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Carpaccio a Conegliano


Carpaccio Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria. L’autunno magico di un maestro e la sua eredità
Dal 7 marzo al 28 giugno 2015
Palazzo Sarcinelli – Conegliano (Treviso)

Apertura
martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 18.00
venerdì 9.00 – 21.00
sabato e domenica 9.00 – 19.00
chiuso il lunedì

Prenotazioni
199.15.11.14

Biglietti
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00: studenti, adulti over 60 anni, convenzioni,
Ridotto € 7,00 euro: gruppi da 10 a 25 persone
Ridotto scuole € 4,00
Speciale famiglie € 22,00: nuclei familiari formati da due adulti e un minorenne (dal secondo minorenne in poi € 6,00)
Gratuito: bambini fino ai 6 anni, disabili con accompagnatore, guide turistiche, due accompagnatori per classe e un accompagnatore per gruppo, giornalisti previo accredito.

Informazioni
www.mostracarpaccio.it
www.civitatrevenezie.it

Dopo la grande mostra del 1963 a Palazzo Ducale a Venezia, il ritorno dell’ultimo sorprendente Carpaccio e la scoperta del figlio  Benedetto a Palazzo Sarcinelli a Conegliano. 

La mostra promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, secondo  appuntamento del ciclo progettato da Giandomenico Romanelli, a Palazzo Sarcinellivuole indagare e illustrare gli ultimi dieci anni dell’attività di Vittore Carpaccio (dal  1515 al 1525 ca.) considerato il più grande narratore, ‘teatralizzatore’ e vedutista antelitteram  nella pittura veneziana, anni che sono segnati da un’ importante svolta nella  sua poetica. 

In mostra capolavori di grandissima qualità e originalità, dipinti celebri da ritrovare  come il San Giorgio che lotta con il drago di San Giorgio Maggiore, la Pala di Pirano,  il Polittico da Pozzale del Cadore, o la particolarissima Entrata del podestà Contarini a  Capodistria che, nella prospettiva adottata, consente allo spettatore un insolito e  realistico sguardo sulla città; opere da riscoprire come le clamorose Portelle d’organo  dal Duomo di Capodistria o il Trittico di Santa Fosca ricomposto da Zagabria, Venezia  e Bergamo in occasione della mostra; e ancora dipinti da scoprire, di fatto mai visti,  come la novità assoluta del Padre eterno tra i cherubini da Sirtori, (Lecco). Più di  cinquanta opere tra dipinti, pale d’altare, disegni, documenti, stampe.

Vittore Carpaccio, San Paolo apostolo 1520 Chiesa di San Domenico, Chioggia

Vittore Carpaccio,
San Paolo apostolo
1520
Chiesa di San Domenico, Chioggia

Carpaccio era stato l’interprete (con Gentile Bellini, Basaiti e altri colleghi) di un gusto  e di una sensibilità che nascevano e rispondevano alle esigenze di autorappresentazione  e auto-celebrazione del considerevole ceto dei professionisti,  mercanti, artigiani, pubblici funzionari e le Scuole (grandi e piccole) erano il luogo in  cui tale ceto trovava la sua esplicitazione più compiuta e fortunata.  Qui Carpaccio idealizzava il mondo veneziano in una visione e in una rappresentazione  sospese tra realismo e utopia, tra documentazione e seducente favola letteraria.

E’ il  mondo elegante e sognante delle storie di Sant’Orsola, dei successi di san Giorgio sul  drago, della vita cenobitica del grande saggio Girolamo.  La rottura di un equilibrio che appariva perfetto si gioca a cavallo tra XV e XVI secolo:  le guerre, le crisi politiche, i contrasti religiosi fan sì che tramonti una stagione e se ne  affermi un’altra, più dolorosa e concitata, più laica e spregiudicata, più spericolata e  libera nella stessa ricerca e trasformazione dei linguaggi dell’arte. Compaiono sulla  scena artistica nuovi protagonisti: da Giorgione a Tiziano, dal Lotto a Pordenone a  Sebastiano del Piombo.

Carpaccio affronta il secolo nuovo sottoponendo anche il  proprio linguaggio ad una sorta di prova, di affinamento, di verifica.

La nostra mostra insegue Vittore in questa ricerca che appare talvolta  drammatica, in questo viaggio interiore tormentato ma anche  liricamente poetico. Un viaggio che segue il pittore nello spostamento  del suo centro d’interesse dalla capitale al territorio, quindi verso il  confine orientale della Repubblica, verso quell’Istria amatissima e  luminosa che sarà per altro presto investita dal vivificante ciclone della  Riforma.

Vittore Carpaccio Trittico di Santa Fosca, 1514 San Pietro Martire, Museo Correr, Venezia San Sebastiano, Strossmayerova Galerija Starih Majstora, Zagabria San Rocco, Accademia Carrara, Bergamo

Vittore Carpaccio
Trittico di Santa Fosca, 1514
San Pietro Martire, Museo Correr, Venezia
San Sebastiano, Strossmayerova Galerija Starih Majstora, Zagabria
San Rocco, Accademia Carrara, Bergamo

Dopo la morte di Vittore, la bottega continua a produrre opere che si  ispirano o che sono vere e proprie citazioni dei dipinti del maestro, fino  all’assunzione di responsabilità da parte del figlio Benedetto, pittore dalle  evidenti cadenze naif e dalle accese policromie, che costituirà una  gradevole sorpresa in questa mostra, divenendo l’interprete di una  progressiva mutazione del verbo carpaccesco.

Egli pare scarnificare il  linguaggio di Vittore, accentuandone in senso quasi espressionista i  caratteri devozionali, sottolineando la natura anti-naturalista di paesaggi  e fisionomie, regalando ai devoti una rappresentazione tesa e scabra dello  spazio della devozione e della fede, andando incontro alle esigenze di  pietà e di fantastico dei conterranei e dei suoi committenti.

 

Vittore Carpaccio, San Giorgio e il drago e quattro episodi della vita del Santo 1516 San Giorgio Maggiore, Venezia

Vittore Carpaccio,
San Giorgio e il drago e quattro episodi della vita del Santo
1516
San Giorgio Maggiore, Venezia

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