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Il Caravaggio tra Bergamo e Milano, le foto di tutti i luoghi dalla nascita alla giovinezza


Il palazzo degli Sforza Colonna nel centro del paese di Caravaggio. Qui risiedeva Costanza Colonna, protettrice del pittore. L'edificio venne realizzato dopo l'infeudazione di questo ramo degli Sforza, unendo l'antica sede del Comune (alla nostra sinistra) a Palazzo Aratori, che apparteneva a un prozio e poi al nonno materno di Michelangelo Merisi

Il palazzo degli Sforza Colonna nel centro del paese di Caravaggio. Qui risiedeva Costanza Colonna, protettrice del pittore. L’edificio venne realizzato dopo l’infeudazione di questo ramo degli Sforza, unendo l’antica sede del Comune (alla nostra sinistra) a Palazzo Aratori, (alla nostra destra, a partire dal balcone)  che apparteneva a un prozio e poi al nonno materno di Michelangelo Merisi

Una tavoletta che decorava il primo piano di Palazzo Aratori. L'uomo effigiato - sul cappello reca un cartiglio sul quale è scritto Caravanzo, Caravaggio - potrebbe essere il prozio di Michelangelo Merisi, notaio del paese. L'abito, con ermellino, indicherebbe lo status di uomo di legge

Una tavoletta che decorava il primo piano di Palazzo Aratori. L’uomo effigiato – sul cappello reca un cartiglio sul quale è scritto Caravanzo, Caravaggio – potrebbe essere il prozio di Michelangelo Merisi, notaio del paese. L’abito, con ermellino, indicherebbe lo status di uomo di legge. Alle tavolette di palazzo Aratori è stato dedicato un importante libro di Mario Marubbi


 

Il drago in un campo stellato, stemma della famiglia materna di Michelangelo Merisi. La tavoletta si trovava nel palazzo e oggi è depositata al museo di Cremona

Il drago in un campo stellato, stemma della famiglia materna di Michelangelo Merisi. La tavoletta si trovava nel palazzo e oggi è depositata al museo di Cremona

Lo scalone d'accesso alla sala di palazzo Sforza Colonna, a Caravaggio

Lo scalone d’accesso alla sala di palazzo Sforza Colonna, a Caravaggio

Il salone di palazzo Sforza Colonna, a Caravaggio, oggi sede del Comune, come cinquecento anni fa, prima della trasformazione in abitazione privata

Il salone di palazzo Sforza Colonna, a Caravaggio, oggi sede del Comune, come cinquecento anni fa, prima della trasformazione in abitazione privata

La parte del palazzo in cui abitava il nonno di Michelangelo Merisi, Gian Giacomo Aratori, agrimensore e consulente dei marchesi

La parte del palazzo in cui abitava il nonno di Michelangelo Merisi, Gian Giacomo Aratori, agrimensore e consulente dei marchesi

L'arco gotico, antico accesso al palazzo della famiglia materna di Caravaggio

L’arco gotico, antico accesso al palazzo della famiglia materna di Caravaggio

La zona in cui risiedevano i Merisi, famiglia di impresari edili e di muratori (il papà di Michelangelo aveva una micro-impresa e lavorava a Milano). In questa zona del paese sorgeva l'osteria del nonno paterno del pittore. Il papà e il nonno Merisi morirono presto e Caravaggio preferì sempre la linea materna

La zona in cui risiedevano i Merisi, famiglia di impresari edili e di muratori (il papà di Michelangelo aveva una micro-impresa e lavorava a Milano). In questa zona del paese sorgeva l’osteria del nonno paterno del pittore. Il papà e il nonno Merisi morirono presto e Caravaggio preferì sempre la linea materna che, peraltro, aveva un’estrazione sociale superiore

La facciata della chiesa di Caravaggio - a quei tempi romanica - in cui, nel 1571, si sposarono i genitori del futuro pittore. Alla cerimonia nuziale intervenne, in omaggio agli Aratori, anche il marchese Sforza

La facciata della chiesa di Caravaggio – a quei tempi romanica – in cui, nel 1571, si sposarono i genitori del futuro pittore. Alla cerimonia nuziale intervenne, in omaggio agli Aratori, anche il marchese Sforza

L'atto di battesimo di Michelangelo Merisi (1571) trovato nel faldone di una chiesa milanese. Dopo il matrimonio, la famiglia risiedette stabilmente a Milano. Ma Michelangelo visse poco con la mamma e il papà, perchè Lucia Aratori preferì inviare il primogenito a Caravaggio, presso il proprio padre. Nonno Gian Giacomo Aratori crebbe così il nipote, probabilmente incidendo notevolmente sul suo primo orientamento nei confronti dell'arte

