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Salvatore Fiume, Cattura di San Francesco d’Assisi, (1942 – 1952), Olio su tela, cm 170 x 200, Sala Fiume, Palazzo Donini, Perugia
Salvatore Fiume, Cattura di San Francesco d’Assisi, (1942 – 1952), Olio su tela, cm 170 x 200, Sala Fiume, Palazzo Donini, Perugia

Anticipazioni | Salvatore Fiume: L’italia Dei Miti alla Reggia di Monza

SALVATORE FIUME.
L’ITALIA DEI MITI Le grandi opere 1940 – 1950
Reggia di Monza – Serrone della Reggia di Monza (viale Brianza 2)
10 dicembre 2015 – 24 gennaio 2016

Orari: martedì-venerdì, 12.00 – 18.00
sabato e domenica, 10.00 – 19.00
lunedì chiuso

Apertura solo su prenotazione e per visite guidate: martedì-venerdì, 10.00-12.00

Ingresso libero

È possibile prenotare le visite guidate al numero tel. 335.294628

Infoline: tel. 039 2312185


L’esposizione presenterà 15 opere – 10 dipinti e 4 disegni – realizzate dall’artista siciliano, lombardo d’adozione, in un arco temporale che dagli anni Quaranta arriva fino agli anni Cinquanta.
La rassegna è parte del progetto voluto dalla Fondazione Salvatore Fiume col fine di esporre nell’anno del centenario della nascita di Salvatore Fiume, alcune collezioni di opere meno conosciute o difficilmente accessibili.

Salvatore Fiume, La battaglia dell’Aquila, anni ’49 – ’52, olio su tela, 170x200 cm

Salvatore Fiume, La battaglia dell’Aquila, anni ’49 – ’52, olio su tela, 170×200 cm

Dal 10 dicembre 2015 al 24 gennaio 2016 la Reggia di Monza ospiterà una mostra che celebra Salvatore Fiume (1915-1997), nel centenario della sua nascita.
Curata da Elena Pontiggia, promossa dalla Regione Lombardia, dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e dalla Fondazione Salvatore Fiume, la personale Salvatore Fiume: L’Italia dei miti (le grandi opere 1940-1950), presenterà 15 opere, di cui 11 dipinti e 4 bozzetti.
Il percorso espositivo è composto da due sezioni distinte: nella prima, saranno proposti i 10 dipinti sul tema delle Avventure, Sventure e Glorie nella storia dell’Umbria, commissionati all’artista dal presidente della Perugina, Bruno Buitoni nel 1949. A quattro di essi saranno affiancati i relativi bozzetti, appartenenti alla collezione privata di Salvatore Fiume.
Nel 1988 le dieci opere furono donate dalla Finanziaria Buitoni alla Regione Umbria che le ospita permanentemente nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia e giungeranno a Monza grazie alla concessione della Regione Umbria.
La seconda sezione sarà dedicata al grande dipinto Italia mitica (15m x 3m), prestito della Famiglia Cassina, eseguito da Fiume nello stesso stile, su commissione dell’architetto Gio Ponti per il transatlantico Giulio Cesare, un anno prima (1950) che l’illustre architetto milanese gli affidasse la realizzazione della grande opera Le Leggende d’Italia (48m x 3m) per il Transatlantico Andrea Doria.
Accompagna la mostra il Catalogo del centenario edito da Skira in cui sono documentate le mostre più prestigiose che si sono tenute in questo arco di tempo. Sono inoltre pubblicate anche le immagini dello Spazio Fiume a Palazzo Lombardia, che accoglie in maniera permanente 13 opere donate alla Regione dai figli di Salvatore Fiume, Luciano e Laura.
Il volume inoltre contiene una sintesi di 40 dei temi che compongono il vasto lavoro di Salvatore Fiume, un’utile guida alla conoscenza delle sue numerose identità.

