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Capitolo III ♥♥ Vagina anima ♥♥ di Maurizio Bernardelli Curuz

Il risvolto di copertina
Un foglio anonimo, nel quale appare una croce formata da un rudimentale accostamento di cinque capolavori, tra Giotto e il Rinascimento, concatenati da un profondo vincolo di senso, viene inviato, alla fine d’ottobre del 2011 a cento cardinali, in tutto il mondo.

La busta reca, alla sommità sinistra, uno stemma privo scudo, ma recante il motto “Estote parati”, siate pronti.
Il foglio, tenuto riservato o distrutto da ogni prelato che non ha dato alcuna alcuna comunicazione di ricezione alla Santa Sede, viene immediatamente recuperato da Mazarine de Floréal, una giovane storica dell’arte che è stata fatta infiltrare, ad Avignone, in un gruppo di preghiera femminile, estremista, anarcoide e terribilmente moderno nell’approccio alla religione. L’incarico di intelligence, nella città francese, ex sede pontificia, era stato affidato, nel dicembre 2010, a Mazarine da don Marco Rupe, responsabile di un’agenzia giornalistica romana, che svolge, a un livello segreto, un’attività di informazione e di controinformazione, nel convulso tentativo di contribuire a creare un argine, durante uno dei più terribili attacchi nichilisti al Cristianesimo.

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Ma qual è il significato di ogni singolo quadro e quale concetto viene composto dal loro accostamento? A quali verità conduce? Un avvertimento mafioso nel momento di riforma dello Ior? L’azione di lobby americane che ritengono dannosa l’immagine di Cristo nell’ambito dello sviluppo della democrazia consumista e capitalista? Il messaggio di un mitomane che si inserisce nel momento in cui la Chiesa è colpita da attacchi, profezie infauste, pubbliche denunce?  Le indicazioni di un francescano volte a ritrovare la strada nascosta della gloria dopo il “commissariamento” dell’Ordine da parte di Benedetto XVI? Il richiamo a straordinari valori sconosciuti, da parte di un vecchio prete dissidente, giunto alla fine dei suoi giorni? E qual è il ruolo giocato dal gruppo di preghiera, femminile e anarcoide, fondato ad Avignone, il quale converte giovani arabe attraverso la forza travolgente di Cristo-rivoluzionario e che sostiene che solo la Donna salverà la Chiesa e il mondo?

I capitoli seguiranno una cadenza settimanale, con uscita il sabato e domenica. Nel frattempo, i capitoli precedenti saranno reperibili, sempre gratuitamente, nell’archivio di Stile Arte, per un periodo predeterminato, fino alla citata, progressiva auto-cancellazione. L’autore non sarà più reperibile dal giorno dell’uscita dell’ultimo capitolo.

LA TRAMA PIU’ APPROFONDITA E’ IN FONDO A QUESTA PAGINA

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Maurizio Bernardelli Curuz

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♥♥ Vagina anima ♥♥

2015

CAPITOLO III

 

 

La stazione di servizio di Campi d’Invrea è nel territorio comunale di Varazze. Il luogo è stato scelto perché è poco frequentato e perché è possibile parcheggiare a ridosso del piccolo autogrill. Mancano quindici chilometri. Don Marco ha inviato a Mazarine i nomi di quelli che ci aspettano per il cambio dell’auto e tutto il resto. Sono un uomo e una donna.

– Adesso andiamo a vedere le loro fotografie – dice Mazarine – Non sei curioso?

Apre Facebook. Quello che vedremo tra poco è un uomo bruno, con i capelli neri e un filo di barba curata. Sembra uno della pubblicità di un rasoio o di un profumo maschile. L’età che appare nel profilo è 43 anni. Un cuoricino segnala che è impegnato sentimentalmente. E’ un architetto, uscito dal Politecnico di Milano. Nella foto del riquadro non c’è soltanto il volto. E’ un ritratto con inquadratura all’americana, che comprende il busto. Indossa un cappotto nero, tipo Guerra e pace, con bottoni d’argento.

– I nomi sono fittizi – dice Mazarine – come i profili. Però loro hanno queste due facce e saranno vestiti a questo modo.

– E non si riesce a intuire qualcosa di più?

– No.

-Nemmeno guardando gli album di fotografie che ha messo su Facebook?

– Anche quelle non ti diranno molto. Ma se vuoi, guardiamo.

