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Le donne nell’arte

Sesso debole? Le donne battono i maschi, anche in battaglia. Parola di Cranach il Vecchio

Lucas Cranach detto il Vecchio (Kronach, 1472 – Weimar, 16 ottobre 1553) è stato un pittore e incisore tedesco rinascimentale. Fu un punto di riferimento, con le sue incisioni, per molti artisti, con particolare riferimento, al di là dei confini tedeschi, alla scuola lombardo-veneta. Il pittore rappresentò, nel Novecento, uno dei punti di riferimento dell'arte nazista, che cercava, al di là del classicismo - molto presente nella dna nazista - una linea che rappresentasse, accanto a Durer, il Rinascimento tedesco

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Quando l’amore è grande così, il sesso è impercepibile. Eros romantico di Lobel Riche

Forse solo l'ungherese Zichy riesce a rendere, quanto Almery Lobel Riche-, si chiamava, in realtà, Alméric Rich; era nato il 3 maggio 1877 a Ginevra da genitori francesi ed è morto l'11 maggio 1950 a Parigi - l'amore autentico si completi in quella che non è più soltanto una questione di sesso, ma una fusione totale, un innalzarsi, nella perdita della dimensione ordinaria delle cose. L'artista ci ha lasciato anche tavole particolarmente osé. Ma in esse tutto diventa talmente bello e gioioso, grazie al sentimento dei protagonisti - che i dettagli della fisicità sembrano passare in un secondo piano. Ci troviamo su un letto, con il nostro grande amore. E non c'è più nulla di isolato; nulla di proibito; poichè tutto accade con trasporto, con il desiderio di trasmettere la fiamma che sentiamo dentro e di fonderla con l'altra fiamma, che teniamo saldamente stretta.

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Il miglior amico delle donne. Sottintesi erotici nei quadri, tra i cani e le padrone

Il cane in pittura simbolo di fedeltà? Non solo. Quando compare tra le braccia o in grembo d’un personaggio femminile l’allusione erotica si fa spesso palese. Come nelle opere di Tiziano e di Pitati. La Dama di Polidoro da Lanciano è sicura di sé al limite della sfacciataggine, lancia quasi una sfida nei confronti dell’osservatore, stringendo provocatoria un cane che sentiamo ineluttabilmente al di là dello spazio a noi riservato

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George Barbier, così l’art Déco trasformò la donna in femme fatale. I disegni

Netta e incisiva, anche se conserva qualche rievocazione di un Liberty che progressivamente ha perso il trionfo floreale e si avvicina con discrezione agli elementi curvilinei della cultura rocaille, eliminando ogni eccessiva decorazione, l'art Déco ripristina un mondo di divinità imperturbabili, dopo la fine della prima guerra mondiale. Ora tutto è fermo, orientato verso una nuova stagione di gioia, che l'umanità si impone. Giungono gli anni ruggenti, che precedono il crollo delle Borse del 1929 e il dominio delle dittature. Lette in questo contesto, le opere di George Barbier (Nantes 1889 – Parigi, 1932) - pittore, illustratore, disegnatore di moda francese - assumono un'altra eloquenza. L'idea di ritorno all'ordine e alla pulizia formale. Nel sogno di un Settecento galante.

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Kiki Kogelnik, regina dell’arte pop. La sua storia, i suoi quadri. Il video

Kiki Kogelnik (1935-1997) è stata una delle principali protagoniste della cultura pop. Pittrice e scultrice austriaca. Kiki aveva studiato all'Accademia di Belle Arti di Vienna e si era trasferita a New York nel 1961, in un periodo cruciale in cui si creavano i presupposti per un'affermazione mondiale dell'arte americana. Iniziò come astrattista, sotto l'influenza di Serge Poliakoff dell'Ecole. Kogelnik era vicina ad un altro espressionista astratto, l'artista americano Sam Francis, e trascorse con lui, nel 1961, alcuni mesi a New York e a Santa Monica, in California. Kogelnik si è era poi trasferita a New York nel 1962, dove si inserì nella cerchia artistica di Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Andy Warhol, Larry Rivers, Tom Wesselmann, Joan Mitchell, Robert Rauschenberg e Jasper Johns

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Tavoli fallici, arte esplicita: quando Caterina II trascinava gli uomini nel camerino segreto e li possedeva

L'"appartamento a tema" sarebbe stato, pertanto, un tripudio di peni e di vagine, di seni scolpiti, a partire dagli organi maschili eretti che sostenevano la copertura circolare di un tavolo, realizzato con citazioni alla Roma antica. Poi poltrone particolari, sofà ammiccanti, stampe lascive. Molto si deve forse alle dicerie che correvano attorno alla sovrana? Sembra infatti frutto di una leggenda il racconto in base al quale lei avrebbe passato in rassegna, molto volentieri e con una certa frequenza, i suoi pretoriani, mentre costoro stavano sull'attenti ed esibivano il pene in erezione. Che doveva essere di consistenza marmorea, per appagare la vista della signora e conferirle un senso di virile protezione

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Chi era davvero la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer

La fama del ritratto ha raggiunto a tal punto le proporzioni del mito che si è tentati di definire quest’opera, sempre misteriosa, di Vermeer la “Gioconda olandese”. La scheda, l'analisi, i passaggi di proprietà, la tecnica, l'impaginazione, i connotati psicologici, gli elementi di coinvolgimento emotivo dello spettatore, la biografia analitica di Vermeer e tutte le sue opere

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Dama con Liocorno di Raffaello – Anche gli ornamenti indicano castità nel mondo ed eros nel matrimonio

L’animale, noto anche come simbolo fallico, era foriero di prosperità nella vita matrimoniale; stesse caratteristiche presentavano le pietre preziose del gioiello; la perla e lo smeraldo erano note come simbolo di castità, mentre il rubino donava alla sposa prosperità nella vita matrimoniale e frenava le passioni amorose

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