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Artista svedese con proiettili a forma di pene picchiato selvaggiamente

 

andersson con la pistolaPicchiato selvaggiamente per errore, l’artista Bengt Andersson, 73enne, ideatore di una scultura-pistola che spara proiettili a forma di pene. La dinamica del pestaggio non è ancora totalmente chiara, ma Andersson, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe entrato nella Galleria Rönnquist di Malmö con la finta arma da fuoco, chiusa in una scatola, con l’idea di proporla nell’ambito di un’esposizione. Caso ha voluto che proprio in quel momento, negli stessi locali fosse presente – senza che Andersson lo sapesse – il suo collega Larks Vilks, sottoposto a un piano di protezione per le minacce subite dalla parte più radicale del mondo islamico. Vilk (1946) è noto, in particolar modo, per la furibonda reazione del mondo islamico , scatenata nel 2007, per la pubblicazione su riviste e quotidiani di alcune vignette in cui aveva rappresentato il profeta come un cane randagio. Da quel momento lo scultore-vignettista è stato oggetto di minacce violente ed è costretto a convivere con una scorta di guardie del corpo. Quando Anderson, nella galleria, ha aperto la scatola in cui conservava la pistola con proiettili a forma di pene, si è scatenato il finimondo. L’artista 73enne è stato gettato a terra, trascinato all’esterno dell’edificio e picchiato selvaggiamente, senza che nessuno ascoltasse le sue spiegazioni. Al punto che, prima portato in ospedale per le medicazione, è poi finito in cella per cinque ore. Solo dopo molto tempo è stato possibile stabilire che la pistola di Andersson era una delle tante provocazioni dell’arte contemporanea. L’artista, che ha denunciato l’accaduto, al di là dei risarcimenti, godrà degli effetti di una buona pubblicità? Glielo auguriamo

 

 

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