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La malinconia e il dolore nell’arte

Dürer Melancholia I – Sai il significato dell’opera e la funzione della Malinconia?

Nella celebre interpretazione della melanconia offerta da Albrecht Dürer, viene rinnegata per la prima volta la connotazione negativa in precedenza ad essa legata: la donna alata con il capo chino, lo sguardo perso nel vuoto, non incarna più il temperamento influenzato da Saturno ma il travaglio creativo, nella lotta fra pensiero e azione

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L’Apocalisse nell’arte e la straordinaria invenzione di Dürer

La solennità del momento, l’enfasi sfrenata dei quadrupedi lanciati in una corsa senza limiti, pronti a precipitarsi su un’umanità peccatrice e stolta, dimentica della Parola di Dio, la sete di sangue... Una cupa visione millenaristica, che risente di una configurazione tipicamente tedesca: qui viene rappresentato il crollo del mondo minato dal vizio, ma soprattutto la vittoria definitiva del Bene sul male. Un’osservazione che troveremo, con gli stessi termini corruschi, nella predicazione di Lutero.

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Video incantevole. Gli autoritratti in movimento di Van Gogh svelano una personalità dolce e malinconica

La  visione sequenziale ininterrotta degli autoritratti di Van Gogh, intesi, ognuno, come singolo fotogramma di un breve film,lascia emergere lati della personalità che ogni singolo frame non ci avrebbe comunicato. Quell'uomo di roccia friabile, duro e al tempo stesso fragile, che appare, ad immagine e fissa nei quadri allo specchio, qui rivela una grande dolcezza, una timidezza adolescenziale e una malinconia struggente nella quale si cela uno sconfinato, doloroso desiderio dì'amore.

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Jakub Schikaneder – Storia malinconica di un quadro amatissimo da facebook

Non è eccessivo nemmeno sottolineare il fatto che il pittore operava a Praga mentre nella stessa città viveva e cresceva Franz Kafka (Praga, 3 luglio 1883 – Kierling, 3 giugno 1924). E sembra simbolicamente non appartenente alla sfera del caso che entrambi siano morti, appunto nel 1924. E' a Praga che si esprime con l'acutezza che Kafka trasformerà nei vertici della letteratura novecentesca quel nichilismo, quella morte di Dio, quell'assurdo che spingono l'uomo in labirinti, in castelli d'incubo, in processi incomprensibili; ciò che manca all'uomo della modernità è la figura del Padre buono- che è Dio - , del qualche è rimasto solo un gigantesco calco negativo.

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Periodo blu di Pablo Picasso – Sai i segreti, le fonti e le ossessioni dell’esordio parigino?

Il blu, che gli ricava dal tonalismo del Greco, non è soltanto dolore, com'è stato sottolineato più volte impropriamente, ma introspezione, ricerca di un valore spirituale. Un guardarsi dentro omerico. Non per nulla alcuni personaggi che egli rappresenta sono ciechi.L'azzurro-blu sta peraltro avanzando ampiamente nella cultura visiva tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento come rappresentazione simbolo delle profondità delle psiche che, proprio in quegli anni emergono sia in modo scientifico, attraverso Freud, che secondo modalità magico-religiose, con il massimo sviluppo della teosofia

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Sai da cosa nasce lo “stile drammatico” di Munch? Le opere, il video

Edvard Munch è un esponente della cultura nordica, di derivazione tedesca, basata sul pensiero negativo, come evoluzione e conferma delle opere di Schopenhauer, accresciute dalla ricerca scientifica, dalle analisi di Nietzsche sulla decadenza, dalla psicanalisi, dall’interpretazione degli studi darwiniani sull’evoluzione, dai drammi di Ibsen e dall’esempio tormentato della pittura di Van Gogh. All’uomo non resta che gridare, ma senza che possa ottenere nulla, il proprio dolore, di fronte a una natura indifferente e leopardianamente matrigna

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La Deposizione di Rosso Fiorentino e D’Annunzio. Entrare nella struttura del quadro

"Già il vento della Resurrezione soffiava intorno al legno sublime. Ma tutta l'ombra era in basso, tutta l'ombra sepolcrale era sopra una sola carne, era sopra la Madre oscurata, sopra il ventre che aveva portato il frutto di dolore. 'La luce m'è sparita' aveva detto nell'antico lamento. Fra Maria di Cleopa e Salomè, tra due donne ignare e caduche, ella era già come un lembo della notte eterna".

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Klimt, entra nel sogno di mezza estate di un quadro malinconico. La super-lente

Con il passare degli anni, l'anima decadente e modernista di Klimt - ed è come se egli, innovando, s'addolorasse del passato che se ne andava, passato che egli citava nelle proprie opere - passa da un sentimento che potrebbe essere accostato a quello de Il Piacere dannunziano - ricco di ori, di donne, di pelli seriche, di simboli smaltati, di citazioni di simboli antichi - a una vena crepuscolare. Una malinconia che esce spesso dal confronto con il paesaggio, con il quale si misura, a partire dall'esplosione del fenomeno impressionista. E' evidentemente attratto dall'idea dei quadri en plein air e sembra osservare le opere di Monet, nella scelta del punto di vista, ma non nel cromatismo. I suoi sono paesaggi senza luci dominanti e discontinue; senza accensioni; con vibrazioni contenute

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C’è un morto nel ritratto. Come riconoscere presenze funebri nei dipinti

La pittura del Cinquecento si misurò con i volti delle persone defunte. Ma per suggerirne la nuova, eterna condizione, distinguendo l’effigie dello scomparso dall’immagine di una persona ritratta in vita, utilizzava un linguaggio simbolico che faceva uso di alberi spezzati, di figure spettrali e di tempeste.Ecco alcuni esempi

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