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Aneddoti sull’arte

Perchè erano così lunghi i capelli delle preraffaellite e delle nostre quadrisavole?

Non era soltanto il meccanismo deformante di un'accesa fantasia, quella dei pittori preraffaelliti, che assegnavano ai propri personaggi femminili, reali e immaginari che fossero, una capigliatura lunghissima. La lunghezza dei capelli delle donne aumentò, nell'Ottocento, sotto influsso del Romanticismo, che aveva recuperato atmosfere medievali. Drammi, poesie e leggende medievali celebrano i lunghi capelli delle donne. Successivamente anche le rappresentazioni di "Romeo e Giulietta" di Shakespeare - con allestimenti in cui l'attrice protagonista gettava dal balcone la treccia all'amato - contribuirono alla diffusione del "lungo", quanto le statue e i quadri di Maria Maddalena, che spesso appare nuda, ma coperta da una chioma che diviene un mantello

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Banksy smascherato? Video confermerebbe che il grande graffitista è il cantante Del Naja

Banksy, grandissimo artista di street art, ha sempre nascosto la propria identità. Ma testimonianze dei suoi esordi, quando non si firmava con uno pseudonimo e non evitava di apparire in filmini più o meno amatoriali, confermerebbero la completa sovrapposizione tra Banksy stesso e il musicista e writer britannico, di origine italiana, Robert Del Naja, noto anche con il nome di 3D (Bristol, 21 gennaio 1965). Un video girato quando l'artista era molto giovane, costituisce un altro non trascurabile indizio della coincidenza d'identità, desumibile non solo dalle vite parallele dei due personaggi, ma dallo stile pittorico convergente. Non secondario un altro elemento; il filmato che vediamo qui, in fondo alla pagina, è stato postato dal canale youtube StreetArtGlobe, che è, com'è evidente, molto vicino all'ambiente dei writers

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Marietta Robusti, vita e morte prematura dell’adorata figlia pittrice di Tintoretto

Adolfo Venturi, nel 1929, descrive il suo stile come aggraziato e femminile per questo differente da quello del padre e dei fratelli stessi. La sua attività ebbe inizio attorno al 1571, anni in cui, sotto l’ala protettrice del genitore, si specializzò nella ritrattistica, com'era normale per le donne, che non venivano impiegate in cantieri.

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Jacqueline Roque, l’ultima giovane moglie e musa di Picasso. La storia, il video

Jacqueline Roque, nata il 24 Febbraio 1926 nella Hauts de Seine, fu l'ultima moglie e musa di Picasso. Morì suicida - si tolse la vita con un colpo di pistola - il 15 ottobre 1986. Aveva sessant'anni. Jacqueline Roque aveva incontrato Picasso nel 1952. Lei usciva da un primo matrimonio e aveva una figlia, Catherine Hutin-Blay. L'artista attraversava un momento di grave tensione con Françoise Gilot che aveva appena lasciato con i loro due figli, Claude e Paloma. Jacqueline lavorava presso Madura, ceramista con il quale Picasso ha collaborato sin dal 1946. Lei incarnò negli occhi dell'artista maturo la perfetta bellezza delle donne spagnole, quelle con mantiglie, della sua infanzia. Fu un ritorno alle origini. All'imprinting sentimentale ed erotico. La relazione sfociò nel matrimonio (nel 1961) a Vallauris. Restarono uniti fino al 1973, anno della morte di Picasso. A lei sono dedicati circa 400 dipinti. E' sepolta, accanto al marito, nel castello di Vauvenargues

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Il trucco di Leonardo per disegnare paesaggi perfetti. Ecco come faceva

Negli scritti artistici di Leonardo da Vinci confluiti poi nel cosiddetto Trattato sulla pittura, un paragrafo si occupa della cosiddetta lucidatura dei paesaggi, che altro non è che il rilievo minuzioso di una veduta paesistica, fissata temporaneamente su un vetro e successivamente passata al foglio attraverso un disegno. Leonardo e ogni pittore non temevano l'utilizzo di elementi tecnici estranei alla pittura per giungere alla massima finalità del pittore stesso che, soprattutto grazie ai fiamminghi e all'arte italiana del Cinquecento, puntavano alla incisività dato dato reale. Per lucidare un vetro fissando su di esso l'immagine di un paesaggio si potevano, come consiglia a Leonardo, utilizzare il lapis o il pennello, tenendo il vetro a una certa distanza corrispondente ai tre quarti della lunghezza del braccio del pittore

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La Gioconda nuda – L’originale (forse) e le copie di un’iconografia di successo

Il modelletto potrebbe essere una copia o l'originale dello studio preparatorio della Gioconda. Molti maestri antichi dipingevano nudi i propri personaggi applicando poi le vesti, in modo che che gli abiti rispettassero perfettamente le forme del corpo. Così, ad esempio, sono rimasti, tra gli altri, molti disegni di Madonne nude, opera di Federico Barocci. Alla fine di settembre 2017 "La Gioconda nuda" del Musée Condé, conservata nel castello francese di Chantilly, è stata portata al Louvre - nel Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France, che occupa un'ala del palazzo - per indagini approfondite perché si fa spazio la tesi che quel carboncino lumeggiato con biacca sia del grande maestro

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Leonardo – Ecco perché la Gioconda è Lisa Gherardini / That’s why the Mona Lisa is Lisa Gherardini

Dopo la scomparsa del marito fu ospite del convento della figlia.Il ricercatore Pallanti racconta a Stile, passo dopo passo, la sua ricerca. Tutto parte da un chiostro, lo stesso chiostro dal quale sono stati poi recuperati i tre scheletri sui quali si svolgono le ricerche comparate di questi giorni...

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Furto della Gioconda – “Mio padre, il ladro della Gioconda” (parte 1)

Nel centenario della riconsegna della Gioconda (1913-2013) Stilearte ripropone una preziosa intervista esclusiva che ebbe con a Celestina Peruggia, figlia dell'autore del "colpo del secolo", scomparsa nel marzo 2011 . La signora Peruggia rispose alle domande,, senza reticenza.

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