruolo della legge e i concetti di ordine e trasgressione.

Alcuni artisti scelgono di  rappresentare il crimine come qualcosa di macabro e sublime, un’operazione simile a quella compiuta negli  anni dal cinema, mentre altri fanno riferimento a fatti realmente accaduti, crimini sociali o politici. Altri  ancora provano a mettere in relazione una selezione di queste principali tendenze.  Ogni spazio del PAC sarà contagiato: l’artista Gabriel Lester in collaborazione con Jonas Lund firmerà un  intervento virale sul sito web del PAC; l’artista austriaca Eva Grubinger isserà invece una bandiera e  posizionerà una targa d’ottone sulla facciata esterna del Padiglione, trasformandolo nell’ambasciata di  Eitopomar, un utopico regno governato dal malvagio signore del Male Dr. Mabuse.

All’ingresso, un murales  dipinto dall’artista francese Jean-Luc Blanc richiamerà la copertina di una rivista pulp firmata con il titolo  della mostra.  Oltre ad alcuni lavori già presenti al Witte de With, la mostra al PAC si arricchisce di nuove opere di artisti  italiani. È il caso di Maurizio Cattelan, che ha realizzato un bouquet di fazzoletti di stoffa per asciugare  idealmente le lacrime versate per le vittime dell’attentato che il 27 luglio 1993 distrusse il PAC provocando  la morte di quattro persone; un’installazione di grande formato dell’artista Luca Vitone ricorda, come un  epitaffio, i 959 membri della loggia P2 in un ironico quanto amaro riferimento ad un capitolo confuso della  storia della nostra democrazia; Mario Milizia riproduce invece minuziosamente i dettagli delle immagini di  cronaca giudiziaria riferite a ritrovamenti e vendite illegali di reperti archeologici.

Dora Garcia Steal This Book, 2009 Installazione FNAC 10-895 Photo: Centro Galego de Arte Contemporànea, Santiago de Compostela, Spain. Courtesy dell’artista e del Centre National des Arts Plastiques, Francia

Dora Garcia
Steal This Book, 2009
Installazione
FNAC 10-895
Photo: Centro Galego de Arte Contemporànea, Santiago de Compostela, Spain.
Courtesy dell’artista e del Centre National des Arts Plastiques, Francia

Una citazione dal film di Karl Holmqvist, “Why is desire always linked to crime?” (Perché il desiderio è  sempre correlate al crimine?), resta impresso nella mente del visitatore durante il percorso, mentre  l’italiana Monica Bonvicini investiga le relazioni tra spazio, potere e genere, presentando una macchina  della tortura e del desiderio, costituita da sei imbragature di lattice nero sospese con catene ad un anello  d’acciaio che ruota lentamente.  Aslı Çavuşoğlu imita il genere del crimine televisivo (esemplificato nella serie Crime Scene Investigation) nel  suo Murder in Three Acts ( Omicidio in tre atti ), restituendo la mostra come scena del crimine e le opere  come armi, mentre Fabian Marti lascia impronte delle sue mani nello spazio espositivo.

Ancora Gabriel Lester creerà un loop cinematografico di scene del crimine, proiettando il tutto con un  gioco di ombre sul muro circostante e sul visitatore. Il cinema ritorna anche negli inquietanti dipinti di Dan  Attoe, Richard Hawkins e Dawn Mellor, e nei film di Brice Dellsperger e Aïda Ruilova. L’artista francese Lili  Reynaud-Dewar elabora invece un’installazione che fa riferimento alla vita e al lavoro di Jean Genet come  scrittore, attivista e ladro, mentre l’artista spagnola Dora Garcia invita il pubblico a rubare un libro.  L’americano Jim Shaw ironicamente ritrae uomini d’affari come zombie, attraverso una selezione di dipinti  e un film, mentre Saâdane Afif trasforma il Centre Pompidou in una bara, che sembra voler mettere in  discussione il ruolo vitale dei musei.

ARTISTI IN MOSTRA: Saâdane Afif, Kader Attia, Dan Attoe, Dirk Bell, Bik Van der Pol, Jean-Luc Blanc, Monica  Bonvicini, Ulla von Brandenburg, Aslı Çavuşoğlu, Maurizio Cattelan, François Curlet, Brice Dellsperger, Jason  Dodge, Claire Fontaine, Gardar Eide Einarsson, Matias Faldbakken, Keith Farquhar, Dora Garcia, Douglas  Gordon, Eva Grubinger, Richard Hawkins, Karl Holmqvist, Pierre Huyghe, Gabriel Lester, Erik van Lieshout,  Jonas Lund, Jill Magid, Teresa Margolles, Fabian Marti, Dawn Mellor, Mario Milizia, Raymond Pettibon,  Emilie Pitoiset, Julien Prévieux, Lili Reynaud-Dewar, Aïda Ruilova, Allen Ruppersberg, Markus Schinwald, Jim  Shaw, Noam Toran, Luca Vitone e Herwig Weiser.

x

Ti potrebbe interessare

a amazon

Regali di Natale. Scopri qui le super-offerte Amazon. Per categorie e prezzi. Ordina dal computer e ricevi a casa in poche ore

a merda

Perchè non ci facciamo un regalo dadaista? A 6 euro la Merda di Natale (che non offende nessuno)