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All’asta la mitica foto di nudo scattata a Brescia da Newton nel 1981

Helmut Newton contestualizzò nel titolo dell’immagine il luogo- una casa di Brescia – e il nome di una modella. Non fu pertanto un’immagine realizzata in uno studio, con il supporto di luce particolari o di scenografie costruite. Del resto, dietro l’effigiata, occhieggiava un bosco deciduo tipico delle colline bresciane e l’ambientazione risultava privatissima,con quel divano morbido e il tavolo rotondo; Newton esercitò qui la massima libertà, evitando uno scatto tecnicamente appoggiato ad elementi tecnologici di supporto; si divertì a lavorare in condizioni di luce non potenziate, strappando, in questo modo, la ragazza a un’intimità che sembrava inviolabile. E del resto nella sequenza – Sylvia vestita, Sylvia nuda – egli moltiplicò il gioco voyeuristico dello spogliare, al centro vivificante dell’occhio maschile. Ciò che contava era conferire al doppio scatto,l’idea di un’intimità inaccessibile che era stata violata, grazie alla seduzione. Il volto di Sylvia è distante; un lieve imbarazzo lo offusca.Il modello al quale Newton attinse, sia nella sequenza nuda-vestita, che nella postura della modella. fu quella della Maja vestida e della Maja desnuda di Goya. Ma se Goya aveva affrontato prima la nudità – “La bella nuda” risale al 1800, mentre “La bella vestita” è successivo di qualche mese o, come qualcuno ritiene, di qualche anno – Newton giocò anteponendola vestita dell’abito da profanare e da estinguere, seguendo il processo voyeuristico maschile. Proprio per quest’abbandono in naturalezza, l’immagine scattata a Brescia, è entrata a far parte delle maggiori antologie di Newton; come completamento naturalistico di un sentire normalmente potenziato e volutamente eccessivo.(curuz)

Le due immagini sono proposte ora all’asta da Christie’s, a Parigi, con stime base che oscillano tra i 24mila e i 37mila dollari.  A chi volesse partecipare alla gara del 14 novembre forniamo più sotto il link all’immagine e alle offerte.

Le due immagini di Sylvia, scattate da Helmut Newton a Brescia, nel 1981. L'opera si ispira alla Maja Desnuda e alla Maja vestida di Goya

Le due immagini di Sylvia, scattate da Helmut Newton a Brescia, nel 1981. L’opera si ispira alla Maja Desnuda e alla Maja vestida di Goya

 

 

Maja vestida

Maja desnuda

 

14 novembre 2014, Parigi

Le due immagini di Sylvia, scattate da Helmut Newton a Brescia, nel 1981. L'opera si ispira alla Maja Desnuda e alla Maja vestida di Goya

 

HELMUT NEWTON (1920-2004)
Sylvia reclining nude inside the house et Sylvia reclining dressed inside the house, Brescia, Italy, 1981
2 tirages argentiques
chacun signé, titré, daté et numéroté ‘3/10’ au crayon (au verso)
chaque image approx. 48 x 58.8 cm. (18 7/8 x 23 1/8 in.)
chaque feuille approx. 50 x 60 cm. (19¾ x 23 5/8 in.) (2)
Post-Lot Text
2 GELATIN SILVER PRINTS; EACH SIGNED, TITLED, DATED AND NUMBERED IN PENCIL ON THE VERSO.

 

sylviap pagina

 

CHI E’ LA MODELLA

 

Sylvia Gobbel, austriaca, fu la modella preferita da Helmut Newton. La ragazza – che aveva 19 anni ed era studentessa di Giurisprudenza -fu notata su un tram da un agente francese di un’agenzia per modelle. Dopo quest’incontro, Sylvia si trasferì a Parigi dove, poco tempo dopo, iniziò a lavorare per Helmut Newton. La fotografia bresciana risale evidentemente al periodo di inizio di un’intensa collaborazione.

 

IL SITO DI SYLVIA GOBBEL

http://www.sylviagobbel.com/newton.html

 

 

 

UN VIAGGIO TRA LE MAGGIORI IMMAGINI DI NUDO DI HELMUT NEWTON

 

 

 

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