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Anticipazioni | PABLO ATCHUGARRY Città Eterna, eterni marmi


PABLO ATCHUGARRY
Città Eterna, eterni marmi
22 maggio 2015 – 7 febbraio 2016
Roma, Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano
Via Quattro Novembre, 94

Orari
Tutti i giorni, ore 9.30-19.30
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti d’ingresso
Biglietto integrato Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali + Mostra
per i non residenti a Roma: € 14,00 intero /€ 12,00 ridotto
Biglietto integrato Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali + Mostra
per residenti a Roma: € 12,00 intero /€ 10,00 ridotto
gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info
tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

Dal 22 maggio 2015 al 7 febbraio 2016 il Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano di Roma ospita la mostra “Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi”, un’importante retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry promossa da Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,  e dall’IILA – Istituto Italo-Latino Americano, dalla Fundación Pablo Atchugarry con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia. Organizzazione di Visiva e servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Una rassegna di quaranta opere, di cui dieci monumentali che saranno esposte all’aperto, scaturite nella quasi totalità da quel marmo di Carrara che ha fornito indispensabile alimento agli irripetibili capolavori della classicità e del Rinascimento custoditi nell’Urbe.

Grazie all’abilità di Atchugarry si intende rinnovare l’antico e magico rapporto con lo statuario, evocando nelle composizioni delicatamente ascensionali del Maestro innegabili rimandi a una classicità che ci appartiene nell’intimo e nutre la sensibilità di chi ammira gli “eterni marmi”.

Il Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano appartiene di diritto ai luoghi mitici che conservano le vestigia di tale memoria e il titolo della mostra, “Città Eterna, eterni marmi”, è un evidente richiamo a quell’uso dello statuario di Carrara che dalla Roma dei Cesari tocca il Rinascimento michelangiolesco e si sofferma sul Barocco del Bernini per approdare ai nostri giorni.

Pablo Atchugarry a Carrara by Bruno Cortese

Pablo Atchugarry a Carrara by Bruno Cortese

Ad ammirare le opere monumentali, che nella circostanza sono state collocate all’esterno, si comprende come quel percorso avviato più di duemila anni fa conosca qui la sua logica conclusione.

Pertanto, un’opera come il Grande angelo del 2006 può disperdere l’immagine di un fantasma nelle ipotetiche ali e in tal modo, avendo come sfondo le antiche arcate, accentua una palpabile vocazione aerea che sfugge a ogni costrizione spaziale.  Come si può arguire da un simile esempio l’aggancio figurale, legato alla storia del marmo di Carrara, aleggia sempre nel lavoro di Atchugarry come punto di partenza ideale per poter inseguire le vette di quel sublime che risiede nella trasformazione astratta di un pensiero sollecitato da straordinari rimandi. Ma non sempre il trapasso avviene in senso ascensionale: Pomona del 1994 fa sbocciare un germoglio di compattezza al centro di una forma che si sfrangia tutto intorno in molteplici pieghettature di soave eleganza. E Vertunno si appoggia saldamente al terreno prima di aprire il ventaglio di fioriture laterali dove i vuoti e i pieni si alternano alla rincorsa della leggerezza.

Pablo Atchugarry Senza titolo marmo statuario di Carrara 190x30 x28 cm (altezza, larghezza, profondità)

Pablo Atchugarry
Senza titolo
marmo statuario di Carrara
190×30 x28 cm (altezza, larghezza, profondità)

A corollario verranno inoltre collocate altrettante sculture dalle dimensioni leggermente più contenute. Infine, le stanze situate sui quattro livelli del complesso architettonico saranno occupate da piccole composizioni concepite sempre in marmo di Carrara e in quel bronzo dipinto recentemente utilizzato con successo dall’artista uruguayano.

Le opere dialogano tra di loro tracciando percorsi, senza sovrastare l’imponenza dello sfondo, si contestualizzano con esso in un unico concerto architettonico, così che la magia si perpetua.

Marmi che ritrovano finalmente il loro spazio ottimale e l’immobilità del tempo, il concetto di equilibrio e di armonia non viene condizionato dalle dimensioni, dagli argomenti trattati o dalla sostanza su cui viene esercitata l’invenzione. Le opere alimentano l’eternità creativa del marmo che ne ha decretata quella gloria di cui ora, al Museo dei Fori Imperiali, riusciamo ad ammirare una nobile e godibile rappresentazione.

Pablo Atchugarry Senza titolo marmo rosa del Portogallo 191,5x30x26 cm (altezza, larghezza, profondità)

Pablo Atchugarry
Senza titolo
marmo rosa del Portogallo
191,5x30x26 cm (altezza, larghezza, profondità)


Biografia

Pablo Atchugarry è nato il 23 agosto del 1954 a Montevideo, Uruguay.

Nel 1979, dopo aver sperimentato diversi materiali, scopre la straordinaria eleganza del marmo e crea a Carrara la sua prima scultura intitolata La Lumière. Nel 1982, intraprende il primo progetto monumentale in marmo di Carrara e si stabilisce definitivamente a Lecco.

 Nel 2002 Atchugarry è insignito del premio “Michelangelo” a Carrara, in riconoscimento della sua carriera artistica. Nel 2003 partecipa alla 50ª Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia con l’opera Sognando la Pace.

Alla fine del 2013 la casa editrice Mondadori Electa termina il Catalogo Generale della scultura, due tomi che racchiudono tutte le sculture dell’artista dal 1971 al 2013, curati dal professor Carlo Pirovano. Nell’aprile del 2014 finisce di scolpire Movimento nel Mondo, opera di 8,35 metri di altezza realizzata in marmo statuario di Carrara, ora collocata a Kallo- Beveren (Belgio).

Al momento Atchugarry vive e lavora a Lecco (Italia) e a Manantiales (Uruguay), dove si occupa dello sviluppo della Fundación Pablo Atchugarry, del parco internazionale di sculture monumentali e dell’insegnamento e diffusione dell’arte.

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