Stile
ha intervistato Giorgio Antei, studioso del barocco sudamericano e curatore della mostra Plus Ultra,
aperta al Museo di Santa Giulia di Brescia fino al 27 giugno.
L’immagine della Madonna degli insorti pubblicamente fucilata, l’iconografia come strumento di battaglia, le incredibili sovrapposizioni e le sintesi tra le rappresentazioni delle divinità del mondo precolombiano e quelle del mondo celeste cristiano. Pare il capitolo di un romanzo di Garcia Márquez, uscito dalla fantasia lussureggiante dei Tropici, ma la contesa delle Madonne, in America latina, è un dato storico inoppugnabile.
Le immagini sacre svolsero una funzione basilare nell’evangelizzazione del Nuovo Mondo. Le Leggi di Burgos, promulgate nel 1512 a protezione degli indios, prevedevano che le chiese e le cappelle erette dai conquistatori nei territori concessi loro dal sovrano - encomiendas - venissero dotate di icone edificanti.
Nel corso dell’epoca coloniale furono costruite, nell’America spagnola, non meno di settantamila chiese, senza contare i conventi e i monasteri, ricchissimi di dipinti, buona parte dei quali raffiguranti la Vergine Maria.
Risulta davvero interessante osservare le diverse rappresentazioni della Madonna nel Nuovo Mondo, differenze che, all’inizio, attengono alla cifra stilistica ma che poi assumono precise connotazioni nell’ambito delle scelte devozionali, antropologiche e politiche. In modo particolare assistiamo ad una contrapposizione tra l’iconografia mariana spagnola e quella che si sviluppa nell’America latina. Tutto finisce poi con la fucilazione di un quadro.
Storicamente esiste una contrapposizione tra la Vergine de los Remedios e la Madonna di Guadalupe. La devozione per la Vergine de los Remedios sorse in Spagna prima del Cinquecento. L’effigie più antica è una statua lignea conservata a Fregenal de la Sierra. Secondo la leggenda, un soldato di Hernán Cortés, certo Gonzalo Rodrigues de Villasuerte, ne portò in Messico una copia in miniatura, che Cortés collocò sull’altare del tempio (templo mayor) dedicato al dio Huitzilopochtli. Alla piccola scultura, i Conquistadores attribuirono un ruolo determinante ai fini della vittoria sugli Aztechi. Pertanto, la Remedios divenne la Madonna della Conquista.
Nel 1810, quando iniziarono le guerre d’Indipendenza, la Madonna della Conquista, detta anche gachupina, diventò portabandiera delle truppe realiste. Nel convento di San Girolamo, a Città del Messico, la sua immagine fu rivestita con la fascia di Capitana General del Ejército. Venne poi armata di spada e bastone di comando d’oro. Gli insorti, a loro volta, elessero a simbolo la Madonna di Guadalupe. A quel punto si scatenò un conflitto di immagini, che fu causa di episodi assurdi, quali la fucilazione in effigie della Guadalupe da parte di un drappello di soldati spagnoli. L’antagonismo Remedios-Guadalupe continua ad alimentare miti e ad accendere passioni...
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