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Carità romana – La dolce Pero e l’uomo della cella scura


Ambito di Alessandro Varotari, il Padovanino, Carità romana, olio su tela, cm 95,5x129,5

Ambito di Alessandro Varotari, il Padovanino, Carità romana, olio su tela, cm 95,5×129,5

Nel IX libro degli “Atti e detti memorabili degli antichi romani” di Valerio Massimo (I secolo d.C.) storico romano, appare la leggenda di Cimone e di Perro. Cimone, secondo quanto racconta Valerio Massimo, è condannato a morire di fame, in carcere. Grazie alla comprensione di una guardia, la figlia dell’uomo, Pero, che ha appena partorito un bambino, raggiunge il proprio padre e lo allatta nella cella. Nella zona di questa dolcissima, struggente vicenda d’amore filiale, sarebbe poi sorto, a Roma il tempio della Pietas. Il soggetto della Carità Romana ebbe un grande successo ne periodo post-rinascimentale e nel Seicento quando esso adombrava un voyeurismo erotico più che una nobile condivisione d’antichi costumi degli antenati.I dipinti, infatti,molto spesso  fanno pensare a un rapporto sessuale tra un anziano e una giovane. Attorno a questo tema si è misurato un numero rilevante di pittori, tra i quali Rubens e Guercino.

Il sensuale soggetto della carità Romana venne affrontato anche da Bernini anche Bernini nella chiesa di Sant’ Isidoro. Nel 1860 la scultura venne coperta da una camicia bronzea, rimossa soltanto durante i restauri del 2002.

 

 

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