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Hermenegildo Anglada Camarasa
Il pavone bianco, 1904
Olio su tela, cm 78,5 x 99,5 
Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza
Hermenegildo Anglada Camarasa Il pavone bianco, 1904 Olio su tela, cm 78,5 x 99,5 Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

A Ferrara: “LA ROSA DI FUOCO. La Barcellona di Picasso e Gaudí”


LA ROSA DI FUOCO. La Barcellona di Picasso e Gaudí
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 19 aprile al 19 luglio 2015

Orari di apertura
Aperto tutti i giorni:
Dal 19 aprile al 31 maggio: 9.00-19.00
Dal 1 giugno al 19 luglio: 10.00-20.00
Aperto anche 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno

Aperture serali fino alle ore 23:
25 aprile
1 e 22 maggio
1 giugno
17, 18 e 19 luglio

Biglietto d’ingresso
– Intero: euro 11,00
– Ridotto: euro 9,00 (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate)
– Gruppi (minimo 15 persone): euro 9,00 (1 accompagnatore gratuito ogni 20 paganti)
– Scuole: euro 5,00 (2 accompagnatori gratuiti per ogni classe)
– Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino, militari in divisa
– Biglietto famiglia 2 adulti + 1 bambino: euro 21,00 | 2 adulti + 2 bambini: euro 28,00 | 2 adulti + 3 bambini: euro 35,00 (bambini dai 6 ai 14 anni)
– Biglietto Open: euro 14,00 | Biglietto con prenotazione senza vincoli di orario e data valido fino a fine mostra

Informazioni
0532-244949
diamanti@comune.fe.it

Una mostra di forti colori e forti emozioni. Si passa, non a caso, dal caleidoscopio delle tavolozze di fine Ottocento, ai colori acidi e brillanti delle effigi della moderna vita notturna, fino alla dominante blu dell’ultima sala della mostra. Poiché Picasso, e con lui altri animi inquieti, scelsero questo colore per esprimere il dolore e la solitudine che il progresso si lasciava dietro nella sua marcia trionfante.

Hermenegildo Anglada Camarasa Il pavone bianco, 1904 Olio su tela, cm 78,5 x 99,5  Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

Hermenegildo Anglada Camarasa
Il pavone bianco, 1904
Olio su tela, cm 78,5 x 99,5
Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

LA ROSA DI FUOCO. La Barcellona di Picasso e Gaudí” offre una pregiata esposizione di dipiniti e al tempo stesso invita il visitatore a soffermarsi anche sulle altre arti. L’architettura di Gaudí, naturalmente, ma anche grafica, arredi, gioielli, ceramiche e sculture. Si tratta di aree di approfondimento circoscritte, rispetto alla ricchezza della proposta di dipinti, che offrono al visitatore preziose chiavi per far capire come tutte le arti siano state percorse da un medesimo fuoco di rinnovamento, nessuna esclusa.

Pablo Ruiz Picasso Ragazza in camicia, 1905 Olio su tela 72,7 x 60 cm  Londra, Tate. Lascito di C. Frank Stoop, 1933

Pablo Ruiz Picasso
Ragazza in camicia, 1905
Olio su tela 72,7 x 60 cm
Londra, Tate. Lascito di C. Frank Stoop, 1933

In questa esposizione i grandi protagonisti della storia dell’arte sono presentati da punti di vista meno scontati: è il caso del giovanissimo Picasso che, quantunque alle prime prove, nel giro di qualche anno conquista la scena artistica catalana e parigina, con il tratto graffiante del suo precoce talento. Accanto a nomi celebri, vengono proposti artisti che ai più risultano ignoti, ma sono ugualmente di altissimo livello. Pensiamo a Ramon Casas, Santiago Rusiñol o Isidre Nonell che, a differenza di Picasso, fecero ritorno in patria anziché diventare astri del palcoscenico parigino.

 

Joaquim Mir L’abisso, Maiorca, 1901 Olio su tela, cm 175 x 98  Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

Joaquim Mir
L’abisso, Maiorca, 1901
Olio su tela, cm 175 x 98
Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

La rosa di fuoco, o meglio La Rosa de Foc, per dirla alla catalana, per gli anarchici indicava all’inizio del Novecento il nome in codice di Barcellona. Nome che evoca, allo stesso tempo, il fermento che a cavallo del secolo infiammava la vita politica, sociale e culturale della capitale catalana, ma anche i violenti attentati dinamitardi di cui fu teatro la città.

A mutare volto e storia di Barcellona era stata, nel 1888, la grande Esposizione universale che aveva introdotto dirompenti idee di modernità in una capitale ancora decentrata rispetto al cuore avanzato d’Europa. Nuovi modelli di vita, nuovo benessere e nuove visioni creative si accompagnavano all’espansione industriale ed economica della regione. 

In quegli anni a Barcellona il giorno continuava la notte e i caffè e i ritrovi lungo le Ramblas e nel Barrio Gotico pulsavano di gente e di incontri. I poeti, gli intellettuali, i pittori avevano base a Els Quatre Gats e da qui sciamavano per ogni dove, spesso approdando a Parigi. 

La crescita culturale ed economica della capitale catalana fu però accompagnata da marcate tensioni sociali che nel luglio del 1909, durante quella che venne chiamata la Settimana tragica, sfociarono in una serie di violente contestazioni e in una cruenta repressione che decretò la fine di questa irripetibile stagione. 

Di questi anni fecondi e inquieti e della colorata, sanguigna fucina di talenti che li animò dà conto La rosa di fuoco, la grande mostra con cui Palazzo dei Diamanti apre la stagione espositiva 2015-2016, firmata dalla direttrice dell’istituzione ferrarese, Maria Luisa Pacelli.


Ramon Casas Scena domestica all'aperto, 1892 Olio su tela, cm 161 x 121  Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza

Ramon Casas
Scena domestica all’aperto, 1892
Olio su tela, cm 161 x 121
Madrid, Colección Carmen Thyssen-Bornemisza



La rosa di fuoco, ovvero l’arte e le arti a Barcellona tra 1888 e 1909, rispecchia perfettamente la cifra culturale dei Diamanti: mostre accuratamente selezionate, approfondite, particolari, mai banali. Rassegne che presentano in Italia artisti straordinari ma poco frequentati (tra i tanti Reynolds, Chardin, Zurbarán…) o snodi fondamentali della storia dell’arte da prospettive inedite. 

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