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Arte Eros

Un’antologia di pittura erotica, scultura erotica, foto di nudo artistico, disegni con tema sessuale dagli albori della civiltà, fino al contemporaneo. Alla fine di questa pagina troverai dei numeri che ti permetteranno di proseguire a sfogliare la raccolta. Letto un saggio, se vuoi, torna indietro con la freccia in alto a sinistra, sul tuo computer, e leggine un altro. La raccolta si accresce quotidianamente di nuovi apporti e pertanto si configura come una sorta di app gratuita dedicata alla pittura erotica, all’arte erotica, ai disegni pornografici del Cinquecento, Seicento, Settecento, Ottocento e dei nostri giorni. La rubrica è offerta dal quotidiano on line Stile arte, all’interno di numerosi altri studi dedicati alla cultura visiva Gira agli amici questo indirizzo. E se c’è qualcosa che ti piace, taggalo sulla tua bacheca di facebook

C’era una volta la gatta. Piccoli felini ed eros femminile nell’area francofona. Video

L'animale apparve sovente, nell'ambito artistico, per identificare, in opere comico-grottesche, l'organo sessuale femminile. Comunque sia, secondo la visione maligna del maschio, la gatta è sorniona; se ne sta accoccolata in un angolo; pare non desiderare nulla, ma quando vuole divorare un dato volatile, non c'è nessuno che possa fermarla. Ecco allora, scene e scenette attorno a queste inclinazioni maschili e femminili. Il maschio, naturalmente, era solo una povera vittima, immolata agli appetiti delle signore-gatte

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Eros, dolore, piacere e coscienza nei quadri iperrealisti di Saturno Buttò. Le altre opere

A disegno finito stendo il fondo, una prima stesura ad olio (piuttosto diluito) che ricrea il tono cromatico della scena evidenziando le zone chiare e scure. La terza fase è la stesura del colore definitivo, che applico a corpo e per velature successive a seconda di quanto si vuole indugiare sul dipinto. Una volta terminato uso della vernice da ritocco per uniformare le varie opacità e imperfezioni tipiche dell’olio”.

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Le sbarre e il desiderio erotico proibito, nella pittura tra Settecento e Ottocento

Le sbarre hanno rappresentato, nei regimi di forte separazione tra sessi, una barriera e uno straordinario gioco per unirsi carnalmente senza varcare quella linea di ferro che demarcava la distinzione dei territori della virtù e del peccato. Sicchè attorno al mito del cancello, delle inferriate, delle finestre protette o dei cancelli si giocò, tra Settecento e Ottocento tutta una lettueratura e una pittura di piccanti congiunzioni, solo parzialmenbte impedite da un ostacolo o forse proprio rese più acute e coinvolgente, a causa dell'impedimento da annullare

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Utamaro – Il pittore che spiava le cortigiane. Le ardite posizioni dei giapponesi

Il più grande artista giapponese dopo Hokusai raccontò per immagini la vita delle “case verdi”, il quartiere delle prostitute della Tokyo del primo ’800. Un resoconto nato dalla diretta esperienza del suo autore. Le “sorelle minori” entravano nelle Case verdi come apprendiste a dodici-tredici anni, e vi rimanevano sotto la guida di una “sorella maggiore” fino ai diciassette-diciotto, quando diventavano cortigiane a tutti gli effetti

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Tempest Storm, nuda sotto il visone. Fu quasi sommossa al campus universitario. Le sue foto

Nel 1955, mentre lavorava aun Nightclub di Denver, Tempest visitò il campus universitario di Boulder Colorado. Indossava una pelliccia di visione sulla pelle nuda. E a un certo punto la lasciò scivolare a terra. Questo gesto erotico, interpretato dagli studenti, come un simbolo libertario provocò una mezza sommossa. Si è esibita in spettacoli fino a qualche anno orsono. Esistono fotografie del 2006 che la ritraggono, ancora bellissima, sul palco

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Primo Novecento, i disegnatori si scatenano sul sesso a scuola. Le antiche immagini

