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Arte e moda

Dal 1910 al 2010. Cent’anni di tagli simbolici e acconciature italiane. Il video. E voi che testa preferite?

a donne italiane

Noi abbiamo spesso sottovalutato i messaggi collettivi e individuali che stanno in un taglio del coiffeure e in un'acconciatura, ritenendo queste forme una sorta di incomprensibile capriccio femminile oppure come frutto esclusivo dell'ordine, del decoro e della bellezza coltivata che appartengono al mondo femminile. Eppure, osservando questo filmato,già delle prime battute, ci accorgeremo che nella Belle epoque la capigliaura è ricca, sormontante e piena di riporti di riccioli, quasi a configurare una donna-statua feconda e portratrice di nobiltà, benessere e piacere. Negli anni venti, il taglio riduce la massa dei capelli, alla maschietta. Le giovani signore non si sentono più matrone romane, come le proprie madri, ma aspirano ad interpretare un ruolo nuovo,più vicino al mondo maschile che aveva clamorosamente provocato il disastro della prima guerra mondiale, ma con un'insita percezione della necessità di cambiamento. Insomma: questo passaggio è avvertbile non solo nell'arte della conciature, ma in ogni arte applicata. Pensate,ad esempio, cosa cambia,in quel periodo le immagini dellemonete. Lasciamo a voi, il compito, divertente e appagante di legerre ogni sequenza novecentesca attraverso la capigliatura, com' è presentata dal filmato. Arrichiremo la nostra capacità di lettura del segno. a donna quadrata

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Sapete com’erano il velo matrimoniale e l’abito da sposa ai tempi della Fornarina di Raffaello?

a fornarina

Il velo, inoltre, il diffusissimo “ panno alla romana”, oggetto anch’esso d’infinite dispute se osservato e interpretato nella sua coincidenza con altri particolari del dipinto, ci racconta dello stato di congiunta della donna ritratta. E’ di seta, come denunciano le sfumature giallastre, e solo le nobildonne lo portavano così confezionato (per le altre dame, ciò avveniva unicamente in occasioni speciali). L’abbondanza del tessuto, dalla sontuosa veste alla delicata biancheria, evidenzia invece la preziosità dell’abito. Le donne del tempo sottolineavano la loro distanza dalla plebe, o la straordinarietà dell’evento al quale partecipavano, anche attraverso la pulizia e il candore della propria biancheria che, come La Velata, lasciavano appositamente trasparire dallo scollo, dagli sboffi o dai tagli delle maniche. La veste ampia, la scollatura quadrata, la camicia finemente plissettata e la manica, seppur lisa, ricca, sono tutti elementi che conducono all’idea di un abito speciale, indossato in un’occasione particolare, in linea con la moda del tempo e decisamente costoso. Un vestito da sposa?

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Perchè tante foto di nudo o di moda in edifici degradati? Risposte e video

a rovine

La vita americana negli spazi degradati, in cui si produce, con moto d'orgogliosa vitalità, l'arte metropolitana ha ormai ampiamente orientato la fotografia di nudo e di moda di tutto il mondo. Ma dobbiamo chiederci perchè, al di là di un adeguamento ai luoghi di incubazione della street art Usa, questi spazi, segnano ormai una moda diffusa come fondali per le fotografie

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La Barbie del Seicento, nei ritratti mostrava gli abiti adatti a ogni ora del giorno

A partire dal 1682 la principessa e il consorte commissionarono a Jan Frans von Douven, pittore di corte, una serie di dipinti che li ritraevano immersi in diverse occupazioni quotidiane, più o meno mondane, al punto che, accostando i ritratti l’uno all’altro, si ha l’impressione di trovarsi di fronte alle scene di un film in costume o a una sfilata di moda

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Pronto il bracciale che ricorderà la mega-installazione di Christo sul lago d’Iseo

bracciali

L4K3, è un brand del mondo della moda fondato nel 2011, che apre un colloquio stretto con i materiali prodotti dai celeberrimi di Monte Isola, dedica un bracciale a Christo Vladimirov Yavachev, l'artista americano che ha scelto il lago per la mega-opera che era stata ideata con la moglie, nel 1970 e mai realizzata. Sarà, come ben sappiamo, un'installazione di 70mila mq. Ampie passerelle flottanti, realizzate con "boe" quadrate, tutte collegate tra loro e coperte da una stoffa sintetica tra il giallo, l'oro e il rossiccio. L4S3 riprende i colori, le forme, ma soprattutto le gomene nautiche originali, lavorate nelle corderie più antiche d'Italia, tipiche del Lago d'Iseo. Stile nautico sobrio, per un minimalismo che ricorda l'azione.

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Con ago e stoffa avanzarono le artiste rivoluzionarie del Futurismo e dell’Astrattismo

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Alcune artiste attive nei primi decenni del XX secolo trasformarono i tradizionali lavori femminili in opere d’arte. E ciò fu provocazione. L’ago al posto del pennello, a dimostrazione che l’artista può utilizzare qualunque mezzo per esprimere la propria realtà creativa, anche passando attraverso gli utensili che, in qualche modo erano simbolo della loro sottomissione

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Così Armani si ispira alla storia dell’arte

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A Milano è in corso la settimana della moda. Alcuni stilisti colloquiano con quadri e sculture per trarne una sintesi. Stile intervista Giorgio Armani. La forma come punto cruciale, frutto di pensiero e sentimento. La compresenza degli opposti per ricreare inediti equilibri. L’amore per Malevich, Monet, i grandi maestri giapponesi e la predilezione per colori dalle sfumature soffici e neutre. “Io un ‘pittore’ tonale? E’ un bel complimento, che accetto volentieri”. Alle Terme di Diocleziano l’omaggio targato Guggenheim

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Armani – Così lo stilista si ispira alla storia dell’arte

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A Milano è in corso la settimana della moda. Alcuni stilisti colloquiano con quadri e sculture per trarne una sintesi. Stile intervista Giorgio Armani. La forma come punto cruciale, frutto di pensiero e sentimento. La compresenza degli opposti per ricreare inediti equilibri. L’amore per Malevich, Monet, i grandi maestri giapponesi e la predilezione per colori dalle sfumature soffici e neutre. “Io un ‘pittore’ tonale? E’ un bel complimento, che accetto volentieri”. Alle Terme di Diocleziano l’omaggio targato Guggenheim

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Belle Epoque – Come la pittura incise sulla moda degli abiti femminili

copertina

La dama della Belle Époque appare interprete di un’eleganza sempre più estenuata, affidata a ricercate nuance, lo si deve anche all’impegno di molti protagonisti della pittura moderna nel campo dell’editoria della moda illustrata: basti pensare a De Nittis, collaboratore di una rivista quale L’Art de Mode, il cui contributo ad un cliché femminile aggiornato e seducente coincise con la realizzazione di ritratti affidati all’armonico contrappunto tra l’abito e lo sfondo paesaggistico o l’arredo dell’interno.

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