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Il nudo nell’arte

La Gioconda nuda – L’originale (forse) e le copie di un’iconografia di successo

Il modelletto potrebbe essere una copia o l'originale dello studio preparatorio della Gioconda. Molti maestri antichi dipingevano nudi i propri personaggi applicando poi le vesti, in modo che che gli abiti rispettassero perfettamente le forme del corpo. Così, ad esempio, sono rimasti, tra gli altri, molti disegni di Madonne nude, opera di Federico Barocci. Alla fine di settembre 2017 "La Gioconda nuda" del Musée Condé, conservata nel castello francese di Chantilly, è stata portata al Louvre - nel Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France, che occupa un'ala del palazzo - per indagini approfondite perché si fa spazio la tesi che quel carboncino lumeggiato con biacca sia del grande maestro

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La violenza sistemica. Gli arabi e le donne nella pittura orientalista

Lo scontro e il dialogo limitato; le incomprensioni e i travasi culturali. Il rapporto tra Occidente e mondo islamico sembra difficilmente conciliabile. Ma nonostante queste posizioni così distanti rispetto alla concezione della realtà- non possiamo nasconderci questo aspetto, assecondando sempre il "senso di colpa" dell'Occidente - sono culture che si attraggono magneticamente, fino al tentativo di una distruzione reciproca. Attrazioni fatali

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Sapore di sale: bagni di sole, di vento e di piacere nella pittura tra Ottocento e Novecento

Quanto cambia nella pittura tra fine Ottocento e Novecento. E quanto il mondo è cambiato, in direzione di una libertà che rivelerà il suo lato drammatico, in direzione di un piacere di cui non bisogna più vergognarsi. Ciò che appare interessante è la progressiva trasformazione di ninfe e o compagne di Diana, in donne autentiche. L'acqua e la nudità femminile sono sempre state un ossessione per i maschi. Ma ora è declinata in modo nuovo. Quanta luce entra nelle fessure de corpo e quanta sabbia e quanta acqua. a Paul Emile Chabas (1869 – 1937, French) 5

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Chi era lady Godiva? E perchè fu celebrata dai pittori?

Lady Godiva, o Godgifu (990 – 10 settembre 1067), è stata una nobildonna anglosassone, moglie del conte Leofrico di Coventry (Inghilterra). Era una latifondista e, nel corso della sua vita, promosse la costruzione di numerosi monasteri, sostenendo le attività caritative e sociali. Fu forse da questo nucleo caratteriale così attento alle opere di bene che emerse una leggenda, connotata eroticamente, ma finalizzata a raccontare la spudoratezza del bene. Il suo mito, celebrato da poemi e leggende antiche, fu trasposto particolarmente nelle arti figurative ottocentesche, quando il soggetto eroico poteva consentire agli artisti di unire una cena cavalleresca a un bel nudo femminile

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Leda posseduta dal Cigno, i rapporti sessuali degli Dei in Leonardo & Co.

Zeus-cigno, accoppiandosi con un'avvenente fanciulla, genera Castore e Polluce - La storia narrata nelle Metamorfosi d'Ovidio viene ripresa iconograficamente (per la prima volta dall'antichità) dal geniale pittore toscano - L'allusione all'amore carnale e le atmosfere che ricordano, in chiave pagana, l'Annunciazione - Una versione oscena del mito su una porta vaticana - L'interpretazione "muscolare" di Michelangelo.

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Olympia di Manet, nudo insopportabile. Chi è quella donna. Lo scandalo, le fonti

Perché l’opera di Manet suscitò uno scandalo violentissimo al Salon? Quali furono i meccanismi psicologici che mise in moto? Qualche borghese cercò persino di bucare la tela con l’ombrello. Le ipotesi di Serena Romano e di Stile a confronto

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Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Sei la mia infinita passione. Quando il nudo è eros e pathos. I quadri di Aerni

Tecnicamente molto libero e dotato di una non comune scioltezza pittoricista, Christoph R. Aerni - svizzero, nato nel 1954 a Gäu-Hägendorf - si è misurato spesso - e con efficacia - con il tema del nudo emanante, quello legato più all'arte erosa che alla semplice ricerca di volumi plastici, così perfettamente offerti dalle figure femminili. Le immagini delle sue modelle non esprimono neutralità sessuale, ma coinvolgono lo spettatore in una dimensione di sguardo emotivo. Bella è anche la storia di questo pittore svizzero che, dopo le scuole elementari, è entrato in un una scuola professionale legata al legno e alla scultura, frequentando poi gli istituti d'arte di Basilea, Berna e San Gallo. Dal 1974 al 1979 è stato impiegato come scultore. al 1979 è stato pittore e scultore libero professionista Ha quattro figli adulti e vive a Gunzgen. Il suo studio si trova in un'ex fabbrica, a tre chilometri di distanza Egerkingen

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Carità romana – La dolce Pero e l’uomo della cella scura

Nel IX libro degli "Atti e detti memorabili degli antichi romani" di Valerio Massimo (I secolo d.C.) storico romano, appare la fiaba di Cimone e di Perro, con la quale l'autore intende richiamare le antiche virtù del popolo romano. Cimone, secondo quanto racconta Valerio Massimo, è condannato a morte e giace in prigione, stremato, senza cibo.

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Il bacio di Munch. Opere erotiche del maestro norvegese. Il piacere alla finestra. Donne vampire

Una posizione spesso ripetuta. Non pose sconvolgenti, come quelle di Klimt, ottimo pornografo. Tutto si ferma prima. Ma è travolgente. E' l'inizio dell'arsione. Uomo. Donna. E Una finestra. Più grande, più piccola. Quella finestra oltre la quale c'è il mondo. E il bacio, rubato alla visione di tutti, dietro le tende, in un punto isiolato, nel quale il tempo accende la propria vampa, ma tutto sembra eterno. Munch è un ibseniano. E, per capirlo meglio, siccome egli discende dai pensatori schopenaeuriani, somiglia per tanti aspetti al nostro Leopardi, nonostante egli operi quasi un secolo dopo. L'amore è il pensiero dominante, ma solo perchè è necessario alla specie. E' una volontà della natura. E tutto è un possente errore. Grande realista - nel doloroso linguaggio espressionista - o supremo nichilista? Munch è certo devastato dal nulla. E anche quando gli si prospetta qualche legame sentimentale importante rifiuta di avere relazioni più stabili poichè ritiene che la pittura richieda una solitudine sacerdotale

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