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Come e perché nacquero i nudi di gruppo di Vanessa Beecroft

L’inizio della performance è caratterizzato da un progetto di ordine - alle ragazze viene assegnato un numero scritto sul pavimento, quindi una posizione precisa nell’ambito della corale disposizione - secondo una collocazione del gruppo su una linea quadrata, circolare o comunque simmetrica. Alle modelle spetta poi di creare, nel “rompete le file”, un disordine naturale, privo appunto di teatralità, fino ad importare negli ambienti un’idea di nudità metafisica, fortemente suggerita anche dalla scelta dei corpi e dalla “tessitura” dell’epidermide.

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Il desiderio di sporcare di pittura un’eterea violinista nuda. L’opera di Alainjuno. Il video

Più di 40 anni di attività in campo artistico, l'esplorazione di numerose tecniche, invenzione di spettacoli d'arte in cinque continenti. L'artista francese ha anche praticato una forma di body art, lavorando, nel caso mostrato dal filmato, in un'accesa contrapposizione tra apollineo e dionisico. Una modella nuda che suona il violino sembra la più intangibile musa del Parnaso. Ma l'artista la riporta alla corporeità, abbassandola con la colorazione a soggiacere ai desideri umani. a violinista

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Vivi Flindt, quell’irresistibile Danza dei sette veli. La scena in un breve video

Prodotta nel 1978, La danza dei sette veli, interpretata da Vivi Flindt, fu un successo con echi internazionali. La sensualità, la bellezza e la flessuosità della ballerina contribuirono certamente all'interesse di un pubblico che andava ben al di là di quello degli appassionati di balletto. La danzatrice Vivi Gelker (1943, Copenhagen ), che poi assunse il cognome del marito, Flindt, aveva imboccato il proprio percorso formativo nel 1951, quando venne ammessa alla scuola di ballo del Royal Theatre danese. Dopo la laurea, lavorò come ballerina e divenne etoile nel 1967

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Milo Moiré, una donna concreta si aggira nel mondo digitale. La performance dell’artista. Video

La serie di performance di Milo Moiré "Ceci n'est pas une femme nue" ("Questa non è una donna nuda") ha documentato in un mondo di nudo virtuale, l'impatto della reale figura femminile senza veli in un contesto in cui la presenza del corpo umano non è scontata. Opere e spettatori occupano uno spazio inumano, anche'esso puramente simbolico. "Viviamo in un mondo pieno di immagini basate su computer - dice l'artista tedesca di origine svizzera - Noi spesso preferiamo guardare l'immagine digitale piuttosto che l'originale. Ciò significa che è cambiata la grammatica della percezione. Attraverso nuove tecnologie, come lo smartphone, abbiamo ampliato la nostra realtà. L'età di una nuova realtà visibile è cominciata"

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Ascoltate in 2 minuti il celestiale concerto per bicchieri. La storia di una nobile tecnica

Legato al virtuosismo e alla costante ricerca del nuovo, l'armonica a bicchieri (o glassarmonica) venne elaborata nel XVIIII secolo e utilizzata da nobili dilettanti - come la regina Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI - e da grandi musicisti, tra i quali Mozart. In precedenza fu certamente usata, con una semplice disposizione di bicchieri su una tavola, come curiosità sonora nella realizzazione di motivetti popolari. Sotto il profilo tecnico essa è uno strumento musicale idiofono a frizione, che viene composto da bicchieri da vino di diversa grandezza, riempiti d'acqua in quantità che consentano di ottenere vibrazione controllate che si allineano alle note musicali, prodotte dall'esecutore sfregando un dito inumidito sul bordo di ciascuno di essi

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1977, lo scandalo di Marina Abramovic e Ulay, trasformati in porte viventi. Il video

Si spogliarono. Si misero nudi sotto la porta d'ingresso principale della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna. Con la schiena contro lo stipite, si guardavano negli occhi restando a una distanza - obbligata - di poche decine di centimetri. E il pubblico? Doveva scegliere se entrare o andarsene. E se fosse entrato sarebbe stato inevitabile il contatto con i corpi nudi. E scelta l'entrata, come in un gioco, dovevano scegliere se trovarsi incollati e sfiorare il volto a lui o a lei. La performance "Imponderabilia" (1977) entrò immediatamente nelle Memorabilia, le cose da non dimenticare nel campo dell'arte e del costume

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Le performance delle modelle di Losvizzero. Donne-coniglio surreali. Il video

Uno dei motivi per i quali l'arte contemporanea cerca di valicare i punti estremi della comunicazione è legato alla saturazione dello spazio riservato ad ogni messaggio, al di là della barriera dei mass media. E' una corsa frenetica all'invenzione, alla novità, al superamento dell'assefuazione del grande pubblico. Così, specie nella performance, è il corpo nudo a richiamare l'attenzione per poi far riflettere. Franco Losvizzero ha spesso lavorato trasformando le proprie modelle in coniglietti. Non sono le conigliette della stampa di nudo patinato del passato, ma creature inquietanti che sono uscite da un mondo parallelo, simile a quello di Alice.

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Nude e frammentate nello specchio, performance firmata Joan Jonas

Questa è un'intervista con l'artista Joan Jonas, che parla del suo pezzo di spettacolo Mirror Check, che ha allestito a 14 Rooms, la mostra Live Art durante Art Basel, organizzata da Fondation Beyeler, Art Basel e Theater Basel. Nel lavoro di Joan Joans, Mirror Check, la modella osserva e esamina il proprio corpo nudo con un piccolo specchio rotondo. Lo specchio simbolizza il tentativo di conoscenza di sé ma anche la frammentazione, perché riflette parti del corpo, senza poterlo restituire tutto

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Franco Losvizzero, la cavalcata-performance della donna-coniglio

L'arte di Franco Losvizzero si distingue per l'uso di dispositivi meccanici e per l'ibridazione tra giocattoli e humanoidi pop surrealisti. Lavora in modi diversi, anche se il disegno e la pittura rimangono al centro della sua ricerca. Ha esposto sculture e realizzato performance meccaniche ma anche foto, installazioni video-artistiche, spettacoli dal vivo, teatro. Le opere, le sue installazioni, il video, la fotografia o il disegno, evocano spesso figure di giocattoli, racconti di bambini, luoghi leggendari o cimiteriali. Il suo lavoro è in grado di rievocare e di risvegliare nello spettatore ansie latenti dell'infanzia. Utilizza diversi tipi di materiali come la plastica e la resina, ma in particolare un "materiale ceramico" di sua invenzione per caratterizzare la maggior parte delle sue sculture e bassorilievi su carta e dipinti

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