L’atto di battesimo di Michelangelo Merisi (1571) trovato nel faldone di una chiesa milanese. Dopo il matrimonio, la famiglia risiedette stabilmente a Milano. Ma Michelangelo visse poco con la mamma e il papà, perchè Lucia Aratori preferì inviare il primogenito a Caravaggio, presso il proprio padre. Nonno Gian Giacomo Aratori crebbe così il nipote, probabilmente incidendo notevolmente sul suo primo orientamento nei confronti dell’arte

Dopo la cessione del palazzo ai marchesi Sforza, Gian Giacomo Aratori abitò, con la propria famiglia in questa zona, a porta Folcero. Qui fu accolto, in età prescolare anche il piccolo Michelangelo

Dopo la cessione del palazzo ai marchesi Sforza, Gian Giacomo Aratori abitò, con la propria famiglia, in questa zona, a porta Folcero. Qui fu accolto, in età prescolare anche il piccolo Michelangelo

Pertinenze rustiche di casa Aratori, in cui crebbe Michelangelo Merisi, accanto al nonno materno

Pertinenze rustiche di casa Aratori, in cui crebbe Michelangelo Merisi, accanto al nonno materno

La chiesa francescana, situata tra il paese e il noto santuario mariano di Caravaggio

La chiesa francescana di san Bernardino, situata tra il paese e il noto santuario mariano di Caravaggio

L'interno della chiesa francescana, affrescata dal pittore caravaggino Fermo Stella, uno dei numerosi pittori originari del paese, che avrebbe dato al mondo numerosi artisti, impresari edili e muratori. Le immagini di questo edificio furono certamente osservate dal piccolo Michelangelo

L’interno della chiesa francescana, affrescata dal caravaggino Fermo Stella, uno dei numerosi pittori originari del paese, luogo che avrebbe dato al mondo numerosi artisti, impresari edili e muratori. Le immagini di questo edificio furono certamente osservate dal piccolo Michelangelo Merisi

Un particolare degli affreschi di Fermo Stella in San Bernardino. Non può sfuggire l'attenzione di Fermo Stella nei confronti dell'espressività estrema in pittura. Un tratto che, trasformato in rilevamento drammatico, avrebbe caratterizzato il percorso di Merisi

Un particolare degli affreschi di Fermo Stella in San Bernardino. Non può sfuggire l’attenzione di Fermo Stella nei confronti dell’espressività estrema in pittura. Un tratto che, trasformato in rilevamento drammatico, avrebbe caratterizzato il percorso di Merisi

La basilica della Madonna di Caravaggio fu riedificata, a causa di un cedimento strutturale, a partire dall'anno della nascita di Michelangelo Merisi. Il nonno materno, Gian Giacomo Aratori, era uno degli amministratori del santuario mariano. Un cugino paterno del pittore era titolare della principale impresa impegnata nei lavori di edificazione del tempio

La basilica della Madonna di Caravaggio fu riedificata, a causa di un cedimento strutturale, a partire dall’anno della nascita di Michelangelo Merisi. Il nonno materno, Gian Giacomo Aratori, era uno degli amministratori del santuario mariano. Un cugino paterno del pittore era titolare della principale impresa impegnata nei lavori di riedificazione del tempio

La cupola della basilica mariana e l'originaria cella campanaria - inglobata nel nuovo edificio, che fu un cantiere per tutto il periodo di permanenza di Michelangelo Merisi, a Caravaggio - della chiesa edificata negli anni successivi alla apparizione mariana

La cupola della basilica mariana e l’originaria cella campanaria, inglobata nel nuovo edificio. Il santuario  fu un cantiere per tutto il periodo di permanenza di Michelangelo Merisi, a Caravaggio


Il ribollire delle polle d'acqua sorgiva attorno al santuario. La presenza di molta acqua nella zona rendeva molto produttivi i terreni della zona

Il ribollire delle polle d’acqua sorgiva attorno al santuario. La presenza di molta acqua nella zona rendeva particolarmente produttivi i terreni della zona

La chiesa di san Fermo e Rustico, nel centro del paese di Caravaggio. Qui il pittore dovette frequentare, come il fratello che sarebbe poi diventato prete, la scuola parrocchiale all'interno della quale insegnava catechismo Costanza Colonna, che aveva sedici anni più di Michelangelo, e che sarebbe diventata sua protettrice. Concluso il ciclo di studi, coincidente a un periodo compreso tra le attuali elementari e medie - la madre Lucia Aratori decise, probabilmente in accordo con il proprio padre, di mandare MIchelangelo a scuola dal pittore Peterzano, che si diceva fosse stato allievo di Tiziano, ma che, in realtà, non aveva frequentato direttamente la bottega del maestro, pur rimanendo nella sua cerchia o nel suo ambito. La casa di Peterzano, che si era trasferito a MIlano, non era distante dall'appartamento in cui aveva visto la luce il piccolo Michelangelo

