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Aneddoti sull’arte

Guerra delle immagini – La Vergine de los Remedios contro la Madonna di Guadalupe

L’immagine della Madonna degli insorti pubblicamente fucilata, l’iconografia come strumento di battaglia, le incredibili sovrapposizioni e le sintesi tra le rappresentazioni delle divinità del mondo precolombiano e quelle del mondo celeste cristiano. Pare il capitolo di un romanzo di Garcia Márquez, uscito dalla fantasia lussureggiante dei Tropici, ma la contesa delle Madonne, in America latina, è un dato storico inoppugnabile. Le immagini sacre svolsero una funzione basilare nell’evangelizzazione del Nuovo Mondo

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Dürer è morto per poter disegnare dal vero un mostro marino

L'amore di Albrecht Dürer nei confronti della realtà, della riproduzione ineccepibile della stessa sul piano pittorico è nota, così come lo sono gli interessi in campo scientifico, che lo contraddistinguono quale uomo dal multiforme ingegno. Una sorta di Leonardo tedesco, molto attento all'osservazione scientifica della realtà. I suoi acquerelli, disegni o incisioni portano l'attenzione soprattutto in direzione degli animali selvatici, seppur con qualche eccezione, come per il rinoceronte, enorme bestia da serraglio, alla nostra latitudine.

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Baci, storia di un capolavoro anni Venti. Da un Hayez-pop ai messaggi subliminali

Non c'è immagine più sognante e trasognata, più intensa, più legata a un'attività onirica che porta l'amore a diventare denso e peccaminoso, di quella posta sulla scatola originale dei Baci Perugina. Un capolavoro di sentimento e di erotismo, sia a livello di confezione che nella forma proibita del cioccolatino. Per questo i Baci sono un capolavoro assoluto nell'ambito di un'arte inconsapevolmente pop, pre-pop. L'immagine che Federico Seneca (Fano, 1891 – Casnate, 1976), pittore, grafico, pubblicitario e direttore artistico della Perugina negli anni Venti, offrì al pubblico nacque dall'estrapolazione e dalla rielaborazione de Il bacio di Hayez, che venne ridipinto senza pareti, contro un cielo serale, placido, dominato da una pace effusa e da un silenzio profondo

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Luminismo – La luce in pittura che vince il dolore. Origini teologiche

La Pittura di Savoldo è tutta attraversata dall’azione di un doppio registro – basso continuo dell’ombra o la melodia vibrante e concertante della luce – quasi che il pensiero dei pittori collocati sulla linea Bergamo-Venezia rimbalzasse costantemente dai fumi di paesaggi dell’anima di Petrarca al Vangelo di Giovanni, in buona parte sviluppato sul fitto contrappuntare tra struggimento malinconico e divina epifania contrassegnata dall’irruzione della luce. Tristi ombre e luci giovannee, in costante regime di interlocuzione, agiscono in Savoldo nella forma di un gigantesco mantice pittorico-emotivo, che fa dilagare l’ansia della notte incipiente e la stempera nella certezza luminosa di Cristo

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L’ultimo pensiero di Picasso? Per l’amico Apollinaire

Una vita ricca di incontri quella di Pablo Picasso (1881-1973), incontri che spesso si sono trasformati in profonde amicizie in grado di lasciare il segno. Nei suoi ultimi istanti prima di morire, rivela Mary Ann Caws nel libro Pablo Picasso (Bollati Boringhieri), l’artista mormora il nome di Apollinaire, al quale è legatissimo. Decisamente più tormentato il rapporto con André Breton interrotto nel 1946 a causa della scelta di Pablo di aderire al Partito Comunista. Il pittore spagnolo resta invece vicino a Max Jacob: in varie occasioni gli farà dono di alcuni suoi disegni, affinché egli in condizioni economiche precarie, li possa vendere e trarre profitto

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