Tra le immagini degli album dell’architetto ci sono fotografie di luoghi di viaggio, senza che appaiano mai persone in primo piano, volti, identità. Sono montagne innevate. Scalatori distanti, corvi, campi di grano, castelli, acque, fontane, giardini e ancora prati di altipiani coperti da migliaia di fiori, con api in primo piano che se la ronzano beatamente come vacche ebbre di sorgenti, sbandate nel volo. Lei, cioè l’altra che vedremo, ha i capelli lisci, castano chiari, una trentina d’anni. Occhi neo-gotici, a sesto molto acuto, all’estremità esterna.  Un bel volto. Elena. E bei piedi che appaiono nella parte brunita della suola. E’ seduta su una poltrona di vimini, con le gambe rannicchiate. Per quello le vedi la scala cromatica delle dita dei piedi, a partire dal mignolo che è un lieve rintocco. Se non fosse blasfemo direi che è la sindone di un piede, sotto il profilo tecnico, intendo. Indossa una pelliccia ecologica grigia. Ha una coscia perlacea. Non fornisce informazioni, sull’età, sulla professione, sulla città in cui abita. Anche lei segnala: “impegnata sentimentalmente”. Ha solo quella fotografia personale, con il mignolino del piede impresso sulla suola, alzato e vezzoso. Le altre sono immagini di cani, di gatti, di fiori volanti, di scarpate con piante grasse che si sbalzano in direzione di un vuoto azzurrino.

– Sono identità fittizie, dice Mazarine, naturalmente.

– Ma chi pensi che siano, esattamente?

–  Agenzia milanese. Almeno credo.  Possono essere redattori o magari collaboratori che offrono episodicamente qualche articolo. L’agenzia diretta da don Marco ha la sede principale a Roma e un ottimo distaccamento a Milano.

– Sì, certo. Non è una cosa grande. Ma come funziona, a livello di vera collaborazione

– Una parte di loro produce contenuti, interviste, approfondimenti che vengono ceduti gratuitamente a giornali o a siti cattolici.

– Ok, questo lo so.

E’ una cosa artigianale. L’attività giornalistica consente l’accesso a informazioni che vengono verificate ed elaborate con notizie accessorie. Da Milano partono poi rapporti indirizzati a don Marco che, a Roma, svolge un’attività analoga. Opera di analisi dei contenuti. A Roma hanno anche a disposizione una piccola centrale di monitoraggio e di collegamento, che entra in funzione, con turni di copertura giorno-notte, solo quando c’è qualcuno in giro per un servizio più spinoso degli altri. Il che non capita, tante volte, credo. Solo poche persone delle agenzie di Milano e di Roma sanno che si lavora su due livelli. I contenuti riservati vengono poi presentati all’ufficio del Vaticano che si occupa di intelligence. Quello che una volta chiamavano l’Entità.

– Quindi non stiamo lavorando per un’agenzia della Chiesa.

– Diciamo che non è un’agenzia del Vaticano. E’ vicina a Comunione e Liberazione, ma non è Comunione e Liberazione, assolutamente. Don Marco è tra i migliori raccoglitori e analisti di informazioni riservate. Il suo passato da giornalista in un quotidiano di pura cronaca gli fornisce preziosi strumenti professionali, che non hanno, ad esempio, altri addetti formati in ambienti ecclesiali o in testate ecclesiastiche. In più conta su un’ampia rete di amicizie. Laici che operano in campo ecclesiale -.

– Dimmi una cosa, Mazarine. Perchè le donne, su Facebook, tengono i piedi così in vista?

Un sms con canto di grilli e usignoli vibra nella suoneria del suo cellulare. Lei guarda con disappunto. Legge, risponde, ottiene una risposta. Scrive ancora. Non le voglio chiedere nulla. Non dice niente e penso che sia quella testa di cazzo di Jacques o qualcuno della comunità di preghiera o il mafioso barone che le fa un inchino per poi cercare di violentarla e di ucciderla. Non credo che Mazarine sia una prudente. Infatti penso che digiti un sacco di cose che non deve dire. Esuberanza dell’età. Un’esuberanza che ti spiaccica sull’asfalto. Comunque sia, finito il dialogo scritto, punisce il telefonino e lo chiude nella tasca interna della borsa, dopo avergli zigrinato addosso la cerniera. E’ come un cazzo respinto, rinchiuso nel suo misero abituro da una mano di donna. Un lembo di pelle viene imprigionato tra le maglie. Ho capito che è il suo linguaggio per comunicarmi che il messaggio è inutile, che la persona che l’ha scritto è sgradita. Per cui posso tornare a parlare.

