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NEL CUORE DEL PAESAGGIO |
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di
Flavio Caroli |
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E’ a Nord che nasce il paesaggio barocco, per mano di uno dei sovrani della pittura (uno degli artisti più generosi di tutti i tempi), Pieter Paul Rubens. Il suo percorso nel paesaggio è talmente importante, ancorché segreto (il che è paradossale), che ci costringe a seguirlo in almeno due epoche della sua vita.
Ad Anversa, Rubens abita in una grande casa - una reggia - divisa in due corpi. A destra, l’ala fiamminga, per la vita domestica, la famiglia, l’intimità: tetti spioventi, spazi catafratti del Nord, cucine fumiganti che si immaginano stipate di selvaggina e di ortaggi, come nelle nature morte dei contemporanei pittori olandesi. A sinistra, l’ala ufficiale e classica, consacrata al lavoro, con archi romani, sculture portate dall’Italia, un pantheon a futura memoria di se stesso, e in fondo, per grazia di Dio e della pittura, lo studio: un anfiteatro, con la balconata dove si accomodano nobili e sovrani, di fronte a un lontanissimo ed enorme cavalletto, sul quale vengono mostrate le gigantesche storie sacre in cui Rubens si palesa come il più fantasmagorico inventore di un barocco che, nella sua accezione romana, non è ancora nato, e che anzi nasce con lui.
Regia suprema. Spettacolo indimenticabile. I paesaggi (una quarantina in tutto, dipinti nell’arco di trent’anni), vero e profondo test della grandezza di Rubens, quelli no, quelli il “Re generoso” li nasconde nel retrobottega, e li tiene solo per sé. Dopo alcuni esperimenti giovanili buttati giù quasi per gioco, fra il 1614 e il 1620, il furetto della tentazione si fa largo con perentorietà. Bisogna essere chiari e assolutamente espliciti. Dipinti rimasti “imboscati” per decenni, e comparsi solo dopo la morte di Rubens, come il Watering Place, realizzato fra il 1615 e il 1622, portano con sé una rivoluzione totale, e costituiscono per la pittura di paesaggio l’altro polo rispetto alla evocazione classica, guidata da spirito di geometria, che viene “pensata” in Italia da Annibale Carracci, in attesa di essere definitivamente codificata dallo spirito cartesiano di Nicolas Poussin e Claude Lorrain...
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di Flavio Caroli
Il nuovo, atteso libro di Flavio Caroli ha per tema il racconto pittorico della natura, cammino complementare all'altro grande viaggio che l'uomo d’Occidente ha compiuto nei secoli, il viaggio nella rappresentazione dei “moti dell'anima”. Proponiamo alcune pagine del volume, dedicate alle novità del ’600 nordeuropeo, tra Rubens, Rembrandt e Vermeer
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