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Archivi Autore: Redazione

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Daniel Bauer. Flash selvaggio. Buio, una modella nuda. E scatti senza preavviso

E se mentre tutti cercano una posa, mentre tutti bloccano l'istante fotografico preparandolo a lungo si dovesse procedere con pura casualità? E' questo che si è chiesto David Bauer, uno dei maggiori fotografi di nudo. A fronte di tante pose pensate, elaborate, previste, costruite, egli prova un gioco che chiama flash selvaggio che, tra l'altro porta in evidenza il nostro rapporto infantile con il buio. Prendi una stanza completamente oscura nella quale sta una modella nuda. Chiedi alla modella di muoversi in tutta naturalezza. Non chiederle di mettersi in posa nell'oscurità, ma di dimenticare che potrà esserefotografata. E quando ormai le non se l'aspetta e ha abbandonato l'idea di conformarsi a una dimensione plastica, il flash parte,. Poi si ferma, poi riparte,senza un ritmo. Sono bagliori e immagini nelle quali spesso i volti delle modelle hanno gli occhi sgranati e perduti.

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Carlo Monari – L’angelo-genio che ha perduto la strada di Cristo

Scolpito per la tomba di Saverio Muratori, patriota risorgimentale sepolto alla Certosa di Bologna, l’angelo - genio incarna tutti i sentimenti di incertezza e di angoscia caratteristici degli ultimi decenni dell’Ottocento, perdendo quell’aura di rassicurazione tipica dei periodi precedenti: la croce, infatti, che tiene appesa al collo, appare girata nella parte posteriore come per negare metaforicamente le risposte sulla morte date dalla religione, così come allo stesso modo le mani aperte alludono ad uno stato di impotenza e lo sguardo rivolto verso il basso irradia un profondo sentimento di inquietudine che avvolge l’intera composizione.

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Modellando la polvere delle pozzanghere si ottengono queste splendide sfere. Provate

Bruce Gardner è l'artista che appare in questa pagina con le sue meravigliose realizzazioni. Questa tecnica è chiamata Hikaru dorodango. E' un antico gioco-disciplina praticato dai bambini giapponesi, che aspira, come in una sorta di processo alchemico, a trasformare il materiale più povero, la terra polverosa, in sfere meravigliose, perfette e lucide, senza ricorrere a materiali esterni o ad addditivi. Bruce Gardner ha iniziato le proprie opere, dopo aver letto lo scrittore William Gibson che, in un suo libro, ha descritto l'eleganza di questi lavori, ricavati da ciò che noi consideriamo il materiale più umile che esista al mondo. La polvere delle strade, il fango sbriciolato.

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Perchè Caravaggio ci stupisce e lo sentiamo moderno

Gioco tra un'immagine di cronaca del presente e "La cattura di Cristo" del Merisi. La comparazione consente di mettere in evidenza l'estrema attenzione di Michelangelo Merisi alla realtà, non soltanto sotto il profilo della resa dei corpi, ma nei movimenti. E' questa sua capacità di rendere assolutamente la verità di ogni particolare che rende il maestro il primo, travolgente pittore moderno

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Rodin e Camilla Claudel, travolgente storia d’eros, d’arte, d’amore e follia

Camille Claudel, sorella del poeta, fu allieva, modella e amante di Rodin. Lei voleva sposarlo, lui non voleva lasciare la moglie. Un rapporto forte e sensuale, fatto di carne, di desiderio e di scultura. Lei fu soprattutto un'ottima scultrice, che giunse a influenzare il più celebre compagno. Una vita tormentata e segnata dalla follia.

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Come si producono le sculture di ghiaccio. Le diverse tecniche. Il curioso video

Le sculture di ghiaccio divengono sempre più, nell'ambito di sofisticati ambienti montani, un apprezzato elemento di decoro. Più simile, per certi aspetti ai prodotti di design che ad opere espressive. Che certo non mancano, in altri settori del turismo invernale, specie laddove sia necessario creare un'aura incantata. I supporti tecnici certo non mancano ai Buonarroti del freddo. Ma lo scalpello che creava uno splendido bicchiere nel ghiaccio, nell'ambito della vecchia pubblicità di Brancamenta, è oggi meno usato.

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Lo splendido quadro del pittore che dipinse i gatti più viziati del mondo

La signora Johnson ospitava ben 350 gatti nella sua residenza estiva, circondata da terreni per 3000 acri, a Buena Vista, in California. Lì, i suoi animali domestici erano curati da una truppa di garzoni, appositamente assunti per servire lo stuolo dei felini e soltanto in questa mansione continuamente occupati. Ogni gatto aveva un nome e veniva addestrato a muoversi in direzione di chi lo chiamava. Allegri pappagalli e cacatua avevanoil compito di tenere allegra la combriccola

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Vanessa Beecroft, donne dai corpi tiepidi e pulsanti. E statue. Flusso vitale agli Uffizi. Breve video

Vanessa Beecroft, artista italiana nonostante il cognome, si è imposta al pubblico mondiale per i lavori con i corpi femminili. Partita da un'analisi quasi ossessiva di sé e del rapporto con il cibo, passata poi ad analizzare la parte corporea in rapporto a quella culturale-spirituale, Beecroft ha realizzato splendidi, stranianti allestimenti con modelle, in buona parte nude, che irrompevano in spazi in cui la nudità è imprevista; anche se le sue modelle si comportavano, secondo la regia dell'artista, come opere d'arte. Suggestiva è la performance di un gruppo di ragazze, in parte velate, in parte nude, agli Uffizi, tra statue di marmo, alle quali ridonano il respiro della vita

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Divano, sofà, ottomana o canapé. Sono cose diverse? Cosa significano i loro nomi?

Una curiosità linguistica. Gli italiani preferiscono chiamare divano il mobile dotato di più sedute. Nell'Ottocento e nel primo Novecento era diffuso, da noi, anche il nome ottomana, che si riferiva ai grandi spazi di seduta con cuscini presenti nei palazzi medio-orientali - ottomani, quindi turchi -  e negli harem. Gli inglesi hanno la preferenza per il termine sofà o, in una terminologia più casalinga, couch. Anche se nel dizionario inglese appare, il sostantivo divan viene utilizzato raramente. Anche per i francesi esso è un sofà - il termine più utilizzato, presente prima nel lessico francese e adottato dagli inglesi - o un canapé. Sofà deriva da suffa, che in arabo significa cuscino. Ciò significa che il modello originario a cui l'Europa si ispirò per realizzare divani furono le sedute con tanti cuscini e materassi della tradizione araba. Divano deriva invece dal turco divan - consiglio di stato - e dal persiano dīwān, che significava sia ufficio che sedile. Canapé è un sostantivo francese entrato nel dizionario transalpino dal Seicento e deriverebbe dal latino volgare canapeum, corruzione del termine classico conopeum, a sua volta derivante dal greco kōnōpeîon ‘zanzariera’. Ma è probabile che nel  XVII secolo, sviluppando il concetto antico di letto con zanzariera,  ci si riferisse contemporaneamente alla stoffa di canapa.

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