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Annamaria Scotti, il vortice del tempo e di mondi dimenticati

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Opera finalista al Premio Nocivelli: Le invasioni barbariche .
Intervista ad Annamaria Scotti .

Annamaria Scotti
Breve scheda biografica

anna maria scotti

Sono nata a Brescia nel ‘78 con una innata attitudine al disegno: da bambina passavo le ore davanti alla TV con il fermo immagine per realizzare ritratti ai protagonisti dei Cartoon televisivi.
Ancora minorenne ho conseguito la maturità artistica a Brescia e successivamente mi sono laureata in Disegno Industriale nel 2002 al Politecnico di Milano.
Nel 2007 sono tornata nel capoluogo lombardo dove ho ottenuto il diploma ad indirizzo didattico per l’insegnamento del Disegno e della Storia dell’Arte.
Come disegnatrice, dal 2002 ho partecipato ad alcune mostre collettive e a concorsi in ambito regionale. La mia ricerca artistica ed iconografica è sempre stata caratterizzata da una componente immaginativa e visionaria , con soggetti e temi ispirati dal contemporaneo e dall’attualità, ma anche dall’uso di tecniche e tecnologie innovative, come nella realizzazione di un’applicazione software, il Caleidoscopio Virtuale (2002), in grado di generare immagini uniche sfruttando l’interazione tra essere umano e algoritmi informatici randomizzati.
La mia più recente evoluzione riguarda la sperimentazione con tecniche miste: tempera acrilica, inchiostri e decoupage su supporti compositi ottenuti con varie combinazioni di carta e tela incollate tra loro.


Può analizzare nei temi e nei contenuti l’opera da lei realizzata e presentata al Premio Nocivelli, illustrando le modalità operative che hanno portato alla realizzazione?

Anna Maria Scotti_Le invasioni barbariche

In quest’opera, il tema principale proviene dall’attualità, dallo studio della storia dell’arte e dall’amore per le nostre origini culturali. Mi piace raccontare una storia vera: <<C’erano una volta due fiumi, il Tigri e l’Eufrate, e tutt’attorno una terra fertile a forma di mezzaluna, dove nacquero civiltà antiche, a cui si fanno risalire scoperte che rivoluzionarono il modo di vivere dell’uomo, come la scrittura o la società urbana…>>. Ritengo sia un’ironia feroce e assurda che le vestigia di questo passato vengano distrutte per mano dei discendenti di chi li aveva create. Come una cancrena, l’integralismo islamico di stampo terroristico si sta diffondendo all’interno della cultura araba, in quei luoghi dove un tempo fiorivano i saperi e lo splendore delle antiche civiltà mesopotamiche.

L’opera Le invasioni barbariche oscilla tra tradizione e innovazione, storia dell’arte e attualità, pittura materica e influenze dettate dalle nuove tecnologie: la mia ricerca trascende questi estremi affrontando temi che appartengono alla mia personale visione e rilettura del contemporaneo. Nell’opera le figure spontanee alludono ai fasti di un passato glorioso ormai in decadenza, la decorazione fornisce un ulteriore livello di cura per il dettaglio che si aggiunge ai basilari elementi del linguaggio visivo: forma e colore.
I miei lavori nascono da materie pittoriche stese su supporti tradizionali come la carta o la tela, o mediante l’ausilio di immagini e applicazioni digitali . E’ ciò che ritorna nell’opera Le invasioni barbariche: un dipinto su carta con tempere acriliche e inchiostri che si cala nel contemporaneo dove le forme alludono ad una figurazione quasi astratta che ricorda le forme dei monumenti dell’ antica Mesopotamia.

 

 

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