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Art food

Gualtiero Marchesi, la soluzione del giallo

La mia ricerca sulla forma, e sulle capacità di costruzione formale del colore, assume stavolta le sfumature del giallo. La perfezione del circolo, il fascino della concentricità si affidano a due diverse tonalità di questa cromia per sua stessa natura ambigua, misteriosa, persino - in qualche caso - sottilmente angosciante. In qualche caso, ma non qui: qui, il disco morbido e bonario della polenta si adagia a ricevere su di sé in placidezza la piccola, flava luna piena della fonduta al formaggio di montagna. Nessuna inquietudine da girasoli o da campi di grano vangoghiani; nessun ruggito inesorabilmente timbrico da Fauve; nessun tormento dell’anima da pittore espressionista. Il giallo è risolto, senza dubbio. L’enigma è svelato. Del resto, come dubitarne? L’affabilità della materia, l’essenzialità assoluta della composizione, non potevano che guidare verso plaghe serene, e sereni orizzonti.

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Tolouse-Lautrec pittore-gastronomo, le ricette del piccolo principe della Belle Epoque

Il pittore francese fu un autentico genio culinario. I suoi pranzi, eventi memorabili. Le sue ricette, raccolte in un libro e tramandate ai posteri. era praticamente conosciuto ovunque per le sue doti di cuoco impeccabile, accurato, attento ad ogni dettaglio e capillare nella scelta dei conviviali: al tavolo al massimo un paio di belle donne, occorrono ospiti che sappiano apprezzare a fondo una portata senza lasciarsi sedurre dalle distrazioni. Qualsiasi pietanza ha un tempo di cottura preciso da rispettare, e se per caso sono necessarie dodici ore consecutive, bene, oggi si passa la giornata in cucina. Incredibile?

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Gualtiero Marchesi – Art food, lucenti frutti di Natale

Cristoforo Munari non faceva differenze. Tra fine Seicento e inizio Settecento aveva ben compreso, lui, ciò che qualcuno fatica a capire ancor oggi. Superbo pittore di nature morte, elevava con ugual entusiasmo al rango di protagonisti della rappresentazione nobilissimi liuti, buccheri trinati e tavole imbandite, traslocando il cibo dai gironi più bassi all’empireo. Le mirabilie d’intreccio di un lussuoso tappeto d’Oriente non riuscivano a far sfigurare gli umili frutti della terra.

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ART FOOD – Il broccolo trionfante

di GUALTIERO MARCHESI - Quando è la materia a trionfare con le sue forme inimitabili, allora è il momento di compiere un passo indietro. Ad esempio, un broccolo - un umilissimo broccolo - può palesarsi nel tripudio di guglie che lo rendono simile ad una fantastica cattedrale moresca, o ad una cristallizzata, lussureggiante foresta d’alabastro.

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Mirò, il riso del rubino

Un sole? Un rubino? Un volto? In “Peinture”, dipinto del 1953, Miró ci fulmina con una delle sue trovate formidabili, fatte di segni elementari, caratteri di un alfabeto poetico e inquietante, svincolato da codificazioni ideologiche in nome di un’assoluta libertà d’invenzione. In un’altra opera, “L’Hirondelle éblouie par l’éclat de la prunelle rouge”, l’enigma si scioglie, ed il volto si rivela lungo i tratti di una bocca gioconda, di occhioni strampalati.

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