La chiesa di san Fermo e Rustico, nel centro del paese di Caravaggio. Qui il pittore dovette frequentare, come il fratello che sarebbe poi diventato prete, la scuola parrocchiale all’interno della quale insegnava catechismo Costanza Colonna, che aveva sedici anni più di Michelangelo, e che sarebbe diventata sua protettrice. Concluso il ciclo di studi – coincidente a un periodo compreso tra le attuali elementari e le medie – la madre Lucia Aratori decise, probabilmente in accordo con il proprio padre, di mandare Michelangelo a scuola dal pittore Peterzano, che si diceva fosse stato allievo di Tiziano, ma che, in realtà, non aveva frequentato direttamente la bottega del maestro, pur rimanendo nella sua cerchia o nel suo ambito. La casa di Peterzano non era distante dall’appartamento in cui aveva visto la luce il piccolo Michelangelo

Simone Peterzano stipulò un contratto con la madre di Merisi. Caravaggio non entrò a bottega come "garzone alla pari", ma come un vero e proprio allievo, che pagava una retta ingente. Per sostenere le spese - 1583-1588 - Lucia Aratori vendette una casa come questa, nel centro del paese

Simone Peterzano stipulò un contratto con la madre di Merisi. Caravaggio non entrò a bottega come “garzone alla pari”, ma come un vero e proprio allievo, che pagava una retta ingente. Per sostenere le spese – 1583-1588 – Lucia Aratori vendette una casa come questa, nel centro del paese

Il quartiere di Milano, oggi, dopo la trasformazione novecentesca, in cui trascorse i primi anni di vita Michelangelo Merisi, prima del suo ritorno dal nonno, nel paese d'origine. A poca distanza dall'edificio in cui abitò nella primissima infanzia c'era lo studio-abitazione di Peterzano, il maestro di Merisi. Sulla stessa via si affacciava anche la strada stretta che portava alla casa che Caravaggio, poco più che diciottenne, prese in affitto

Il quartiere di Milano, oggi, dopo la trasformazione novecentesca, in cui trascorse i primi anni di vita Michelangelo Merisi, prima del suo ritorno dal nonno, nel paese d’origine. A poca distanza dall’edificio in cui abitò nella primissima infanzia c’era lo studio-abitazione di Peterzano, il maestro di Merisi. Sulla stessa via si affacciava anche la strada stretta che portava alla casa che Caravaggio, poco più che diciottenne, prese in affitto

Un'antica stampa mostra il palazzo degli Sforza di Caravaggio a Milano. Probabilmente Costanza Sforza Colonna, vegliava sul ragazzo anche durante il suo periodo di formazione a Milano. Oggi del nobile edificio restano soltanto alcuni ruderi

Un’antica stampa mostra il palazzo degli Sforza di Caravaggio a Milano. Probabilmente Costanza Sforza Colonna, vegliava sul ragazzo anche durante il suo periodo di formazione a Milano. Oggi del nobile edificio restano soltanto alcuni ruderi

Gli studiosi Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli hanno identificato nel Fondo della bottega di Peterzano circa cento disegni, poi attribuiti a Caravaggio, che tornano nelle opere note della maturità. Eccone un esempio

Gli studiosi Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli hanno identificato nel Fondo della bottega di Peterzano circa cento disegni, poi attribuiti a Caravaggio, che tornano nelle opere note della maturità. Eccone un esempio

Il ritaglio del disegno precedentemente illustrato e l'accostamento del volto a quello del soldato della Caduta di Saulo di Michelangelo Merisi

Il ritaglio del disegno precedentemente illustrato e l’accostamento del volto a quello del soldato della Caduta di Saulo di Michelangelo Merisi


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Il sorprendente raffronto tra il volto della Maddalena in estasi di Caravaggio e il profilo speculare del disegno precedentemente evidenziato e individuato nel Fondo Peterzano da Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli

Il sorprendente raffronto tra il volto della Maddalena in estasi di Caravaggio e il profilo speculare del disegno precedentemente evidenziato e individuato nel Fondo Peterzano da Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli

A sinistra il volto di vecchia presumibilmente realizzato da Caravaggio a Milano, prima della partenza per Roma, come integrazione di un dipinto di Peterzano, conservato nella chiesa di San Barnaba. Alla nostra destra un particolare di un dipinto concordemente riconosciuto come opera di Michelangelo Merisi

A sinistra il volto di vecchia presumibilmente realizzato da Caravaggio a Milano, prima della partenza per Roma, come integrazione di un dipinto di Peterzano, conservato nella chiesa dei Santi Paolo e Barnaba. Alla nostra destra un particolare di un dipinto concordemente riconosciuto come opera di Michelangelo Merisi

TUTTO SULLA SCOPERTA DEI DISEGNI DI CARAVAGGIO. CLICCA SUL NOSTRO LINK INTERNO, AZZURRO, GRATUITO, QUI ACCANTO

 

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