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La modisteape, 1895-1900

Anticipazioni | ZANDOMENEGHI. Dalla Venezia di Canova alla Parigi degli Impressionisti

ZANDOMENEGHI. Dalla Venezia di Canova alla Parigi degli Impressionisti
Padova, Palazzo Zabarella (via degli Zabarella, 14))
10 settembre – 11 dicembre 2016

Informazioni
tel. 049.8753100


Pittore della vita moderna, Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) è stato il cantore della donna emancipata, rappresentata nei vari momenti della quotidianità, dal rito della toilette alla passeggiate al Bois, dalla lettura alle serate mondane a teatro.

Federico Zandomeneghi, Femme au miroir, 1898, olio su tela, cm. 65x55, collezione privata

Federico Zandomeneghi, Femme au miroir, 1898, olio su tela, cm. 65×55, collezione privata

Al maestro veneziano, Palazzo Zabarella di Padova dedica una grande antologica, in programma dal 10 settembre all’11 dicembre 2016.
L’esposizione, curata da Francesca Dini e Fernando Mazzocca, promossa dalla Fondazione Bano, presenterà cento opere, che ripercorrono, fin dai suoi esordi, la straordinaria carriera di Zandomeneghi, testimone e attore principale del passaggio da un naturalismo impegnato, con quadri di denuncia sociale, a una pittura che ha saputo interpretare in maniera molto personale le novità dell’Impressionismo.
Attraverso uno stile inconfondibile e un uso raffinatissimo della tecnica del pastello, Zandomeneghi ha fissato sulla tela, le fisionomie, i gesti, il fascino della Belle Époque, creando l’immaginario femminile della donna parigina. Di Parigi, la città che lo accolse e lo vide protagonista con Giovanni Boldini e Giuseppe De Nittis della triade degli Italiens de Paris, seppe cogliere il fascino e le atmosfere uniche delle sue piazze, dei boulevard, della vita sociale che scorreva nei caffè e nei teatri.

Federico Zandomeneghi, Al Caffè Nouvelle Athènes, olio su tela, cm. 90x70, collezione privata

Federico Zandomeneghi, Al Caffè Nouvelle Athènes, olio su tela, cm. 90×70, collezione privata

Il percorso espositivo farà riscoprire un vero talento e una personalità artistica finora non adeguatamente valorizzati, attraverso dipinti a olio e pastelli, molti dei quali sconosciuti al grande pubblico, provenienti dalle più importanti e prestigiose istituzioni pubbliche – Accademia di Brera di Milano, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti di Firenze – e dalle più esclusive raccolte private.

Federico Zandomeneghi, La modiste, 1895-1900, olio su tela, collezione privata

Federico Zandomeneghi, La modiste, 1895-1900, olio su tela, collezione privata

Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) è stato un figlio d’arte. Grande talento naturale e pieno di temperamento, ha però preferito la pittura alla vocazione di famiglia che lo avrebbe dovuto portare alla scultura. Il nonno Luigi era stato intimo di Canova e il padre Pietro aveva realizzato il grandioso Monumento di Tiziano nella basilica dei Frari a Venezia. Fuggito da Venezia per evitare la coscrizione austriaca, dopo avere seguito Garibaldi coi Mille, a Firenze (1862-66) frequentò i Macchiaioli, divenendo particolarmente amico del critico Diego Martelli. Nel 1866 tornò a Venezia e, dal 1874, si stabilì a Parigi dove Zandò – come venne solitamente chiamato – entrò in contatto con gli impressionisti e s’inserì da protagonista, insieme a De Nittis e Boldini, in quella straordinaria officina della cosiddetta “pittura della vita moderna”. Espose al Salon des Indépendants (1879, 1880, 1881, 1886) e, negli ultimi anni del secolo, fu aiutato dal mercante Durand-Ruel. Una sua personale alla Biennale di Venezia del 1914 ebbe scarso successo e soltanto dopo il 1922 la sua arte ottenne un adeguato riconoscimento.

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