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Art food

Luisa Spagnoli torna in laboratorio. L’omonima nipote della fondatrice produce cioccolato d’arte. L’intervista

Tale rimembranza non può non affidare a sensazioni e stati d’animo un’ambivalente dimensione poetica: da un lato il ridimensionamento di Luisa Spagnoli (1877-1935) la leggendaria imprenditrice nota soprattutto per l'ideazione del Bacio Perugina, e dall’altro il recupero, quasi cento anni dopo, da parte della pronipote, non solo di antiche ricette rigorosamente artigianali tramandate nella segretezza dei magici ingredienti di «Nonna Luisa», ma anche di reminiscenze di un momento storico che – soprattutto grazie alla mini fiction realizzata a Febbraio da Rai Uno - nasce a ridosso di uno spazio in cui il ruolo dell’emancipazione femminile, a partire dagli albori dell'ideologia sansimonista, aveva iniziato a divulgare le sue idee sfidando codici del «destino femminile» circoscritto nei rigidi confini dei ruoli stabiliti di «madre, moglie, amante».

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Luisa Spagnoli Confiserie du Chocolat. When Passion meets tradition

If reminiscing about the past is a key element of Romantic poetry, by the same token, on a culinary level, Luisa Spagnoli – the great granddaughter of the homonymous founder of Perugina chocolate – is presently attempting to recover the values of her childhood flavors while launching time honored traditional artisan hand-made chocolates in her recently inaugurated factory “Luisa Spagnoli Confiserie du Chocolat”, in the idyllic Umbrian village of Sant’Enea.

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Baci, storia di un capolavoro anni Venti. Da un Hayez-pop ai messaggi subliminali

Non c'è immagine più sognante e trasognata, più intensa, più legata a un'attività onirica che porta l'amore a diventare denso e peccaminoso, di quella posta sulla scatola originale dei Baci Perugina. Un capolavoro di sentimento e di erotismo, sia a livello di confezione che nella forma proibita del cioccolatino. Per questo i Baci sono un capolavoro assoluto nell'ambito di un'arte inconsapevolmente pop, pre-pop. L'immagine che Federico Seneca (Fano, 1891 – Casnate, 1976), pittore, grafico, pubblicitario e direttore artistico della Perugina negli anni Venti, offrì al pubblico nacque dall'estrapolazione e dalla rielaborazione de Il bacio di Hayez, che venne ridipinto senza pareti, contro un cielo serale, placido, dominato da una pace effusa e da un silenzio profondo

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Gualtiero Marchesi, lo stupore della luce

Ho disteso nel piatto il mantello di una soffice maionese colorata alla clorofilla di prezzemolo. Ho adagiato su questo letto verde, per linee oblique ma parallele, tre filetti di acciuga appena passati al forno, splendidi nei riflessi azzurro-argento. Ho aggiunto una noce di capasanta, nel suo candore un po’ velato dalla doratura.

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I granelli fluttuanti di Gualtiero Marchesi

Sardegna, estati fa. Camminavo sulla battigia, e il mio sguardo si smarriva tra i milioni di granelli di ghiaia. Ghiaia bianca, bellissima. Bellissima anche perché il suo candore si mescolava al rosso dei frammenti di corallo, al nero di minuscoli ciottoli levigati. Così, mi chinai e raccolsi un poco di quella ghiaia, la misi in un vaso di vetro, me la portai a casa. Da allora, ogni tanto mi è capitato di soffermarmi a rimirarla, incantato. Fino a che è scattata l’ispirazione

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Sesso selvaggio, vino e pane in un affresco del tardo Quattrocento bresciano. L’analisi, il significato

Il ribaltamento del mondo, nel dipinto del Carmine, è segnato dal mutamento delle collocazioni tradizionali dei protagonisti: l’orizzonte dei vizi sostituisce quello delle virtù. L’urgenza dell’amore carnale - suggerito peraltro dall’abito rosso fuoco della signora - e la sua fiamma rapinosa hanno il potere di distogliere la donna dallo sgabello sul quale, come una moglie virtuosa, era impegnata nella filatura, opera che, nelle società arcaiche, denotava dedizione alla famiglia

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Gualtiero Marchesi, la soluzione del giallo

La mia ricerca sulla forma, e sulle capacità di costruzione formale del colore, assume stavolta le sfumature del giallo. La perfezione del circolo, il fascino della concentricità si affidano a due diverse tonalità di questa cromia per sua stessa natura ambigua, misteriosa, persino - in qualche caso - sottilmente angosciante. In qualche caso, ma non qui: qui, il disco morbido e bonario della polenta si adagia a ricevere su di sé in placidezza la piccola, flava luna piena della fonduta al formaggio di montagna. Nessuna inquietudine da girasoli o da campi di grano vangoghiani; nessun ruggito inesorabilmente timbrico da Fauve; nessun tormento dell’anima da pittore espressionista. Il giallo è risolto, senza dubbio. L’enigma è svelato. Del resto, come dubitarne? L’affabilità della materia, l’essenzialità assoluta della composizione, non potevano che guidare verso plaghe serene, e sereni orizzonti.

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Tolouse-Lautrec pittore-gastronomo, le ricette del piccolo principe della Belle Epoque

Il pittore francese fu un autentico genio culinario. I suoi pranzi, eventi memorabili. Le sue ricette, raccolte in un libro e tramandate ai posteri. era praticamente conosciuto ovunque per le sue doti di cuoco impeccabile, accurato, attento ad ogni dettaglio e capillare nella scelta dei conviviali: al tavolo al massimo un paio di belle donne, occorrono ospiti che sappiano apprezzare a fondo una portata senza lasciarsi sedurre dalle distrazioni. Qualsiasi pietanza ha un tempo di cottura preciso da rispettare, e se per caso sono necessarie dodici ore consecutive, bene, oggi si passa la giornata in cucina. Incredibile?

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Prova a cucinare il risotto al Dripping, omaggio di Gualtiero Marchesi a Pollock e a Stile arte

Il mio omaggio a Pollock si è avvalso della morbida campitura di una pasta - grani di riso - condita con una salsa a base di maionese. Sul fondo cremoso sono intervenuto con un dripping, appunto, un dripping a impronte circolari, nere (ho utilizzato, in proposito, il nero di seppia). A intersecare, matericamente, tali impronte, ho cosparso - nuclei solidi di un universo solcato da infinite parabole oscure - dei ricci di mare, rossi come corallo, come allettanti fiori di fuoco.

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