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Il sesso nell’arte

La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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Mostra Milo Manara – Illustrazioni erotiche a Bologna. Qui biglietti scontati. Subito

Grande illustratore, autore di disegni dal tratto raffinato e di storie intriganti, tra vita e psicanalisi, che hanno percorso stagioni intere di fumetti, parallelamente alla liberazione sessuale nella società italiana ed europea, protagonista, con il grande maestro Hugo Pratt del passaggio del fumetto a una forma d'arte estetica e narrativa, Pratt ha sempre freudianamente colto le forse dirompenti dell'es schiacciate, specie nel mondo femminile, da un super-io castrante. Le sue donne sono pertanto desiderose dell'incontro carnale; atteggiamento di cui non si vergognano poichè esso fa parte della nuova natura-cultura del mondo occidentale.

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La mattina libertina o i momenti ben impiegati (1787-1928)

La riscoperta delle ore mattutine come uno spazio da riempire, provocatoriamente, con l'amore carnale, il disimpegno da una civiltà che richiede una costante deviazione delle pulsioni, sembra sottesa, seppur il fine è evidentemente lubrico, alla Mattinata libertina o i momenti ben impiegati, un libro corsaro del Settecento (1787), riedito, nell'edizione preziosa del 1928, accostandolo alle tavole di Jean-Gilles Legendre, pseudonimo di Gaston Trilleau

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Aslan, com’erano belle le zie dei nostri amici negli anni Settanta. Il video dei dipinti

Forse non c'è disegnatore che meglio del francese Aslan abbia saputo rendere forme e colori dell'universo femminile tra anni Sessanta e Settanta. La moda sbarazzina, un mondo sospeso tra austerità e ammiccamenti sbarazzini, che faceva nascere un atteggiamento di malizia, oggi perduto. Non esiste più la malizia, intesa come andata e ritorno e pertanto come una commedia della vita che sarebbe divenuta un celeberrimo film interpretato da Laura Antonelli.

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Hans Sebald Beham – Sesso contadino nella campagne del Cinquecento

Le sue opere grafiche - molte delle quali di limitate dimensioni, come quelle degli altri "Piccoli maestri" - coprono una vasta gamma di temi, anche se l'incisore è noto soprattutto per le scene di vita contadina, di mitologia o storia, spesso associate a un elemento erotico

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Il desiderio di sporcare di pittura un’eterea violinista nuda. L’opera di Alainjuno. Il video

Più di 40 anni di attività in campo artistico, l'esplorazione di numerose tecniche, invenzione di spettacoli d'arte in cinque continenti. L'artista francese ha anche praticato una forma di body art, lavorando, nel caso mostrato dal filmato, in un'accesa contrapposizione tra apollineo e dionisico. Una modella nuda che suona il violino sembra la più intangibile musa del Parnaso. Ma l'artista la riporta alla corporeità, abbassandola con la colorazione a soggiacere ai desideri umani. a violinista

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Dormire, forse sognare. Quando divampa il fuoco. Nei disegni antichi

Vissuta sempre con giustificato trasporto, ma all'ombra e con infiniti sensi di colpa, la sfera erotica fu oggetto di numerose incursioni da parte di pittori e disegnatori che, tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, intendevano, in modo anche grottesco, sulla linea del libertinismo e dell'illuminismo, confutare l'idea diffusa che le donne non provavano piacere o desiderio. L'educazione molto rigida di quell'epoca poneva le ragazze, in un percorso che partiva dai primi anni d'età, ad avere molto timore delle part intime

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Vivi Flindt, quell’irresistibile Danza dei sette veli. La scena in un breve video

Prodotta nel 1978, La danza dei sette veli, interpretata da Vivi Flindt, fu un successo con echi internazionali. La sensualità, la bellezza e la flessuosità della ballerina contribuirono certamente all'interesse di un pubblico che andava ben al di là di quello degli appassionati di balletto. La danzatrice Vivi Gelker (1943, Copenhagen ), che poi assunse il cognome del marito, Flindt, aveva imboccato il proprio percorso formativo nel 1951, quando venne ammessa alla scuola di ballo del Royal Theatre danese. Dopo la laurea, lavorò come ballerina e divenne etoile nel 1967

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Perché portano fortuna? Dal tintinnabulum con peni ai sonagli fuori casa

La forza magica dell'oggetto artistico antico risiedeva nella presenza di più peni, ai quali erano legati campanellini. Il pene, derivato dalle statue di Priapo, è abnorme, trasformato in una sorta di bastone, un'arma di difesa e di offesa. Probabilmente la fusione del pene di Priapo, dei tintinnabula e del corallo magico, dà origine al corno rosso della tradizione napoletana

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Ofelia nella fotografia e nell’abbandono erotico. Gli splendidi scatti di Eīhwaz

Il presunto spunto per Shakespeare: nel 1579, una giovane di Stratford, Katherine Hamlett, annegò accidentalmente nel fiume Avon; conosciamo questo evento grazie a un'inchiesta di cui restano tracce negli archivi della cittadina. L'evento dovette scuotere la piccola comunità, tanto da suggerire che Shakespeare, allora quindicenne, abbia successivamente preso spunto da questa situazione per la morte di Ofelia che manca nelle fonti dell'Amleto. La scena che ha più colpito i pittori è quella della morte di Ofelia, avvenuta per annegamento in un fiume della Danimarca. I suoi abiti, intrappolando l'aria, le hanno permesso di rimanere temporaneamente a galla, con un'espressione che è sempre stata legata a una sorta di abbandono erotico

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