Salvatore Fiume, La battaglia di Torgiano, anni ’49 – ’52, olio su tela, 170x225 cm

Salvatore Fiume, La battaglia di Torgiano, anni ’49 – ’52, olio su tela, 170×225 cm

Salvatore Fiume. Note biografiche
Pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo, Salvatore Fiume nasce in Sicilia nel 1915. Dal 1931 al 1936 studia a Urbino al Regio Istituto per l’Illustrazione del Libro. Nel 1936 è a Milano dove frequenta artisti e intellettuali come Salvatore Quasimodo e Dino Buzzati. Nel 1938, alla Olivetti di Ivrea, diventa art director della rivista Tecnica e Organizzazione. Nel 1943 pubblica il romanzo Viva Gioconda!. Dal 1946, lasciata la Olivetti, si dedica completamente alla pittura stabilendosi a Canzo (Como), dove adatta a studio una filanda dell’Ottocento che in seguito diviene la sua residenza definitiva. Nel 1948 espone con successo a Milano una serie di suoi dipinti ispirati alla tradizione e al folklore spagnoli, firmandoli Francisco Queyo, un pittore gitano inesistente di cui inventa la storia di perseguitato politico esule a Parigi. Nel 1949 esordisce con il suo vero nome alla Galleria Borromini di Milano, dove le sue Isole di statue e Città di statue affascinano il direttore del MoMA di New York, Alfred Barr, che acquista una sua Isola di statue per quel museo. In quella occasione anche la collezione Jucker di Milano acquisisce una sua opera. Nel 1950, su proposta di Alberto Savinio, Fiume partecipa alla Biennale di Venezia con il trittico Isola di statue (ora nei Musei Vaticani) a cui la rivista americana Life dedica un’intera pagina. Dal 1952 collabora con la Scala di Milano come scenografo e costumista, firmando 8 allestimenti nell’arco di 15 anni, fra cui la Medea di Cherubini, del 1953, pietra miliare della produzione scaligera degli ultimi 50 anni, e con il Covent Garden di Londra per l’Aida, nel 1957. Nel 1952 il grande architetto Gio Ponti gli commissiona un enorme dipinto (m 48×3) per il transatlantico Andrea Doria. Purtroppo, nel 1956 l’immensa tela affonda con la nave al largo dell’isola di Nantucket. Nel 1953 le riviste “Life” e “Time” gli commissionano una serie di opere per le loro sedi di New York. Fra il 1949 e il 1952, su invito dell’industriale Bruno Buitoni Sr, Fiume esegue un ciclo di dieci grandi dipinti sulla storia dell’Umbria ora conservati nella Sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, sede della Regione.

Salvatore Fiume, Italia mitica (particolare), 1950, olio su tela, m 280 x 15,30, Dipinto per il transatlantico Giulio Cesare

Salvatore Fiume, Italia mitica (particolare), 1950, olio su tela, m 280 x 15,30, Dipinto per il transatlantico Giulio Cesare

Nel 1962 una mostra itinerante porta 100 quadri di Fiume in diversi musei tedeschi toccando anche Colonia e Ratisbona. Nel 1967 esegue il bozzetto per il grande mosaico nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Nel 1973 è in Etiopia dove dipinge le sue Isole su un gruppo di rocce nella valle di Babile, utilizzando vernici marine. Nella grande retrospettiva del 1974 al Palazzo Reale di Milano Fiume presenta per la prima volta la Gioconda Africana, ora nei Musei Vaticani. Nel 1978 dona trentatré opere ai Musei Vaticani e nel 1985 tiene una grande mostra a Castel Sant’Angelo a Roma. Del 1987 è l’esposizione De Architectura Pingendi allo Sporting d’Hiver di Montecarlo, inaugurata dal Principe Ranieri di Monaco. Nel 1991 espone i suoi progetti architettonici alla Mostra Internazionale di Architettura a Milano, al Palazzo della Triennale e nel 1992 i suoi dipinti a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma. Nel 1993 Fiume visita i luoghi di Gauguin in Polinesia e, in omaggio al grande maestro francese, dona un dipinto al Museo Gauguin di Tahiti. Come scultore Fiume debutta ufficialmente nel 1994 alla Galleria Artesanterasmo di Milano. Realizza diverse sculture di grandi dimensioni, come la statua di bronzo al Parlamento Europeo di Strasburgo, le sculture degli ospedali San Raffaele di Milano e di Roma e la Fontana del Vino in bronzo a Marsala. Il Museo del Parco di Portofino ospita due suoi bronzi. Per i suoi meriti di scrittore, nel 1988 riceve una laurea ad honorem in Lettere Moderne dall’Università di Palermo. Sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di San Pietroburgo, il MoMA di New York e il Museo Puškin di Mosca. Muore a Milano il 3 giugno 1997.

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