 

– Quello che mi chiedo è se l’agenzia svolga attività a favore del movimento, indirizzando, ad esempio informazioni utili al movimento stesso. Prendiamo don Marco. Sappiamo bene che lui e i suoi amici sarebbero felici se il prossimo Papa fosse il cardinale Scola. Ho avuto l’impressione che don Marco voglia neutralizzare gli effetti della lettera, prima di conoscerne i contenuti. Si potrebbe allora pensare che l’agenzia stia ritenendo che la lettera vada contro l’asse che si è creato da Benedetto XVI e il cardinale Scola. Benedetto XVI ha compiuto una serie di azioni che vengono interpretate come un’indicazione precisa del proprio successore.  E se la nostra lettera andasse a colpire proprio quel punto?

– Don Marco è uno imparziale. Io credo che voglia semplicemente pensare che la notizia della lettera non si diffonda, per evitare altri sproloqui.

Secondo me, Mazarine, se Don Marco potesse toglierla di mezzo con una spugna, lo farebbe volentieri. E’ costretto ad occuparsi del contenuto, ma non lo vorrebbe.

Ha solo paura che si sollevi un vespaio. Conoscerne il contenuto è comunque importante anche per lui.

– Conoscerne il contenuto o disattivarne il contenuto?

– Un messaggio in codice provoca sempre qualche inquietudine. Io non credo che don Marco voglia disattivarne il contenuto prima di conoscerlo. Per cui ti ha chiamato, perchè si fida di te. E ha già preparato, nel caso qualcuno avesse notizia della lettera e la cavalcasse, un sistema per smontarla immediatamente, sotto il profilo mediatico. Lo sai, come?

A me queste cose, mica me le dice.

Ha raccolto le lettere anonime più strampalate spedite negli ultimi vent’anni ai Papi. Tenendo conto che a scrivere, in molti casi, sono i pazzi, la nostra lettera impallidisce, perde ogni interesse. I giornalisti, attraverso elementi reali, come vecchi messaggi particolarmente folli, verrebbero così disorientati e indotti certamente a scrivere un pezzo di colore o di costume. Pensa che sono state conservate anche cento lettere di un tizio americano che proponeva a Giovanni Paolo II l’alleanza con un gruppo di marziani o giù di lì. Il mittente diceva di essere maestro e profeta extraterrestre. Altra idea geniale è quella di comprendere soprattutto vecchi messaggi per dimostrare che l’attività dei mitomani c’è sempre stata. A don Marco non c’è nulla da insegnare. L’idea mi sembra splendida.

– Sì è davvero una persona geniale, Mazarine. Io ho una stima immensa e un grandissimo affetto, per lui.

– Anche lui ti vuole molto bene, anche se è un po’ geloso di te.

– Geloso di me? E di cosa?

– Non so esattamente.

– E perché sarebbe geloso di me? Geloso in che senso?

– Nel senso buono. Forse vorrebbe essere quello che tu sei.

– Non credo che la mia persona e il mio stato possano essere, sinceramente, motivo di invidia, da parte di nessuno.

– Ma non è invidia. E’ un sentimento difficile da spiegare.

– Credo che questo succeda quando due persone si stimano moltissimo

– Lui soffre, per questa gelosia

– Da cosa lo hai dedotto

– E’ sempre stato molto vicino a me e a mia mamma. Forse lo conosco meglio io di quanto tu possa ricordarlo. Le rare volte in cui si faceva il tuo nome, lui taceva; pensava; poi aggiungeva valutazioni sempre molto positive. Parlava dei lavori che stavi facendo eccetera. Ho sempre pensato che deve essere successo qualcosa, tra te e don Marco, prima che diventasse prete.

– Forse il suo imbarazzo nasce dal fatto che io e tua mamma ci siamo lasciati. E che lui era molto legato a tutti e due.

– Non ha molto senso, se consideriamo la storia tua e della mamma, come deve essere considerata, cioè un errore di percorso tra persone comunque mature, avvenuto venticinque anni fa. No, intendo dire qualcosa che sia rimasto aperto tra te e lui.

– Oddio, Mazarine. Non riesco proprio a capire.

-Com’era il rapporto di Marco con le donne?

– Direi che era un rapporto molto spontaneo, molto sciolto, da grande amico. Perché me lo chiedi?

– Così. E lui ti diceva qualcosa?

– Delle donne, intendi?

– Sì.

