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Carolina Zucchi –

Carolina Zucchi, era un’artista e una litografa milanese, che fu allieva, modella e amante di Hayez. Era figlia di quel ragionier Zucchi che aveva aperto la propria casa milanese ad artisti, intellettuali e musicisti.  Hayez era stato accolto tra loro e lì aveva avuto modo di conoscere, tra gli altri, Donizetti e Bellini. Carolina Zucchi, come molte sue coetanee della sua classe sociale era una persona colta e frequentava, ai tempi in cui conobbe Hayez, l’Accademia di Brera, dove intendeva specializzarsi nel lavoro del disegno e della realizzazione delle litografie, che poi avrebbe svolto successivamente. Si ipotizza che la giovane donna avrebbe partecipato attivamente alla cospirazione anti-austriaca, entrando nell’organizzazione femminile della Carboneria. Le testimonianze rese dalla giovane donna stessa rendono il grande amore per Hayez e l’impossibilità di coltivarlo nel tempo, nella serenità quotidiana. Ricordi e tormenti che sarebbero rimasti indelebilmente in lei.

Francesco Hayez, Ritratto di Carolina Zucchi a letto o La malata,  1825, olio su tela, 60x53 cm, Torino, Museo civico. La ragazza, dopo aver provato giochi erotici con il pittore, si innamora profondamente di lui e soffre perchè Hayez è sposato ed ha altre avventure. In quel periodo, dice in sintesi Carolina, tutti mi consideravano malata, ma la mia malattia era l'amore.

Francesco Hayez, Ritratto di Carolina Zucchi a letto o La malata,  1825, olio su tela, 60×53 cm, Torino, Museo civico. La ragazza, dopo aver provato giochi erotici con il pittore, si innamora profondamente di lui e soffre perchè Hayez è sposato ed ha altre avventure. In quel periodo, dice in sintesi Carolina, tutti mi consideravano malata, ma la mia malattia era l’amore.

 

In una memoria del 1833, Carolina racconta di essere entrata nel 1823, come allieva e modella nello studio di Hayez, che era già un pittore di fama e che era sposato. La ragazza, che non rivela la data di nascita, dice soltanto di essere venuta alla luce a Milano nei primi anni del Secolo. Mentre lui aveva trent’anni, lei ne aveva una decina di meno. Il primo approccio sessuale è narrato da Carolina stessa. Lei stava posando per il pittore, quando lui si avvicinò e le accarezzò dolcemente i capezzoli. La ragazza fu percorsa da un brivido. Lui le chiese se avesse paura. Carolina le rispose che aveva soltanto freddo e Francesco si offrì di scaldarla, ma la modella gli obiettò che lui era sposato e l’artista le rispose che il suo rapporto matrimoniale era molto libero. Quindi scese con la mano tra le cosce di lei, che si irrigidì e sentì un po’ male. Hayez si ritrasse, poi riprese con lentezza ed eccitò la sua compagna, per poterla possedere.

ultimo bacio hayez

 

Carolina considerava il primo quadro per il quale aveva posato per Hayez – Qui sopra un particolare di quell’opera, l”Ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo”, 1823, olio su tela Villa Carlotta, Tramezzo- come il manifesto del loro amore. La conferma dell’intensità erotica e sentimentale dei disegni di Hayez viene dalla testimonianza spudorata di Carolina Zucchi.

