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Fotografia

I collage metafisici e neo-surrealisti di Igor Skaletsky

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Igor Skaletsky (1978, Voronezh Russia) è un artista che ha prodotto, nell'abito della storia del collage, opere significative, ricche di citazioni e di cortocircuiti, nate da una visione onirica della realtà che svela le strutture interne e contribuisce a rimettere in gioco una revisione dei pregiudizi ottici, che divengono pregiudizi tout court. Partiicolarità del collage di Skaletsky è il fatto che egli non utilizza brandelli minuti di carta, ma blocchi di immagini che adegua e compone con notevoli risultati.

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La bionda e la mora. Inseguimento fotografico tra le rocce immani. Il video

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Come fondatore del Nude Workshop dinamico - non si tratta di sedute fotografiche in posa, ma di fotografie di nudo, scattate durante il movimento, in zone di grande suggestione naturalistica -, Joel Belmont porta un piccolo gruppo di fotografi e modelle d'arte in alcuni dei luoghi più maestosi al mondo. Egli le guida, le astrae rispetto al ricordo della civiltà e le fa muovere libere, seguendo sensazioni primordiali. Modelle e fotografi, di ritorno da questa avventura, dicono di sentirsi profondamente cambiati

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Hataiiia Hataiiia, il nudo elegantemente classico

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"Penso che la fotografia porti l'arte su un nuovo livello". Hataiiia Hataiiia lavora e vive in Pennsylvania, specializzata in fotografia di nudo artistico, continua a sperimentare, augurandosi che la sua fotografia possa piacere al pubblico attraverso le sue idee e i suoi scatti. Hataiiia esalta le linee del corpo attraverso il bianco e nerò con un tocco di classicità, come le fotografie di un tempo, attraverso contrasti, luci, pose; un racconto scorrevole della bellezza femminile per mezzo delle immagini.

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Tempesta e impeto, il mondo sublime di Marco Marassi

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Marco Marassi è stato tra i finalisti del Premio Nocivelli 2015, con questa intensa fotografia. L'opera è parte di una serie denominata Vaganze. Costruzioni artificiali che interagiscono con l'orizzonte naturale.
Le fotografie che compongono la serie ritraggono orizzonti negati, mascherati, sottolineati, resi significanti dalle superfetazioni umane.

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Sir Cecil Beaton: “Così si fotografa una regina”. L’album di famiglia dei reali inglesi

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Sir Cecil Beaton (Londra, 14 gennaio 1904 – Broadchalke, 18 gennaio 1980) è stato un fotografo e costumista britannico. Dopo il liceo studia storia e architettura a Cambridge e dal 1926 si dedica alla fotografia e a disegnare costumi e scenografie per la televisione e poi per il cinema. Vince due Oscar per Gigi e My Fair Lady. In particolar modo diventerà un'icona della moda il vestito bianco e nero disegnato da Beaton ed indossato da Audrey Hepburn in My Fair Lady.

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DDiarte, dipingere con la macchina fotografica quadri del passato mai dipinti

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Il minimalismo pare travolto dalla possibilità della massa di scattare immagini. Così il fotografo deve inerpicarsi su cime espressive molto più complesse e praticamente irraggiungibili dai fotografi non professionisti. DDiarte cita rapidamente un quadro o un autore, ma successivamente, nello stesso scatto, ne riscrive composizione e scena. Si passa dalle atmosfere dei Trionfi del primo Rinascimento a di Pietro da Cortona e del barocco, da uno stile botticelliano a David. Buona parte delle opere sono affollatissime, con modelle e modelli in pose plastiche ed eloquenti, come nella tradizione barocca. Assistiamo a una riscrittura della storia dell'arte, affrontata con il massimo virtuosismo e la massima tensione espressiva, contenuta, al limite dell'esplosione, da un canone composto

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Come e perché nacquero i nudi di gruppo di Vanessa Beecroft

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L’inizio della performance è caratterizzato da un progetto di ordine - alle ragazze viene assegnato un numero scritto sul pavimento, quindi una posizione precisa nell’ambito della corale disposizione - secondo una collocazione del gruppo su una linea quadrata, circolare o comunque simmetrica. Alle modelle spetta poi di creare, nel “rompete le file”, un disordine naturale, privo appunto di teatralità, fino ad importare negli ambienti un’idea di nudità metafisica, fortemente suggerita anche dalla scelta dei corpi e dalla “tessitura” dell’epidermide.

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Christophe Vermare, il morbido abbraccio del sole e del mare

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Christophe Vermare è un fotografo francese, classe 1971, cultore del nudo (prevalentemente in bianco e nero), narratore di sensualità e viaggiatore instancabile nel vecchio continente. Lungo il suo curriculum universitario, ha scoperto, attraverso le “teorie della fisica moderna”, alcuni pensieri che si avvicinano ai suoi sentimenti personali. Apprezza la semplice idea che ognuno possa distorcere la realtà attorno a sè e possa influenzare la percezione della realtà degli altri. Questa influenza, sostiene il fotografo, dipende dall’intensità di quanto una persona possa credere e sognare

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Le fotografie di Gregory Crewdson: le pulsioni oscure, come in un film, meglio di un film

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Le opere di Crewdson - uno dei fotografi contemporanei più geniali e visionari che assumono un ruolo più vicino a quello di un regista sul set di un film - appaiono come dei «fermo immagine» ad alta risoluzione tratti da film hollywoodiani, oppure ambientate nell'America suburbana, rivelando come citazioni, riferimenti e motivi ispiratori più immediati i film e i miti di Hollywood (per alcune delle sue serie l’artista ha ingaggiato, nel ruolo di interpreti, star del cinema come Gwyneth Paltrow, Julianne Moore e William H. Macy, immerse nel grande anonimato delle vaste periferie del microcosmo indifferenziatro delle «any town»)

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