La scuola come costrizione e come coartazione ha sempre suscitato pensieri di fuga e di eversione, spesso rappresentati da immagini di sesso. Non può sfuggire il fatto che un'organizzazione un tempo così rigida e punitiva - e comunque sempre costrittiva -legasse l'idea di ribellione e di fuga all'arma più potente che ragazze e ragazzi si trovavano a disporre da poco tempo, quella dell'eros e dei propri organi sessuali. Non si trattava, allora, più di subire, ma, almeno con il pensiero, raffigurare elementi di contestazione estrema o di pensare alle delizie dell'altro sesso, mentre il professore spiegava. Alcuni grandi disegnatori, come Tom Poulton, hanno sottoposto, con matita dettagliatissima, la scuola a una lettura psicanalitica. Con i risultati straordinariamente veri - a livello di pulsioni inconsce -, come possiamo vedere

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Le Monde: “Ecco alcune immagini inoffensive che provocano l’orgasmo mentale”. Prova. Il video

La ricerca pubblicata dall'autorevole quotidiano le Monde, in un video, riguarda le immagini, all'apparenza inoffensive, capaci di suscitare orgasmi mentali. Con questi termini si intende una sensazione di intenso piacere che si sviluppa dalla nuca e che sciama verso la schiena e i fianchi, una sensazione che normalmente precede l'orgasmo fisico. Ciò che appare interessante è il fatto che questi stati di eccitazione e di appagamento, possono essere raggiunti più facilmente con immagini di sessualità velata o allusa inconsapevolmente, senza malizia, più attraverso immagini d'arte, che tramite la pornografia

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Il sesso orale nel Quattrocento. Le performance di streghe e diavoli nelle stampe

I peccati commessi al cosiddetto sabba erano soprattutto di natura sessuale. Dopo la consumazione di "boni rosti", le diverse coppie, che si univano al momento, si appartavano per incontri sessuali prolungati. Le feste potevano costituire residui di consuetudini sfrenate che furono osservate dai persecutori come ossessioni demoniache

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Stessa posa. Prima con i vestiti, poi senza. Tutte le foto di Saudek. Il video

Jan Saudek (Praga, 1935) è un grande fotografo della Repubblica ceca che fu perseguitato dal regime comunista per l'ideologia libertaria e le fotografie che non si allineavano con l'estetica di emanazione sovietica. Il suo stile è caratterizzato, sotto il profilo della resa del medium, da immagini simili a dagherrotipi ritoccati, ma i temi delle immagini sono sempre forti e poetici. La provocazione del nudo, la degradazione, l'emarginazione non subita ma cercata. In questa serie di immagini, Saudek asseconda il desiderio di sapere cosa c'è sotto. Cosa c'è prima e cosa c'è dopo. Dalla finzione dell'abito passa alla nuda verità. Un transito che non è gradito ad alcun regime, che prescrive sempre una divisa abbottonata

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Anni Cinquanta, quando l’anima era una zona erogena. I disegni di Gaston de Saint Croix

Il sesso coniugale o fortemente caratterizzato dall'amore diventa un grande piacere se è circondato da una sacralità sentimentale, che estingue il peccato della carne. La donna, dal canto suo, non può che mostrarsi piacevolmente rapita, oggetto di una passione coinvolgente che asseconda soltanto per amore, ma che, a tratti, può renderla ardita, e padrona del proprio corpo, spingendola ad accettare o a proporre "cose proibite". La produzione di dipinti e grafica che narrano sesso nel quotidiano, con una forte connotazione sentimentale, parrebbero essere testimonianza di un progressivo avvicinamento delle donne stesse all'illustrazione erotica, da condividere con il proprio partner. Parte dei lavori di Gaston de Saint Croix che qui pubblichiamo corredava, nel 1956, un'edizione a tiratura limitata del romanzo "Nous deux", "Noi due". Titolo splendido, nella sua semplicità. Le tavole sembrano seguire questa duplice intima confessione e risulta un grande tributo all'amore, nel punto in cui la sessualità si fonde con il sentimento. Punto più alto di una gioia inenarrabile.

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