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Aforismi – Leonardo: “L’arte è perfino più bella della realtà, che con il tempo svanisce”

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L’arte è perfino più bella della realtà, che con il tempo svanisce”.

Leonardo da Vinci

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 Leonardo da Vinci – Cos’è la prospettiva aerea e come si ottiene. Gli esempi

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La prospettiva aerea è una modalità di rilevamento e di rappresentazione della realtà, che tiene conto del mutamento dei colori, alla distanza, e del progressivo sfocarsi delle immagini provocato dalla presenza di umidità negli strati bassi dell’atmosfera. Essa fu messa a punto, con esiti massimi, da Leonardo da Vinci. Se la prospettiva lineare ci offre semplicemente, nel campo lungo, una riduzione delle dimensioni degli oggetti, progressiva, rispetto al punto di vista, la prospettiva aerea approfondisce il senso del vero, aggiungendo, al rimpicciolimento di elementi distanti, una diversa colorazione e una riduzione della marcatura delle linee che definiscono gli elementi paesistici. Il colore e la messa a fuoco di un oggetto mutano nella misura in cui aumenta la distanza, assumendo una sfocatura progressiva e un colore che tende all’azzurrino. Un esempio molto semplice ed efficace: poniamo che si debba dipingere un paese del Mediterraneo, con un numero infinito di case bianche.


Le prime abitazioni, secondo la prospettiva aerea, saranno più marcate nei contorni, mentre le zone in luce appariranno con il massimo fulgore. Le case più lontane, pur essendo imbiancate allo stesso modo, assumeranno un velo azzurrino che ne muta la colorazione di base e che rende meno netta le linee della silhouette. Se seguissimo soltanto la prospettiva lineare, otterremo case più piccole, dello stesso colore, con linee marcate. (cfr Giotto, più sotto) La lontananza sarebbe così solo parzialmente accennata. Ma se la finalità del pittore,  come per Leonardo, è la rappresentazione della realtà, con massima aderenza al vero, la diminuzione delle dimensioni di oggetti lontani non è sufficiente nella resa veritiera della distanza. E’ necessario tener conto anche dell’azione dell’atmosfera e dell’accumulo di umidità che si frappone tra l’occhio e un punto lontano, velandolo e sfocando gli oggetti più lontani. Questi concetti sono illustrati ne Il trattato della pittura di Leonardo da Vinci, nel paragrafo 256, dedicato alla prospettiva aerea, che qui riportiamo. Altri insegnamenti sul comportamento dei colori nel paesaggio sono contenuti sempre nel primo capitolo, che tralasciamo perchè relativi ad effetti secondari, volendo focalizzare con la massima resa esplicativa il concetto di prospettiva aerea. Leggendo il paragrafo 256 dovremo intendere il termine aria – espresso da Leonardo – secondo il concetto di  atmosfera. Con l’aggettivo grossa, accostato al sostantivo aria,  s’intende atmosfera carica di umidità. Con il termine profilato, Leonardo intende il concetto attualmente definibile come “marcato, delineato, messo a fuoco”

Per creare una distanza profonda nel dipinto, che peraltro ponesse in evidenza Monna Lisa, in primo piano e ricostruisse gli oggetti visti alla distanza, Leonardo applicò le regole della prospettiva aerea. Il paesaggio nel fondale, per le presenza dell'atmosfera ricca di umidita, si vela e muta colore fino ad asssumere un tono verde- terra e azzurrino

Per creare una distanza profonda nel dipinto, che peraltro ponesse in evidenza Monna Lisa, in primo piano e ricostruisse gli oggetti visti alla distanza, Leonardo applicò le regole della prospettiva aerea. Il paesaggio nel fondale, per le presenza dell’atmosfera ricca di umidita, si vela e muta colore fino ad asssumere un tono verde- terra e azzurrino

Nel paesaggio alla nostra sinistra, osservando la Gioconda si nota il mutamento di colore dovuto, a distanze ragguardevoli, alla prospettiva aerea. Se la strada è solo lievemente sfocata con una riduzione del profilato, cioè della nettezza e dell'incisione della linea - pur rimanendo di un'ocra che inizia ad assumere in sè le tonalità azzurrine, il fondo più lontano è completamente velato, sfocato e muta colore, intridendosi sempre più della tinta azzurrina dell'atmosfera

Nel paesaggio alla nostra sinistra, osservando la Gioconda si nota il mutamento di colore dovuto, a distanze ragguardevoli, alla prospettiva aerea. Se la strada è solo lievemente sfocata con una riduzione del profilato, -cioè della nettezza e dell’incisione della linea, pur rimanendo di un’ocra che inizia ad assumere in sè le tonalità azzurrine – il fondo più lontano è completamente velato, sfocato e muta colore, intridendosi sempre più della tinta azzurrina dell’atmosfera

Alla nostra destra, guardando la Giocanda, appaiono un ponte e rilievi montosui. Il manufatto non presenta linee marcate perchè si trova in un punto distante ed è velato dall'umidità dell'atmosfera, la cui quantità cresce tanto più l'occhio è distante dal punto da osservare

