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Art food

Salvador Dalì – Ossessione del cibo, ricette afrodisiache, compulsioni gastro-erotiche

Collage di Dali per le Ricette di Gala, oggi riedito da Taschen

"La mia pittura è gastronomica, spermatica, esistenziale". Nulla di più chiaro, e conciso, con cui descrivere le proprie pulsioni, anche creative, poteva essere detto. Basti pensare a quanto accadde ai suoi quadri: uova fritte al tegamino - senza tegamino - penzolanti da cucchiai surrealisti; pani sodomiti, rivoluzionari o sentimentali; costolette d'agnello che ammiccano dalla spalla nuda di Gala o che "firmano" l'autoritratto dell'artista: telefoni a forma di astice o coperti da sardine fritte; orologi molli, sensuali, pronti a segnare una "Memoria persistente" come il gusto intenso del Camembert leggermente sciolto al caldo estivo a dalì libro 2

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La forma del calamaro nel piatto di Gualtiero Marchesi

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Luigi Rognoni scriveva che “la decadenza della forma è la decadenza dell’anima, cioè del contenuto; e il crescere della forma è il crescere del contenuto, cioè dell’anima”. Ingeborg Bachmann, invece, affermava nelle Lezioni di Francoforte che “il poeta esiste realmente solo in quanto ha una sua direzione, e segue la sua traiettoria come l’unica via possibile”, assumendosi l’obbligo inevitabile di definire il mondo.

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16mila persone in lista d’attesa per cenare nel ristorante in cui si mangia nudi

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Spogliarsi prima di andare a tavola. E Londra stupisce tutti. Più di 16.000 persone sono in lista di attesa per scoprire il ristorante Bunyadi di Londra, aperto nel mese di giugno. Per ora soltanto 42 "eletti" sono stati in grado di cenare nel "nuovo modo". I clienti che desiderano cenare nella zona nudista, dopo aver lasciato i vestiti negli armadi raggiungono la sala. Chi invece vuole conservare l'abito è destinato a un altro spazio. Il clima nel luogo per clienti nudi? Pensate a una spa di lusso - a lume di candela, bambù ovunque, accappatoi bianchi soffici, e cocktail dal nome degli elementi ...

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Gualtiero Marchesi, come si “impagina” un piatto pensando a Mirò

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La creazione si rifà ad un personale codice poetico: rigoroso, lineare ed insieme assolutamente libero, gioiosamente inventivo. Permane in me, con forza, la lezione di Juan Miró, maestro e punto di riferimento imprescindibile. Anche in questo piatto prevale una visione luminosa, ilare, ludica direi, della vita e del mondo.

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Il raviolo rivelato. Gualtiero Marchesi racconta il suo monumento

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La realtà visibile intesa come successione di piani. Piani che scivolano l’uno sull’altro, quali velari di palcoscenico, cortine di nebbia che si schiudono palesando panorami finora sconosciuti. L’idea di un universo scomponibile in pannelli, da sfogliare a guisa di carte da gioco, ha affascinato molti pittori. "Io credo al primato dell’armonia delle forme. Al primato di quelle note suadenti che danno anima alle cose, e ai profili, e ai colori, e ai profumi, e ai sapori. E che fanno luce nei misteri più custoditi e bui: come un raviolo che, finalmente aperto, ci rivela senza riserve il suo cuore segreto.

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Luisa Spagnoli torna in laboratorio. L’omonima nipote della fondatrice produce cioccolato d’arte. L’intervista

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Tale rimembranza non può non affidare a sensazioni e stati d’animo un’ambivalente dimensione poetica: da un lato il ridimensionamento di Luisa Spagnoli (1877-1935) la leggendaria imprenditrice nota soprattutto per l'ideazione del Bacio Perugina, e dall’altro il recupero, quasi cento anni dopo, da parte della pronipote, non solo di antiche ricette rigorosamente artigianali tramandate nella segretezza dei magici ingredienti di «Nonna Luisa», ma anche di reminiscenze di un momento storico che – soprattutto grazie alla mini fiction realizzata a Febbraio da Rai Uno - nasce a ridosso di uno spazio in cui il ruolo dell’emancipazione femminile, a partire dagli albori dell'ideologia sansimonista, aveva iniziato a divulgare le sue idee sfidando codici del «destino femminile» circoscritto nei rigidi confini dei ruoli stabiliti di «madre, moglie, amante».

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Luisa Spagnoli Confiserie du Chocolat. When Passion meets tradition

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If reminiscing about the past is a key element of Romantic poetry, by the same token, on a culinary level, Luisa Spagnoli – the great granddaughter of the homonymous founder of Perugina chocolate – is presently attempting to recover the values of her childhood flavors while launching time honored traditional artisan hand-made chocolates in her recently inaugurated factory “Luisa Spagnoli Confiserie du Chocolat”, in the idyllic Umbrian village of Sant’Enea.

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Gualtiero Marchesi, lo stupore della luce

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Ho disteso nel piatto il mantello di una soffice maionese colorata alla clorofilla di prezzemolo. Ho adagiato su questo letto verde, per linee oblique ma parallele, tre filetti di acciuga appena passati al forno, splendidi nei riflessi azzurro-argento. Ho aggiunto una noce di capasanta, nel suo candore un po’ velato dalla doratura.

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