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Giovanni Battista Piranesi e la “Magnificenza delle rovine” in mostra a Modena

 

Magnificenza delle rovine
Dal 12 settembre (inaugurazione nell’ambito del festivalfilosofia dedicato alla Gloria) al 1 novembre.

Lun.- Ven. 16.00-19.30, sabato su appuntamento.
Ingresso: gratuito
Luogo: ArtBroking, via Farini 56, 41121 Modena.
Tel. 059 244586
www.artbroking.com

30095090_la-delle-rovine-giovanni-piranesi-in-mostra-modena-0La grandiosità dei monumenti romani, esaltata dall’isolamento degli elementi architettonici, in venti tavole originali, oltre a una selezione di stampe delle Carceri d’invenzione, immagini di architetture fantastiche del 1745-1750 che mostrano enormi sotterranei a volta con scale e possenti macchinari. Questo il nucleo centrale della mostra la “Magnificenza delle rovine” che inaugura a Modena, presso la Galleria ArtBroking, il 12 settembre, nell’ambito della quattordicesima edizione del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo dedicato alla “Gloria”.
L’esposizione, che proseguirà fino a sabato 1 novembre, ed è a cura di Arialdo Ceribelli e Patrizia Foglia, propone una ventina di tavole originali di Giovanni Battista Piranesi (Mogliano Veneto, 4 ottobre 1720 – Roma, 9 novembre 1778) – famoso incisore – sui temi dei monumenti e delle Carceri d’invenzione.
La mostra ripercorre il lavoro che Piranesi dedicò all’architettura dell’antica Roma, sullo sfondo delle prese di posizione teoriche e polemiche del suo “Della Magnificenza ed Architettura de’ Romani” (1761).

Le tavole incise di Piranesi hanno influenzato non solo il Romanticismo e il Surrealismo, ma anche le scenografie teatrali del ‘700. Segnate da un’intonazione drammatica, appaiono improntate a un’idea di dignità e magnificenza tutta romana, espressa attraverso la grandiosità e l’isolamento degli elementi architettonici, in modo da pervenire a un sublime sentimento di grandezza del passato antico.
Come sottolineano i curatori: “Nella Roma repubblicana, prima della deriva personalistica, è la magnificenza, la dignitas, l’operare secondo scopi alti, la virtù che determina e deve essere alla base dell’agire comune. Recuperando Vitruvio, Piranesi fa propria questa dottrina. La gloria di Roma è esaltata e rappresentata nelle mirabili incisioni da lui realizzate, in tavole nelle quali le immagini sono accompagnate da lunghe didascalie, legende erudite che restituiscono la profonda conoscenza del soggetto ritratto. La forza prorompente del Piranesi delle Carceri affiora in queste tavole, nate da una profonda passione, dalla lotta personale contro il tempo che vanifica l’azione degli uomini. Le raffigurazioni dell’antica Roma che nel ‘700 avevano alimentato il sorgere della moda del viaggio in Italia, del grand tour, diventano nell’opera di Piranesi rappresentazioni della nobiltà d’animo: i Romani avevano saputo concretizzare nell’architettura i fondamenti della magnificenza e la loro gloria, perpetuata nei secoli è divenuta simbolo di virtù personale e perfezione. Le rovine divenivano quindi testimonianza di grandezza”.

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