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John Constable, Brughiera di Hampstead con un arcobaleno, 1836
John Constable, Brughiera di Hampstead con un arcobaleno, 1836

5 cose da sapere su Constable


Daniel Gardner, ‘Ritratto di John Constable’, 1796, The Victoria and Albert Museum, London © Victoria and Albert Museum, London / Stapleton Collection / Bridgeman Art Library

Daniel Gardner, ‘Ritratto di John Constable’, 1796, The Victoria and Albert Museum, London
© Victoria and Albert Museum, London / Stapleton Collection / Bridgeman Art Library

Ecco le 5 cose da sapere su Constable:

1 – John Constable nacque a East Bergholt, nel Suffolk, nel 1776. Figlio di un proprietario di mulini sul fiume Stour, rimase per sempre legato ai luoghi natali, ove trascorse l’infanzia. Nel 1799 si recò a Londra per frequentare la Royal Academy. Morì a Londra nel 1837. Le sue opere influenzarono Delacroix e i paesisti della Scuola di Barbizon

2- Soggetto prediletto delle sue opere sono i paesaggi. Studiò i paesisti classici Poussin, Claude Lorrain e Gaspard Dughet e gli olandesi del XVII secolo, oltre agli inglesi Girton, Cozens, Wilson e Gainsborough.

3 – Per le sue creazioni Constable si fece ispirare da un ristretto numero di luoghi, che il pittore inglese visitava, tornando anche a distanza di anni. Un esempio sono le tante riproduzioni delle vedute della brughiera di Hampstead o della cattedrale di Salisbury

John Constable 'Salisbury Cathedral from the Meadows' 1831

John Constable ‘Salisbury Cathedral from the Meadows’ 1831

4-  Constable, durante i suoi viaggi, portava sempre con sé quaderni ove riportare schizzi di spunti dal vero (due di questi quaderni sono oggi conservati al Victoria and Albert Museum di Londra) che venivano poi sviluppati – spesso “dal vero” – in piccoli bozzetti e poi rielaborati in grande formato, prima della stesura finale del dipinto

Alcuni dei quaderni che Constable utilizzava per i bozzetti delle opere

Alcuni dei quaderni che Constable utilizzava per i bozzetti delle opere


5- Per Constable la pittura era il risultato di uno studio costante, meticoloso e dettagliato. La natura non è, secondo la sua poetica e secondo la sua concezione artistica, generica, ma deve essere l’espressione del momento specifico e della condizione particolare.  “La natura – diceva C. durante i suoi studi di cieli – deve essere decifrata come si decifrano i geroglifici egiziani”. Il suo costante tornare sugli stessi temi e sui procedimenti di elaborazione attraverso disegni e bozzetti sono la dimostrazione di tale concetto. 


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