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Quanti tesori si trovano prosciugando il canale di Parigi. Il video

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Be’, è il sogno infantile che abbiamo fatto tutti, un giorno. Pensando; e se dovessimo far asciugare il fiume o il mare, cosa troveremmo? Quali tesori? Quali meraviglie? Ogni quindici anni a Parigi, nel cuore della città il canale viene prosciugato e drenato, con consistenti spese. E poichè il fiume artificiale – che un tempo portava acqua per uso civile – si trova in una zona urbana altamente popolata, il prosciugamento dell’alveo porta sempre con sè grandissime sorprese. Mentre pesci e animali vengono spostati al di la delle paratoie, si procede alla raccolta del fango che innalza notevolmente il livello del letto, di per sè non particolarmente profondo. Ed ecco che dal limo esce od è uscito di tutto, persino una cassetta con monete d’oro. Ma infinite sono anche le biciclette, le motociclette, i passeggini. Ma che ci facevano due obici? E una pistola? Il Canal Saint-Martin con i suoi 4 chilometri e 550 metri – dei quali due al coperto – (di cui 2 km al coperto), collega la Senna, attraverso il bacino dell’Arsenal, con il bacino della Villette e più oltre con il canale dell’Ourcq.

La costruzione del canale iniziò nel 1805 ma l’inaugurazione avvenne solo nel 1825: le difficoltà principali nel portare a termine l’opera non furono di tipo ingegneristico, ma derivate dalla già fitta urbanizzazione della zona attraversata: basti pensare che la parte finale del canale verso l’Arsenal passa sotto le fondamenta della Bastiglia.

Il canale supera un dislivello di 25 metri attraverso 9 chiuse e 2 ponti girevoli.
Attualmente non convoglia più traffico commerciale (quasi scomparso anche sulla Senna), ma esclusivamente traffico turistico, per 363 giorni l’anno.
La parte coperta corre sotto piazza della Bastiglia, boulevard Richard-Lenoir e boulevard Jules-Ferry.
Il tratto a cielo aperto corre lungo il Quai de Valmy e il Quai de Jemmapes.


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