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Ano Nyme, così un bunker tedesco è stato trasformato in un gioiello fiabesco di luce

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Il vecchio bunker tedesco dardeggia sole, onde frantumate, occhieggia d’azzurro, segmenta, da un lato, il blu marino e, dall’altro, l’oro del tramonto che brilla sulla sabbia. Questa splendida opera d’architettura e di land art ha permesso la trasformazione assoluta, in un riflesso, di un appostamento di guerra, sulla spiaggia di Dunkerque, in Francia. Un edificio miltare di 350 metri quadrati di cemento coperto da un artista francese da migliaia di specchi frantumati. L’artista è stato costretto, all’inizio, ad operare nell’anonimato più assoluto, come accadde per il writer inglese Banksy. “Sì – dice Ano Nyme a Stile Arte – Ho iniziato quest’opera senza autorizzazione. La gente voleva conoscere il mio nome, così io rispondevo: Anonyme. E il nome è rimasto”.

La costa francese è là disseminata d’antiche casematte degradate, coperte di scritte spray, sprofondate nella sabbia. Ano Nyme ha iniziato ad elaborare un progetto di recupero, attraverso il concetto di riflesso. Nelle nostre lingue, riflettere significa sia restituire un’immagine o una luce attraverso una superficie lucida e, al tempo stesso, ponderare un pensiero, introiettarlo, approfondirlo. La magia dello specchio, nell’arte, è antichissima :lo stesso Leonardo da Vinci, unendo i concetti di riflesso e di riflessione, osservava la realtà, prima di dipingerla, attraverso uno specchio, per potenziarne la plasticità, mettendola a fuoco con linee più demarcate. Lo specchio veniva utilizzato dal grande pittore anche per controllare l’impaginazione dell’opera e verificare se essa fosse equilibrata anche specularmente.
Così per Ano Nyme, pensare – a partire dal 2014, 70 anni dopo la realizzazione di quegli appostamenti marini di cemento – alle opere militari significava Réfléchir, verbo all’infinito che dà il titolo all’opera.

Oggi la casamatta è un monumento magnifico, che vibra di luce, che scompare, che riappare, che si rivela alla distanza per un colpo di sole, che vibra d’acqua, che annette la spuma marina, che cangia nel colore, che esorcizza storicizzando un lungo periodo di sonno della Ragione di un’Europa che spesso si rivela incapace di riflettere. Ma al tempo stesso, le scaglie di questo insetto incredibile, rivelano la grande bellezza dell’architettura razionalista sottesa all’apprestamento bellico, svuolandone il significato di fuoco e consegnandoci una costruzione omerica, qualcosa di sorprendente che si rivela per una frustata improvvisa di luce, a miglia di distanza. (curuz)

 

La testimonianza dell’autore

di Ano Nyme

Questo lavoro, iniziato nel marzo del 2014, 70 anni dopo la costruzione della linea difensiva tedesca tra le dune della Fiandra, si inscrive nella tradizione della Land Art, ma con una dimensione estetica e politica propria. Questa architettura pesante, massiccia, invasiva, immobile diventa una superficie mobile che, in ogni minuto, cambia apparenza, riflettendo il cielo e il paesaggio. Lo specchio, qui. è utilizzato come un linguaggio plastico. La casamatta si fa dimenticare, si mimetizza. Ma scomparendo, si rivela. La seconda pelle induce a passare dall’ombra alla luce. Questi edifici abbandonati, svuotati d’ogni senso sono immagine della storia dalla quale sono stati creati; sono rifiutati-rimossi dalla città e dalla memoria. Si avverte, allora, la necessità urgente di riconsegnare a queste vestigia una visibilità che esse hanno perduto, nella nostra epoca, nella quale l’estremismo si fa minaccioso. Hitler non si è fatto eleggere nel 1932? Così lo specchio dona al presente la forma spettrale dei fantasmi, di un passato che torna nel presente; che torna e che vive.

Io ho voluto innalzare contro la stolidità ostile del cemento la fragilità dello specchio frantumato: cambiare questa vestigia da una testimonianza della seconda guerra mondiale in un monumento per la nostra memoria.

 

 

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Ph Arnaud Hélary

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Ph Laurent Dubus


 

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