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Franco Grignani: studio di tensioni, olio su tela 96x96, 1965
Franco Grignani: studio di tensioni, olio su tela 96x96, 1965

A Milano le “Alterazioni ottico mentali” di Franco Grignani

La mostra “FRANCO GRIGNANI. Alterazioni ottico mentali 1929 – 1999”, dal 23 gennaio al 15 marzo  alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta n. 59, Milano

La Galleria Gruppo Credito Valtellinese in Corso Magenta a Milano propone un organico omaggio a Franco Grignani.
L’obiettivo di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, commissari delle esposizioni delle Gallerie del Credito Valtellinese, con Manuela Grignani è quello di restituire a Grignani la sua complessità d’artista. Egli si è espresso come artista, architetto, fotografo, graphic designer, art director. Ed è di tutte queste sfaccettature, che la retrospettiva intende dar conto, documentando peculiarità e competenze diverse ma tutte strettamente riconducibili alla ricerca di Grignani sulla percezione visiva, ricerca cui restò fedele per l’intera vita.

Franco Grignani: Proiezione strutturata, olio si tela 96x96, 1965

Franco Grignani: Proiezione strutturata, olio si tela 96×96, 1965

Per il grande pubblico la figura di Grignani è riconducibile ad un marchio, quello della Pura Lana Vergine da lui creato nel 1964, forse il più noto e universale nella storia della comunicazione della seconda metà del secolo scorso. Ma quel marchio, pur fortunato, è solo uno dei tanti da lui creati, frutto di una specializzazione tra le diverse di Grignani, artista ed intellettuale che non ha mai perso alcuna occasione per approfondire la percezione dell’immagine e le “regole” che ad essa sono sottese, convinto che “l’immagine raggiunge la sua dinamica unità per mezzo di vari livelli di integrazione: tensione, ritmo, armonia matematica. L’esperimento – continua Grignani – è il risultato di un conflitto fra forze esterne ed interne, fra due forze dinamiche e forze di riferimento”.

Franco Grignani: Logo della pura lana vergine, 1964

Franco Grignani: Logo della pura lana vergine, 1964

La sua è sempre stata una ricerca sulla “verità della forma visiva”, condotta in modo solitario, metodico, raffinato, allo stesso momento apertissimo a quanto, anche grazie all’eco del suo lavoro, maturava in Europa e nel mondo. E applicata ad ogni sua attività e creazione artistica, come le diverse sezioni di questa mostra ben evidenziano anche attraverso la presentazione di un notevolissimo numero di lavori inediti.

Grignani, pavese del Po, nasce a Pieve di Porto Morone nell’anno della nascita ufficiale del Cubismo, ovvero nel 1908. Del Grande Fiume sembrano affascinarlo le sinuosità, il movimento e le rifrazioni dei gorghi, rispetto alla fissa superficie della terra padana.
A Torino, dove segue Architettura, è coinvolto dai fermenti del secondo Futurismo, passaggio verso l’astrattismo geometrico e al costruttivismo. Attingendo alle teorie percettive e alla psicologia della forma conduce sperimentazioni coniugando fotogrammi, fotomontaggi, sovrimpressioni e elaborati grafici. Con la milanese Alfieri & Lacroix indaga nuove forme di tipografia. Crea sistemi ottici che colpiscono e influenzano i suoi colleghi europei.

Franco Grignani: Negativo,Positivo sensoriale,Tecnica mista 70x70, 1965

Franco Grignani: Negativo,Positivo sensoriale,Tecnica mista 70×70, 1965

Il successivo passaggio lo vede intervenire, con rotazioni, deformazioni, torsioni, accelerazioni, rovesciamenti, direttamente sull’immagine. Sempre con l’occhio e il pensiero alle sollecitazioni che questi processi provocano nell’osservatore. Diviene art director di “Bellezza d’Italia”, organo di stampa della Dompé, casa farmaceutica che lo impegna anche nel packaging dei prodotti, e poi di “Pubblicità in Italia”. Prosegue intanto l’indagine sulla rappresentazione del paesaggio urbano, ricorrendo anche a “… lenti zoppe, vetri, condensatori, prismi, acqua, olio …”. L’obiettivo è ancora una volta il superamento dei limiti fisiologici di mano e occhi, per giungere ad una rappresentazione che faccia proprie le leggi matematiche e fisiche, già conosciute o da lui solo intuite. Questo lavoro, nei diversi fronti, gli porta riconoscimenti internazionali, come nel 1959 la Palma d’Oro della Pubblicità e la medaglia d’oro della Triennale di Milano o il Premio (1972) della Biennale di Venezia.
Muore a Milano nel 1999, ma le sue opere continuano ad essere esposte e ammirate in musei di tutto il mondo.

Franco Grignani: Tensione nei quadrati, Tempera 103x75, 1965

Franco Grignani: Tensione nei quadrati, Tempera 103×75, 1965

Un ampio catalogo bilingue (italiano/inglese) seguirà la cronologia della mostra dando ampio rilievo ad ogni fase creativa di Grignani. Dai primi anni del suo lavoro nel 1929 sino alla data della sua scomparsa. Un importante saggio del Prof Giovanni Anceschi ed un ricordo dell’amico Gillo Dorfless accompagneranno la fortuna critica del volume

FRANCO GRIGNANI.
Alterazioni ottico mentali 1929- 1999
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta n. 59 – Milano
23 gennaio – 15 marzo 2014
A cura di Manuela Grignani, Leo Guerra, Cristina Quadrio Curzio

Orari e ingressi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
da lunedì a venerdì 10.00 – 19.30
sabato 9.00 – 14.00
chiuso domenica – INGRESSO LIBERO

Informazioni al pubblico
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
tel. +39 0248.008.015
www.creval.it

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