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HARING IL GRANDE |
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Keith Haring grande artista. Keith Haring grande, anzi grandissimo disegnatore. Come dimostrano anche le splendide opere grafiche della Collezione Rosini Gutman, che presentiamo in queste pagine.
L’autore americano, raccontano i biografi, inizia a disegnare prestissimo, già all’età di quattro anni. E’ il padre, creatore di comics, ad incoraggiarne i precoci esordi. Appena undicenne Keith realizza, per la striscia Peterson & Company, un fumetto largo addirittura cinque metri.
Mentre frequenta la School of Visual Arts a New York, il giovane Haring disegna sempre, senza sosta. I suoi insegnanti ricorderanno gli interminabili rotoli di carta che egli consumava con il suo lavoro ininterrotto. Alle forme astratte si affiancano presto figure: uomini, animali, pittogrammi a suggerire frammenti di universi fantastici e privi di limiti, fatti di cani e serpenti, angeli e televisori, orologi e ballerini, piramidi e dischi volanti. Impossibile non pensare all’influenza dei cartoons - i personaggi di Disney, ma pure Bugs Bunny e Daffy Duck -: certo però i riferimenti di Keith sono molteplici, ed assai differenziati tra loro.
Tra le fonti della sua attività creativa, la critica non ha mancato di evidenziarne di più “convenzionali”, legate alla tradizione e alla storia dell’arte. Il suo stile risente, in qualche misura, anche dell’amore per la calligrafia giapponese e la pittura sumi, nonché, per altri versi, di quello da lui tante volte espresso per l’opera di Pierre Alechinsky.
In ogni caso, il disegno riveste per Haring una straordinaria rilevanza.
Così scrive David Galloway nell’interessante saggio L’eredità grafica di Keith Haring: “Con poche eccezioni, l’interesse critico verso i disegni di un artista è sempre dipeso dai risultati ottenuti in altri generi, come la pittura o la scultura. In quanto forma d’espressione più immediata e spontanea, il disegno rivela potenzialmente aspetti e cifre che possono risultare in parte nascosti nelle produzioni più elaborate. Come tante cose che incontriamo nell’arco della sua breve e intensa carriera, il ruolo svolto dal disegno nell’opera di Haring rovescia del tutto questo schema tradizionale. In effetti, è stata proprio una serie di disegni nella metropolitana di New York che ha portato Haring all’attenzione del mondo dell’arte. Quei disegni hanno anche condotto ai dipinti eseguiti per il Times Square Show della graffiti-art nel 1980, in cui Haring e il suo amico Jean-Michel Basquiat si distinsero in modo speciale. La prima importante presentazione in galleria è seguita a breve distanza, nel 1982”...
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Grande artista, grande disegnatore. Influenzato dal fumetto, ma anche da Alechinsky e dalla pittura cinese. Il suo universo fantastico, fluttuante e irripetibile, proposto fino a giugno in diverse città italiane
attraverso le splendide opere della Collezione Rosini Gutman
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