– Faceva apprezzamenti maschili, ma senza essere mai volgare. Apprezzamenti del tipo: è molto carina. Oppure: che donna splendida. Oppure, ancora, mi lanciava un’occhiata di intesa come per dire, che gnocca, questa qui. Un anno prima che andasse prete mi ha invitato a cena in una trattoria, in campagna. Mi aveva chiesto di andare da solo, senza Claire, perchè doveva essere una cosa tra maschi. Diceva che doveva parlarmi. E infatti mi ha parlato di una cosa da cui era molto angustiato. Si era innamorato di una ragazza che era insieme a un altro. Era così innamorato che quella creatura si distanziava dalla realtà, diventava impalpabile, irreale. Il suo amore era qualcosa di angelico e distante. Ma era terrorizzato dal piano della realtà. Incontrarla, amarla, sorseggiarla, spalancarla, deglutirla.

– Impaurito, don Marco?

– Sì, io l’avevo sempre visto come una persona serena, senza paura. Eppure quella volta era irriconoscibile. Era molto spaventato, inquieto, incapace di concentrarsi. Mi aveva colpito che la sfera affettiva di una persona così evoluta – in ogni senso – si fosse fermata, sotto il profilo dell’individualità sentimentale, ai tempi dell’infanzia. La amava ma non poteva dirle niente perchè non avrebbe voluto farle del male e fare del male a quello che era con lei. Io gli avevo dato qualche suggerimento tecnico.

– Del tipo?

– Qualche idiozia, di sicuro. Non ricordo bene. Ma dopo ho capito che non dovevo dirgli quelle stupidaggini. E che la mia era un’educazione sentimentale da bar. Non so. Metti che fosse un messaggio da mandarle. Doveva essere un messaggio aperto; non ambiguo, ma aperto, quello sì. Poi ho cercato di confortarlo, dicendogli che in ogni caso, non avrebbe fatto del male, alla ragazza. Il suo non sarebbe stato un comportamento abietto anche se lei era insieme ad un altro. Che era il normale caos dell’amore. Sì ho in mente molto bene quello che diceva. E io mi sentivo un po’ un verme di fronte a quella purezza. Lui mi stava parlando di qualcosa di straordinario. Dell’amore universale che si stava indebitamente incanalando verso un’unica persona. E io cercavo di dargli consigli per accelerare i tempi in cui sarebbe avvenuto il primo rapporto sessuale. Capisci?

– E tu la conoscevi, quella ragazza?

Il cartello autostradale indica che siamo a due chilometri da Piani d’Invrea

– Ci siamo – le dico –  la stazione di servizio è a due chilometri. Se puoi, manda un messaggio a don Marco. Scrivigli. “Tre bresciani. Molto informati di cose vaticane. I nomi”.

Sulla corsia di decelerazione che porta alla stazione di servizio  c’è un’auto della polizia stradale con i lampeggianti accesi. L’atmosfera è orribilmente sfasciata da lame di luce blu.

– Cazzo, anche la polizia – dice Mazarine.

– E che paura hai della polizia?

– Non ho paura della polizia. Mi infastidisce il voto di obbedienza di tutti i militari.

– Magari sono qui per proteggerci.

– Non proteggono nessuno

Mazarine tace. Poi si infila nel reggiseno qualcosa. Raccoglie l’ala del ciuffo di capelli, portandoselo dietro l’orecchio e mi chiede cosa ho fatto esattamente a sua madre.

 

 (CONTINUA)

 

di Maurizio Bernardelli Curuz

♥♥ Vagina anima ♥♥

 L’intreccio

Un foglio anonimo, nel quale appare una croce formata da un rudimentale accostamento di cinque capolavori, tra Giotto e il Rinascimento, concatenati da un profondo vincolo di senso, viene inviato, alla fine d’ottobre del 2011 a cento cardinali, in tutto il mondo.

La busta reca, alla sommità sinistra, uno stemma privo scudo, ma recante il motto “Estote parati”, siate pronti.
Il foglio, tenuto riservato o distrutto da ogni prelato che non ha dato alcuna alcuna comunicazione di ricezione alla Santa Sede, viene immediatamente recuperato da Mazarine de Floréal, una giovane storica dell’arte che è stata fatta infiltrare, ad Avignone, in un gruppo di preghiera femminile, estremista, anarcoide e terribilmente moderno nell’approccio alla religione. L’incarico di intelligence, nella città francese, ex sede pontificia, era stato affidato, nel dicembre 2010, a Mazarine da don Marco Rupe, responsabile di un’agenzia giornalistica romana, che svolge, a un livello segreto, un’attività di informazione e di controinformazione, nel convulso tentativo di contribuire a creare un argine, durante uno dei più terribili attacchi nichilisti al Cristianesimo.