Alla nostra destra, guardando la Gioconda, notiamo un ponte e rilievi montuosi. Il manufatto non presenta linee marcate perchè si trova in un punto distante ed è velato dall’umidità, la cui quantità cresce quanto più l’occhio è distante dal punto da osservare

Prospettiva aerea nel paesaggio del dipinto Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino, opera di Leonardo

Prospettiva aerea nel paesaggio del dipinto Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino, opera di Leonardo. Da notare la progressiva sfocatura provocata dall’atmosfera, con una netta preponderanza del tono azzurro, il quale, pur assorbito del marrone dell’albero inizia ad apparire nella parte centrale della chioma, diminuendone l’intensità del colore scuro

 

 

Giotto, nell'episodio Francesco dona il mantello, applica una prospettiva lineare intuitiva, che comporta una riduzione delle dimensione delle case e del castello, alla distanza,  ma non applica la prospettiva aerea. Le abitazioni sui  colli  sono soltanto più piccole e si dispongono come in un presepe. Giotto non tiene conto dell'azione degli elementi atmosferici alla distanza. >Le linee degli edifici sono molto evidenti, il colore non muta

Giotto, nell’episodio Francesco dona il mantello, applica una prospettiva lineare intuitiva, che comporta una riduzione delle dimensione delle case e della chiesa, alla distanza, ma non applica la prospettiva aerea. Le abitazioni sui colli sono soltanto piccole e si dispongono come in un presepe. Giotto non tiene conto dell’azione degli elementi atmosferici alla distanza. Le linee degli edifici, nonostante la lontananza da chi osserva – sono molto evidenti e il colore non muta

 

Leonardo da Vinci,  Il trattato sulla pittura, 258. Della prospettiva aerea.

Evvi un’altra prospettiva, la quale chiamo aerea imperocché per la varietà dell’aria si possono
conoscere le diverse distanze di varî edifici terminati ne’ loro nascimenti
da una sola linea, come sarebbe il veder molti edifici di là da un muro
che tutti appariscono sopra l’estremità di detto muro d’una medesima
grandezza, e che tu volessi in pittura far parer piú lontano l’uno che
l’altro; è da figurarsi un’aria un poco grossa. Tu sai che in simil aria le
ultime cose vedute in quella, come son le montagne, per la gran quantità
dell’aria che si trova infra l’occhio tuo e dette montagne, queste paiono
azzurre, quasi del color dell’aria, quando il sole è per levante. Adunque farai sopra il detto muro il
primo edificio del suo colore; il piú lontano fàllo meno profilato e piú azzurro, e quello che tu vuoi
che sia piú in là altrettanto, fàllo altrettanto piú azzurro; e quello che tu vuoi che sia cinque volte piú
lontano, fàllo cinque volte piú azzurro; e questa regola farà che gli edifici che sono sopra una linea
parranno d’una medesima grandezza, e chiaramente si conoscerà quale è piú distante e quale è
maggiore dell’altro.

 

 

 

Come si ottiene la prospettiva aerea

Per meglio comprendere questo concetto, più complesso nell’enunciazione che nella pratica, pensiamo di realizzare un paesaggio di fondo alla maniera di Leonardo da Vinci, sia in base agli enunciati che agli esiti dei suoi dipinti.. L’-osservazione dei dipinti induce a supporre che egli ottenesse una sfocatura sia in stesura – delineando più sommariamente elementi alla distanza – che attraverso una sfocatura, che può essere, ottenuta ad esempio, con un’azione delle dita sul colore fresco, con uno sfumato. Ottenuta la prima stesura, Leonardo doveva procedere con velature, cioè apposizioni di colori semitrasparenti e liquidi perchè ottenuti con un’elevata presenza di medium o diluente.  Dopo aver steso una vernice finale – le vernici finali risultano molto utilizzate, dal maestro anche nelle fasi intermedie della realizzazione pittorica, come risulta dal non concluso dipinto dell’Adorazione dei magi – Leonardo rendeva  gli effetti dell’aria e dell’aria grossa, stendendo colore azzurrino, sugli oggetti o sui monti distanti,senza che il colore fosse completamente coprente.

Ciò gli consentiva una sovrapposizione che imitasse la frapposizione di aria e di aria grossa tra l’occhio e ihttp://www.stilearte.it/wp-admin/media-new.phpl punto osservato in distanza. La velatura data sul quadro asciutto e verniciato nel punto su cui intervenire provocava anche una diminuzione del “profilato” cioè della nettezza delle linee di contorno di tutto ciò che fosse alla distanza. Sotto il profilo intuitivo, la prospettiva aerea era praticata, prima di Leonardo, ma senza gli esiti massimi del  maestro, dai pittori fiamminghi. E si sarebbe poi diffusa, grazie a Leonardo, soprattutto nella pittura dell’Italia settentrionale, particolarmente attenta alla rappresentazione di paesaggi nei fondali dei dipinti e agli effetti della pittura tonale.

VIDEO – COME I PITTORI OTTENGONO LA PROSPETTIVA AEREA

 

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