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Arte curiosità: Honebana crea fiori utilizzando gli ossi dei topolini di campagna


Le ossa dell’umanità e gli ossi degli animali hanno avuto, nella storia umana, una funzione di materia prima per rappresentazioni artistiche legate alla morte. E non parliamo soltanto dei teschi, ancora molto presenti, a livello iconografico, nella nostra cultura, quanto del frazionamento dell’apparato scheletrico e della sua ricomposizione in forme che superassero l’idea di disgregazione. Questa è una consuetudine antichissima, che sopravvive tra le popolazioni non civilizzate e che ha avuto in grande sviluppo dalla preistoria al nostro barocco, periodo nel quale il trionfo della vita e della morte portavano alla trasformazione decorativa di resti umani o di carcasse animali. L’artista giapponese Hideki Tokushige, conosciuto in tutto il mondo con il nome di Honebana, realizza fiori utilizzando gli ossi di piccoli roditori, prevalentemente quelle dei topolini di campagna. I fiori, spiega, fin dall’antichità più remota, onorarono i defunti e al tempo stesso costituirono un’azione eternante.

A chi ritiene che egli uccida i piccoli mammiferi, Honebana risponde con un filmato nel quale mostra di cavare la materia prima dalla terra, attraverso un processo incruento. L’idea di utilizzare gli ossi di un animale per realizzare piccoli trionfi floreali venne all’artista una sera, tornando a casa, quando si imbatté nella carcassa di un procione.

Il video delle opere



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