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Antonello da Messina – C’è un codice erotico nel ritratto di ignoto marinaio

 

ANTONELLO DA MESSINA, Ritratto virile o Ritratto di ignoto marinaio, 1465-72, olio su tavola, 30,5 x 26,3 cm, Cefalù, Fondazione Culturale Mandralisca

ANTONELLO DA MESSINA, Ritratto virile o Ritratto di ignoto marinaio, 1465-72, olio su tavola, 30,5 x 26,3 cm, Cefalù, Fondazione Culturale Mandralisca

“Persona molto dedita a’ piaceri e tutta venerea”. Questa la definizione tranchant che Giorgio Vasari dà di uno dei massimi esponenti dell’arte italiana del Quattrocento, Antonello da Messina, protagonista di spicco nell’ambito dell’evoluzione della pittura di paesaggio e ritrattista abilissimo. Tra le opere più celebri del maestro siciliano è da annoverare questo Ritratto virile, conosciuto come Ritratto di ignoto marinaio, realizzato tra il 1465 e il 1472. Forse per la stessa ragione per la quale il sorriso enigmatico ha fatto della Gioconda un mito, l’espressione sorniona  e intrigante del personaggio qui effigiato ha incuriosito da sempre gli studiosi e la gente comune. Un lettura insolita del dipinto è quella esposta da Matteo Collura nel libro L’isola senza ponte, ispirata all’autore Gianluigi Colin. E’ stata infatti notata, nel rettangolo di stoffa bianca che si apre sull’abito dell’uomo, una serie di pieghe che rimarcherebbero, secondo un codice erotico, l’organo sessuale femminile. Il risultato finale, nel quale il disegno misterioso può essere correlato allo sguardo del marinaio, è sorprendentemente sensuale e vivace.

Nel filmato, un viaggio tra le opere di Antonello da Messina

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