CORREGGIO E I MISTERI DELLA CAMERA DELLA BADESSA - CORREGGIO, THE ALCHEMY IN THE ABBESS' ROOM FRESCO
 
  di Maurizio Bernardelli Curuz  
     
 

Nel fulgore di questa piccola stanza quadrata, in cui tutto vibra di luce lattescente e oro, e i corni della luna benigna che dà il dorso a ponente si infittiscono fino a coprire il pavimento, ad imprimersi nel marmo degli stipiti, fino a consustanziarsi col legno delle porte, fino ad essere ripresi dalle corna dei montoni che fungono da finti capitelli, trova luogo e celebrazione uno dei picchi del Correggio, che qui lavorò un anno, tra il 1519 e il 1520, per la giovane, potente e sensuale badessa del convento di San Paolo, Giovanna da Piacenza, il cui volto viene evidentemente proiettato dal pittore sul collo della Diana, instaurando una perfetta coincidenza tra le due.
Quando Giovanna vide nascere la stanza, aveva proprio queste fattezze e l’età giovanile di Diana sul cocchio, periodo di necessari appagamenti carnali per una donna affascinante come lei. Invece la badessa, forse conoscendo il proprio punto debole, punta tutto sugli antidoti della castità, certa che questo sacrificio le potrà schiudere un mondo nuovo.
Ventotto anni di vigore, d’impeto, di rinunzie non facili - come immaginiamo osservando gli affreschi dai quali traspare il grande interesse per il mondo, da cui è permeata, mondo nel quale nota, ficinianamente, la scaglia vibrante dell’illuminazione divina -, è una donna che dimostra di voler trattenere al guinzaglio l’intemperanza della fisiologia. Forte, intelligente, amante della propria autonomia, sostenitrice della cultura, adepta del Rinascimento sensuale e mistico di derivazione ficiniana, Giovanna - nel cui stemma di famiglia rilucono, manco a dirlo, tre lune feconde, anch’esse crescenti - non soltanto si batté per l’autonomia del proprio cenobio, ma resistette audacemente al destino designato in base al quale, di lì a qualche anno, sarebbe caduta su un convento così aperto alla filosofia della mondanità la condanna della clausura...

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SCOPERTA

di Maurizio Bernardelli Curuz

Lo stupendo scrigno dipinto dal Correggio a Parma è una scatola delle conoscenze attraverso le quali Giovanna di Piacenza aspira a raggiungere un superiore sapere, garantito dall’alchimia spirituale. Stile legge il percorso che era chiesto alla giovane donna per vincere il caos dei sensi ed accedere a un mondo riservato a un’élite


 
     
 
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