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Anita Ekberg, i nudi dell’attrice tra Dolce vita e avvocato Agnelli

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L’icona di Marilyn Monroe, sogno biondo dell’America anni Cinquanta trova un riscontro in Italia, a livello di immagini mitiche in Anita Ekberg (Malmö, 29 settembre 1931 – Rocca di Papa, 11 gennaio 2015), l’attrice svedese che, con Marcello Mastroianni, apparve nella scena della Fontana di Trevi, fotogrammi in cui il film a livello quintessenziale, concentra i temi del fil: la grande bellezza, la noia, l’infrazione e una certa nevrotica vacuità che spingeva i protagonisti verso un’idea di Altrove. L’attrice raggiunse l’apice della notorietà proprio per quella scena felliniana.

 

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Selezionata in concorsi bellezza, in Svezia, proprio negli anni in cui il modello della donna svedese risultava al centro dell’immaginario erotico collettivo, che configurava maggiorate, dai muscoli tonici, dai capelli chiari e, nella maggior parte dei casi, dagli occhi giorni azzurri, si trasferì negli Stati Uniti dove riuscì a ottenere un ruolo marginale nel film Viaggio sul pianeta Venere del 1953, accanto a Gianni e Pinotto. Successivamente riuscì a farsi uno spazio maggiore, con Jerry Lewis e Dean Martin in Artisti e modelle, opera prodotta nel 1955. Si aggiudica il Golden Globe come miglior attrice emergente, dopo l’interpretazione, nel 1956, dell’ultimo film della coppia Lewis-Martin, Hollywood o morte!.

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Essere un maggiorata non è facile. Le porte si aprono immediatamente, ma i ruoli cristallizzano quasi esclusivamente la corporeità. Così Ekberg cerca ruoli in kolossal tratti dai classici – King Vidor le affida una parte in Guerra e pace, 1956 – o dai grandi episodi della romanità antico, come il film di Guido Brignone, Nel segno di Roma, in cui l’attrice svedese interpreta il ruolo della regina Zenobia, che ha il coraggio di opporsi al regime dell’impero capitolino.

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Nel 1960 è Sylvia, nella Dolce vita, pochi passi nell’acqua che valgono una vita. Tornerà a lavorare con un Fellini sempre più sulfureo e grottesco nell’episodio “Le tentazioni del dottor Antonio” in Boccaccio ’70 (1962), dove la sua provocante bellezza diventa un vero incubo per le notti del Dottor Antonio, un petulante moralista interpretato da Peppino De Filippo, e nella parte di se stessa in I clowns (1970) e Intervista (1987). Nel 1963 è a Hollywood dove recita in I 4 del Texas per la regia di Robert Aldrich e accanto a Dean Martin, Frank Sinatra e Ursula Andress; lo stesso anno è accanto a Bob Hope in Chiamami Buana.

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Dalla seconda metà degli anni Sessanta sposta la sua residenza in Italia. Lavora ancora, ma in opere minori- escluso un film di Bigas Luna – o con parti marginali.

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La sua vita sentimentale è segnata da due matrimoni – dal 1956 al 1959 è stata sposata con l’attore inglese Anthony Steel; dal 1963 al 1975 con l’attore statunitense Rik Van Nutter (Felix Leiter in Agente 007 – Thunderball: Operazione tuono) – da un importante flirt con Frank Sinatra, da un breve fidanzamento con Dino Risi. Ma la figura maschile della sua vita a cui fu più legata maggiormente – e segretamente – fu quella dell’avvocato Agnelli.

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