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Archivi Autore: Redazione

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La moneta da 2 euro che ora vale 6000 euro. Perché? Le risposte nell’articolo

E ora spieghiamo brevemente la storia di questi due euro che hanno un valore stratosferico. Per quanto accomunati dalla cultura, noi europei non abbiamo basi solide di unità politica. Ed è anche per questo che la comunità europea sembra più un tavolo di gioco tra avversari che un punto in cui si cercano soluzioni che avvantaggino il gruppo. Un brivido lungo attraversa la schiena, appena ci guardiamo un po' indietro. E' capitato ai francesi che si sono trovati al cospetto dei due euro belgi che celebravano la vittoria di Waterloo. Come ben sappiamo, in quel luogo, si consumò la disfatta dell'esercito francese e il crollo di Napoleone. Quindi quella moneta, celebrando la vittoria di una parte dell'Europa su un'altra non era politicamente corretta. E... Tutto nel filmato

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Nuovo design giapponese. Splendidi mobili per il gatto. Il video

Il recupero di un grande amore per gli animali, porta spesso a simpatici eccessi, che divertono molto gli amici donne-uomini degli animali stessi. Le bestiole ci riempiono di affetto e ci riportano a un luogo di pace tutto infantile, nel quale possiamo recuperare le energie che ci sono state sottratte dal rapporti interpersonali improntati alla conflittualità. Qualcosa certo c'è da fare per mutare gli orizzonti malati della quotidianità. Qualche valore di condivisione e di umana fraternità deve tornare a creare la fluidità che funziona prima sotto il profilo del sentimento condiviso del tempo e che si trasfonde poi all'economia virtuosa. divertiamoci, intanto, con cani e gatti. E facciamo un sorriso per i nuovi super-arredamenti di design per micetti, che giungono dal Giappone

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I segreti carnali della Piccola ballerina quattordicenne di Degas. Il rapporto con il pittore

I quattordici anni erano il periodo più difficile per una adolescente e, soprattutto, per una ballerina. Accanto alla perdita del respiro dell'infanzia e al caos della pubertà, la giovanissima Marie doveva affrontare una porta sempre più stretta che avrebbe potuto portare all'Opera. Ma non ci volevano distrazioni, così frequenti, invece, negli allettamenti o nel male conclamato, nel suo ambiente d'origine. Degas coglie così una giovanissima nel momento del tormento. Il tutù, i veli, gli abiti da palco sognanti non nascondono la paura, il disagio, il dolore o il distacco di Marie all'apparir del vero. E quant'egli contribuì chiamandola a fare la modella o, forse, trasformandola in una piccola amante, a distoglierla dal progetto?

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Thomas Rowlandson (1756 –1827). I vizi dell’uomo e della donna. Bacco, tabacco…

Con un'ironia tutta inglese Thomas Rowlandson (Londra, 1756–1827) fu uno straordinario disegnatore, anche di intense e divertenti tavole erotiche, nonchè un abile caricaturista. Senza eccessi di moralismo, ma dimostrando una netta accondiscendenza ai peccati veniali del sesso, l'artista offrì pure impianti allegorici di ottima fattura e ben orchestrati, sotto il profilo semantico, che non poco dovettero divertire i gentiluomini a lui contemporanei. Splendida operetta, questa Allegoria dei vizi, mostra un vecchio con giubba da reduce che, fumando la pipa e tenendo un bicchiere in mano penetra dolcemente, more ferarum, una gioconda signorina il cui volto non è attraversato dal peccato

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Mounir Fatmi, metti due santi in una sala operatoria. Una gamba bianca, una nera. Che succede?

Metti a disposizione dei Santi Cosa e Damiano - dipinti dal Beato Angelico - una sala operatoria di oggi. Come si comporterebbero ora i santi taumaturghi? E qual è il rapporto tra la guarigione umana e la guarigione tecnologica? E la medicina e la chirurgia hanno sostituito, in materia, ogni approccio spirituale complementare? Sono tante le domande che vengono suscitate dalla visione delle  opere della serie di Blinding Light (2013), un progetto che vede la manipolazione sia concettuale che visiva della cosiddetta “Guarigione del Diacono Giustiniano”, un miracolo immortalato anche in un noto dipinto, come dicevamo, del Beato Angelico. La storia narra di due santi, Cosma e Damiano - celebri per le loro capacità mediche - che una notte entrarono nella stanza di Giustiniano e gli scambiarono la gamba malata con quella di un etiope appena deceduto. Al risveglio Giustiniano si accorse quindi di avere la gamba destra guarita, ma di colore. - e qui si sviluppano altre domande sull'identità dei bianchi e quella delle persone di colore; si analizza il rapporto tra etnie diverse - . Giocata sulle sovrapposizioni fra il dipinto antico e scene di chirurgia odierna, Mounir Fatmi sorprende per l’abilità lessicale con la quale riesce ad affrontare temi di grande richiamo come l’identità etnica, l’ibridazione e la nozione di diversità con una sorprendete sensibilità culturale

