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Stile arte Brescia

© Emanuele Bernardelli Curuz

Gualtiero Marchesi, come si “impagina” un piatto pensando a Mirò

La creazione si rifà ad un personale codice poetico: rigoroso, lineare ed insieme assolutamente libero, gioiosamente inventivo. Permane in me, con forza, la lezione di Juan Miró, maestro e punto di riferimento imprescindibile. Anche in questo piatto prevale una visione luminosa, ilare, ludica direi, della vita e del mondo.

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“Don Francesco Perini. Storia di un prete risorgimentale”. A Orzinuovi la presentazione del volume di Tonino Zana

Appuntamento alle 20.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Introducono la serata il Sindaco Andrea Ratti e il parroco don Domenico Amidani. Intervengono Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia, Paolo Corsini (ex sindaco di Brescia), Eugenio Massetti (editore), oltre all'autore Tonino Zana. Moderatore della serata è Francesco Alberti del Giornale di Brescia

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Il Savoldo a Quinzano. L’attribuzione e l’analisi di Sandro Guerrini

Lo studioso: "E' proprio all’alba del ritorno della Signoria di Venezia sul territorio bresciano (1516-1517) che il pittore più misterioso ed affascinante del Cinquecento bresciano dispiega un canto trionfale di gioia e di colore in una tavola fino ad oggi dimenticata dalla storiografia artistica. Si tratta della pala dell’altar maggiore della Parrocchiale di Quinzano d’Oglio – un tempo attribuita dubitativamente al Moretto ed oggi passata come opera del Ferramola - che celebra il Cristo risorto ed i Santi Faustino e Giovita in armi, al culmine dell’entusiasmo per la liberazione dagli stranieri e per lo scampato pericolo della peste del 1512- 1513".

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L’unicorno nella pittura – Perché appare sempre vicino al grembo delle giovani donne?

L'unicorno era infatti considerato un animale sessualmente focoso, basilarmente intemperante nei confronti dei propri desideri sessuali. I suoi massimi appetiti si riteneva che fossero suscitati dalle ragazze, al punto che, nell'antichità si pensava che potesse essere catturando, lasciando come esca, nel bosco o in una radura, una vergine, cioè una donzella. L'immagine può essere ben compresa nella bruciante definizione che ne dà Leonardo da Vinci, all'interno degli scritti dedicati alla funzione simbolica degli animali

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