Alcuni dipinti nei quali si ritiene che la modella sia Carolina Zucchi, sono, tra gli altri, i seguenti

La Maddalena penitente. (1825) Civica Galleria d'Arte Moderna, Milano

La Maddalena penitente. (1825) Civica Galleria d’Arte Moderna, Milano

Betsabea al bagno (1834)

Betsabea al bagno (1834)

 

Ruth (1835) Collezioni Comunali d'Arte Antica, Bologna

Ruth (1835) Collezioni Comunali d’Arte Antica, Bologna

 

Odalisca sdraiata (1839) Collezione privata, Milano

Odalisca sdraiata (1839) Collezione privata, Milano

HAYEX SEX 3

“La prima volta che Francesco infilò sua la lingua tra le gambe – scrive Carolina Zucchi nel 1833 – ho sentito un brivido corrermi lungo la schiena. Non credevo che quella (il testo prosegue sotto)

hayez carolina

hayez carolina1

hayez segreto

HAYEZ SEX 2

 

 

Realizzati da Francesco Hayez (Venezia, 1791 – Milano,1882) nel decennio compreso tra i suoi trenta e i quarant’anni e donati alla sua giovane modella e amante, Carolina Zucchi, i disegni erotici dell’artista ottocentesco sono di qualità tecnica elevatissima e di un’estrema verità. Realizzati tra il 1822 e il 1830, le opere si contraddistinguono per pochi tratti, sicurissimi di matita nera su carta velina — che mostrano le straordinarie capacità disegnative di Hayez – e per la naturalezza posturale dei soggetti. Nulla li avvicina – nonostante la critica abbia spesso menzionato i Modi di Giulio Romano, una raccolta di disegni dell’allievo di Raffaello, ispirata agli amori erotici degli Dei, andata poi perduta, ma ripresa, a livello di incisioni da Francesco Raimondi, alle pratiche “statuarie” di quella serie del Cinquecento. Qui si passa davvero dall’Olimpo all’alcova e si riferiscono a un piano passionale tutto romantico. La libertà del corpo, passata attraverso il Settecento, la rivoluzione e la dominazione napoleonica di Milano, porta a un mutamento degli orizzonti. Dalla liberazione sessuale si giunge, con Hayez romantico, a un uso non meccanico del corpo, ma alla sua trasformazione in uno strumento della passione e del sentimento. Per trovare qualcosa di parallelo – in intensità e naturalezza dobbiamo osservare i disegni dell’ungherese Mihály Zichy, trent’anni più giovane di Hayez (qui, di seguito, il link gratuito alle opere erotiche di Zichy www.stilearte.it/mihaly-zichy-come-facevano-amore-nellottocento/ ) e nonostante la critica abbia accostato i disegni erotici di Hayez a “La scuola di Priapo” di Bartolomeo Pinelli (cfr:  http://www.stilearte.it/come-bello-fa-lamore-quanne-sera-le-20-incisioni-erotiche-che-pinelli-immortalo/  ) l’opera di Pinelli è folkloristica, quasi prodotta per trovare una continuità di potenza erotica tra i romani a lui contemporanei e gli Dei della città eterna, questa sì, fortemente ispirata alle incisioni di Raimondi.

La raccolta completa di queste opere intime di Hayez si compone di diciannove disegni – uno è andato perduto -. Essi esaminano il rapporto sessuale in diverse posizioni, ma con una verità travolgente dei sensi e del sentimento che non conosce molti precedenti nell’arte erotica. La presenza di righe molto nette e la carta velina potrebbero far pensare che l’artista li avesse realizzati su carta- e tenuti per sé o venduti – e ne avesse ricavato una copia, in velina, per l’amante, con il fine di ricordare l’intensità dei momenti più intimi. Questa ipotesi è accreditata dalla provenienza dei disegni, nel momento in cui son stati immessi sul mercato: essi giungevano da Torino, dalla Collezione Zucchi, appartenente alla famiglia di Carolina, modella e amante del pittore. Cinque di queste opere vergate su quattro fogli di velina (cm 13 x 19.5; cm 20 x 28.3; cm 17.5 x 22; cm 16.8 x 22.3) furono messe all’asta il 9 giugno 2009 nella sede milanese di Sotheby’s, con una stima di base, per l’intero lotto compresa. tra i 10 e i 15mila euro.

Per saperne di più sul rapporto tra Carolina e Hayez: Cristina Contilli, Un amore nella Milano romantica.
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