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Cosa pensano i giapponesi di noi italiani? Ecco la confessione per un popolo intero

Ciao, sono Eriko. Voglio raccontarvi un po' del Giappone come lo vivo io... non prendetemi troppo sul serio, anche se quel che racconto è vero, lo faccio in maniera scherzosa e spensierata. Oggi vi racconto un po' degli stereotipi che abbiamo in Giappone sugli italiani. Alcune cose sono molto belle, altre non tanto... alcuni stereotipi sono appoggiati alla realtà delle cose e altri meno... ma spero che non vi arrabbiate! Raccontatemi quale immagine hanno gli italiani dei giapponesi

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Manuela Toselli, Presenze Sottili #7. Il pieno recupero del concetto di levità

La finalista del Nocivelli: "Il lavoro presentato al Premio Nocivelli, dal titolo “Presenze Sottili # 7 ” è una pittura fatta con sovrapposizioni di seta naturale di vari tipi. Appartiene ad un ciclo nel quale analizzo un’azione specifica, che accade molto spesso nella nostra quotidianità, senza che noi ne siamo pienamente consapevoli. In modo simbolico e concettuale, osservo il peso che assume una persona, un gesto o una situazione dal momento in cui inizia a manifestarsi, senza che riusciamo a percepirne la presenza, fino al punto in cui è troppo tardi. Per fare questo utilizzo la seta, il medium che caratterizza tutto il mio lavoro che, strato su strato, diventa sempre più consistente e prende forma. “Presenze Sottili” sono realmente tutte quelle cose, circostanze o persone che sfuggono al nostro controllo, perché realmente non diamo loro il giusto peso e importanza e che, data la leggerezza e impalpabilità dei singoli incontri, non misuriamo mai fino al momento in cui ci sentiamo oppressi dal loro carico. E’ un tacito assenso della nostra ragione di cui restiamo vittime"

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Guernica di Picasso. Prima stesura? Nel 1446. Le matrici del capolavoro. L’urlo

Abbiamo analizzato struttura e lessico figurativo della grande opera di Picasso. Da ciò emerge con chiarezza che il capolavoro-denuncia pone le proprie radici nel Trionfo della Morte affrescato da un anonimo a Palermo a metà del XV secolo. Ecco come l’artista novecentesco recupera e rilancia creativamente l’antica matrice

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Come dipingeva il bergamasco Peterzano, il maestro del Caravaggio

E' stato un pittore di estremo eclettismo e di ottime capacità tecniche, in grado di mutare stile con grande rapidità per assecondare i gusti dei committenti, in un periodo di intensi cambiamenti come quelli della seconda metà del Cinquecento. Bergamasco – quindi cittadino della Serenissima - Peterzano aveva frequentato, negli anni della gioventù, l’ambiente veneziano, entrando in contatto con artisti della cerchia di Tiziano e, al tempo stesso con la pittura toscana, importata nella laguna da Salviati e da Porta Salviati

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Sai davvero tutto sulla Venere di Milo? Imparalo in 3 minuti. Il video

Alta 2,02 metri e realizzata in Grecia, attorno al 130 a.C. in candido marmo marmo pario, la Venere di Milo, priva delle braccia e del basamento originale, è conservata nel Museo del Louvre a Parigi. Sul basamento stesso era riportata un'iscrizione che riconduceva l'opera allo scultore Alessandro di Antiochia. Siamo nel periodo ellenistico, ma la scultura fonde ancora i moduli del periodo classico. La splendida scultura, spezzata in due parti, venne trovata, nel 1820 da un contadino, Yorgos Kentrotas, in un terreno dell'isola di Milo. Sequestrata successivamente da ufficiali turchi, venne acquistata da un ufficiale delle marina francese, Olivier Voutier. Dopo il restauro, l'opera venne presentata, nel 1821, al re Luigi XVIII e destinata al Louvre. Il corpo compone una misurata tensione che richiama un tipico chiasmo di derivazione policletea. Sotto il profilo iconografico, si ritiene che l'opera possa riferirsi a Venus Victrix che ha ricevuto il pomo dorato da Paride: tale interpretazione ben si accorderebbe con il nome dell'isola dove è stata ritrovata (milos, in lingua greca, significa infatti "mela"). Alcuni frammenti di un avambraccio e di una mano recante una mela sono stati ritrovati vicino alla statua stessa. In generale comunque colpisce l'atteggiamento naturale della dea, ormai lontana dalla compostezza "eroica" delle Veneri classiche dei secoli precedenti.

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