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A Modena tre grandi mostre fotografiche: Mimmo Jodice, Kenro Izu e Fotografia de los Andes

Mimmo Jodice. Arcipelago del mondo antico
Kenro Izu. Sacred Places
Fotografia de los Andes
12 settembre 2014 – 11 gennaio 2015
Foro Boario – Modena, Via Bono da Nonantola, 2

informazioni
Fondazione Fotografia Modena
Via Emilia Centro 283, Modena
tel. 059 239888 – 335 1621739
mostre@fondazionefotografia.org

Per l’autunno 2014 Fondazione Fotografia Modena punta su due grandi nomi della fotografia contemporanea internazionale – Mimmo Jodice e Kenro Izu – e  sul fascino esercitato dalla cultura peruviana sui fotografi sudamericani tra ottocento e  novecento.

Sono tre, infatti, le mostre in programma dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015  negli spazi del Foro Boario di Modena, che continueranno ad ospitare l’attività  espositiva di Fondazione Fotografia fino alla conclusione dei restauri del Polo  Santagostino: due personali e una collettiva, che affiancano lo sguardo sul  contemporaneo ad una prospettiva storica, come nella tradizione delle mostre di  Fondazione Fotografia. Ad accomunare i tre percorsi, pur estremamente differenti tra  loro, è la rappresentazione di luoghi dell’antichità avvolti nel mito, siano essi le rovine di  Machu Picchu, i volti e le architetture della classicità greco-romana, le piramidi egizie o  i monoliti di Stonehenge.

Mimmo Jodice Teatro romano, Palmira, 1993 stampa al carbone su carta cotone 70x70 cm courtesy l’autore

Mimmo Jodice
Teatro romano, Palmira, 1993
stampa al carbone su carta cotone
70×70 cm
courtesy l’autore

Con il titolo Arcipelago del mondo antico, la personale di Mimmo Jodice (Napoli,  1934) presenta con un allestimento originale la grande indagine sul Mediterraneo con  cui l’artista da oltre trent’anni continua ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.  Attraverso un percorso di cinquanta opere fotografiche, in parte inedite, l’autore  ricompone l’immagine delle civiltà che hanno scandito la storia antica del mare   nostrum, facendo rivivere statue e templi, eroi e miti, in un tempo sospeso in cui  passato e presente convivono.

Kenro Izu Kailash #75, Tibet, 2000 dalla serie “Sacred Places” stampa ai pigmenti 72x102 cm courtesy l’autore

Kenro Izu
Kailash #75, Tibet, 2000
dalla serie “Sacred Places”
stampa ai pigmenti 72×102 cm
courtesy l’autore

La raffinata ricerca artistica di Kenro Izu (Osaka, 1949) è al centro della mostra  personale Sacred Places, interamente dedicata al lungo lavoro che ha spinto l’artista  ad esplorare i più importanti “luoghi sacri” del mondo, dalla Cambogia al Tibet,  dall’Indonesia all’India, dall’Egitto e alla Siria. Affascinato dalla sublime bellezza delle  vestigia antiche, Izu individua nel recupero di stili e tecniche di stampa tipici della  fotografia ottocentesca il mezzo più adatto per imprimere le atmosfere mistiche dei  luoghi incontrati.

Max T. Vargas, Calle del Triunfo, Cusco, 1897, 17,9 x 24 cm

Max T. Vargas, Calle del Triunfo, Cusco, 1897, 17,9 x 24 cm

A cura di Jorge Villacorta, direttore della IIª Biennale di Fotografia di Lima, la collettiva  Fotografia de los Andes conduce in un viaggio nella straordinaria ricchezza della  cultura peruviana, raccontata attraverso il lavoro di numerosi fotografi che tra la  seconda metà dell’ottocento e la prima metà del novecento aprirono i loro studi nella  capitale. Tra le opere presenti, anche le preziose fotografie di Martin Chambi, autore di  un esteso lavoro di documentazione dei dintorni di Cuzco, tra siti archeologici,  paesaggi e comunità indigene, per testimoniare e riscoprire la vera anima della propria  terra.

Le mostre sono inserite nel programma del  festivalfilosofia 2014, che si svolgerà dal 12 al 14 settembre a Modena, Carpi e  Sassuolo e sarà dedicato al tema della Gloria.

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