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IL PAPA SCHIACCIATO DA DAVID |
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di
Alessandra Troncana |
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E’ il 2 dicembre del 1804: la cattedrale di Notre-Dame è gremita di aristocratici e prelati in religioso silenzio; il neoimperatore Napoleone, in virtù dell’autorità appena acquisita, si accinge ad incoronare la consorte Giuseppina de Beauharnais. Questo è il momento che sceglie di immortalare, in un dipinto dalle dimensioni colossali (6x9 metri) - che non stupiscono in quanto tali, ma perché riservate ad un soggetto di cronaca e non a un tema di storia antica -, l’aspirante premier peintre Jacques-Louis David, anticonformista di razza, nonché fervido sostenitore delle imprese del Bonaparte.
Si tratta di un evento di straordinaria portata, in quanto sancisce la rinascita della monarchia francese, paradossalmente per mano dell’uomo che aveva simboleggiato la vittoria del popolo sulla nobiltà. All’interno della chiesa le tappezzerie celano i pilastri gotici, mentre un arco di trionfo romano incornicia il baldacchino dell’incoronazione. Gli alti dignitari sono vestiti come da protocollo, con abiti risalenti al cerimoniale di Enrico IV; in alto a sinistra, collocato nella tribuna d’onore, lo stesso pittore si ritrae intento a realizzare uno schizzo. Ma ciò che è oggetto del nostro interesse è colui che sta alle spalle dell’imperatore, seduto su un tronetto: Pio VII, giunto a Parigi per presiedere la celebrazione, in quel Paese che, di lì a pochi anni, diverrà il suo carcere.
Il ruolo del pontefice, tuttavia, è solo formale: con un gesto divenuto leggendario, Bonaparte pone da sé la corona sul proprio capo, sostituendosi di fatto al papa, cui spettava tradizionalmente il compito di conferire l’autorità imperiale.
Il potere temporale, di fatto, fagocita quello spirituale, proclamando la propria supremazia. E del resto già forse si profilava, nella mente di Napoleone, il disegno di divenire il designatore dei pontefici, attraverso il progetto di attribuire direttamente la potestà cardinalizia ai due terzi degli uomini che sarebbero entrati in conclave, lasciando al papa la nomina dell’altro terzo: operazione che avrebbe posto il capo della Chiesa in schiacciante minoranza rispetto all’Imperatore.
I dissapori tra Francia e Vaticano si acuiscono nel corso dei mesi successivi: l’annullamento, da parte di Napoleone, delle nozze tra il fratello Girolamo e un’americana di Baltimora attuato con la sua sola autorità, senza invocare l’intervento del papa, è solo uno dei primi attacchi sferrati all’autorità del successore di Pietro; nel 1809 l’imperatore porta a termine l’annessione al Regno d’Italia di tutti i territori dello Stato Pontificio. Ben presto gli eventi precipitano: in seguito all’ostinato rifiuto di revocare la scomunica emessa contro gli invasori francesi e rinunciare al potere temporale, Pio VII viene arrestato dal generale Miollis e tradotto nel castello di Fontainebleu...
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STUDIO
di Alessandra Troncana
L’assunzione di un punto di vista rialzato rispetto al pontefice consentì al maestro francese, proseguendo sulla via di un’arte al servizio della politica, di ridurre l’importanza del successore di Cristo, trattato pittoricamente come un uomo qualunque. E ciò contro una tradizione che nei ritratti di papi, re e imperatori, tendeva a cogliere l’immagine dal basso in alto per sottolinearne forza e potestà |
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