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Ma qual è il significato di ogni singolo quadro e quale concetto viene composto dal loro accostamento? A quali verità conduce? Un avvertimento mafioso nel momento di riforma dello Ior? L’azione di lobby americane che ritengono dannosa l’immagine di Cristo nell’ambito dello sviluppo della democrazia consumista e capitalista? Il messaggio di un mitomane che si inserisce nel momento in cui la Chiesa è colpita da attacchi, profezie infauste, pubbliche denunce?  Le indicazioni di un francescano volte a ritrovare la strada nascosta della gloria dopo il “commissariamento” dell’Ordine da parte di Benedetto XVI? Il richiamo a straordinari valori sconosciuti, da parte di un vecchio prete dissidente, giunto alla fine dei suoi giorni? E qual è il ruolo giocato dal gruppo di preghiera, femminile e anarcoide, fondato ad Avignone, il quale converte giovani arabe attraverso la forza travolgente di Cristo-rivoluzionario e che sostiene che solo la Donna salverà la Chiesa e il mondo?  

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Mazarine de Floréal chiede che l’ex compagno della propria madre, direttore artistico di un museo italiano, al centro di un devastante attacco dei mass media per le sue opere eretiche nella storia dell’arte e per la sua figura di anarchico-liberale e anticomunista, sia convinto da don Marco Rupe, del quale è carissimo amico, a lasciare l’incarico per occuparsi con lei nella decriptazione della misteriosa lettera.

 

Ma l’ex compagno della madre è anche suo padre? Mazarine ha chiesto il suo intervento anche perchè vuole conoscerlo e far luce sul mistero della sua nascita? E Mazarine come può fuggire da un progressivo, ineluttabile scivolamento verso quell’uomo sconosciuto che sente così profondamente e magneticamente vicino?

 

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In Italia, nei luoghi citati dai dipinti, i due studiosi, seguendo la razionalità assoluta dei riscontri filologici, trasportati dalla natura provvidenziale di quelle immagini-agenti e dopo incontri straordinari con un’umanità che conosce il mondo e che si vergogna del Bene, entrano in contatto con verità nascoste, fonti di gioia, conservate dalla Chiesa invisibile che assiste la Chiesa di San Pietro nei periodi flagellati dalla persecuzione. E’ così giunto il momento di rivelare ciò che viene conservato. Un thriller-verità, nel quale non scorre sangue, ma gioia . Il rapporto gioioso tra anima e corpo, l’uomo e la donna chiamati da un Dio, creatore e creativo, a rinnovare la Creazione sul segmento della quotidianità. E la felicità e l’orgoglio di essere occidentali, nati in un ambiente permeato dal cristianesimo, che ancora ci viene imputato come colpa dalle forze veramente oscure che impediscono la ribellione dell’amore.

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Tutte le informazioni, i dati, i libri citati, gli avvenimenti storici o di cronaca presenti in questo libro, avendo una perfetta aderenza alla realtà, possono essere immediatamente verificati dal lettore, attraverso ogni fonte, sia libraria che sul web. Proprio per favorire una possibile – ma non necessaria – liberissima verifica individuale, che può permettere al lettore di partecipare attivamente alla ricerca e – se intendesse farlo –  giungere individualmente all’approfondimento -, non sono stati inseriti ipertesti o note. Il libro comunque offre, nella narrazione, ogni elemento di informazione o di analisi necessario alla comprensione di testo e contesto.

I capitoli di “Vagina anima” sono pubblicati on line, ogni sabato e domenica, dal quotidiano di cultura Stile arte. Oltre ai giorni del fine settimana, alcune puntate potranno essere edite, in aggiunta, nel corso della settimana stessa. Ogni capitolo è stato programmato, sul web, con una vita limitata, conteggiata a partire dal giorno di uscita. Dopo un determinato periodo, il capitolo si auto-cancella. Il primo capitolo viene presentato per più giorni di seguito a partire da oggi.
Domenica 28 giugno, la seconda puntata.  Le altre seguiranno settimanalmente: sabato e domenica. Nel frattempo, i capitoli precedenti saranno reperibili, sempre gratuitamente, nell’archivio di Stile Arte, per un periodo predeterminato, fino alla citata, progressiva auto-cancellazione. L’autore non sarà più reperibile dal giorno dell’uscita dell’ultimo capitolo.

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