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Pittura del Nocevento

I meccanismi costruttivi di Hopper svelati dalla fotografia

Richard Tuschman, ha ricreato ambienti e situazioni hopperiane, attraverso immagini di alto livello qualitativo. Non siamo di fronte ad una semplice operazione di mimetismo - che finirebbe nel punto in cui s'accende,per un attimo, il fuoco della curiosità, di fronte al coincidente - ma ad una ricostruzione dei meccanismi espressivi. La meccanica espressiva, l'uso attenuato del colore, come avvolto da un triste pulviscolo, la luce priva di gioia,le ombre allungate del crepuscolo o dell'alba - nelle fotografie appaiono acuite -e pertanto rendono ancor più evidente la costruzione hopperiana-. Perché, in fondo, l'olio e la tela, addolciscono, stipulano un contratto narrativo tra pittore e osservatore.

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Matisse e la modella; un flirt platonico? Lei si fa suora, lui le realizza una cappella

A Louis Aragon che gli chiedeva un parere sulla modella, Matisse aveva risposto inequivocabilmente: "E' la fonte della mia energia". Nel 1942, la 21enne Monique, che aveva perso il padre e aveva problemi polmonari, giunse da Matisse a Vence. Venne assunta come infermiera e contribuì a riportare Matisse alla vita, dopo una grave malattia. L'artista non mancò di sottolineare quel volto che si avvicinava al suo, sprofondato tra i cuscini, per poter alzare un po' il malato affinchè non restasse troppo tempo in una posizione sdraiata. Il pittore non dimenticava quell'invito inconsapevole alla vita che giungeva dalla ragazza con la "splendida massa di capelli" e con le sue braccia a matisse

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Hopper e la casa di Psyco: analisi pittorica e influenze filmiche

Il pittore americano fu influenzato dal cinema, per poi influenzare a propria volta con le sue opere molti grandi registi: da Hitchcock a Wenders, da Jarmusch a Lynch e Robert Altman. E’ l’America la protagonista della pittura di Hopper, col suo messaggio iniziatico, quasi fideistico di promozione individuale, di felicità possibile per tutti; l’America ordinaria del XX secolo, sintetizzata in chiave anti-drammatica di pacatezza atemporale, coi suoi silenzi monumentali, con le americanissime location, dove il quotidiano si sublima in esperienza real-pop, dove l’aspettativa, semplice frammento di un racconto di cui non è dato conoscere la trama, non prevede necessariamente un esito. Una realtà ottimistica che facilmente esclude. [caption id="attachment_9929" align="aligncenter" width="700"]Edward Hopper, New York Movie, particolare Edward Hopper,
New York Movie, particolare[/caption] [caption id="attachment_9928" align="aligncenter" width="650"]Edward Hopper, New York Office, particolare Edward Hopper, New York Office, particolare[/caption]

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Perchè la firma di Klimt risulta così elegante? Essa è inserita in un rettangolo aureo

Mentre Monet certifica la propria produzione attraverso una firma autografa, posta alla base del quadro, come in calce a una lettera, utilizzando un insieme dalla stesura piuttosto rapida che la rende simile a un autografo, Gustav Klimt utilizza quello che potremmo definire come marchio grafico, contenente il proprio nome e cognome. L'analisi che abbiamo compiuto sulle firme di Klimt, hanno permesso di evidenziare i motivi per i quali, al di là della scelta secessionista della grazia floreale delle lettere,nate dalla trasformazione delle lettere classiche in segmenti decorativi,risiede in una scelta impaginativa del marchio che si basa essenzialmente sulla forma elegantissima del rettango aureo, una figura piana che si sviluppa dall'individuazione del segmento aureo, base di ogni costruzione classica e classicista.

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Come dipingeva Renato Guttuso, i segreti tecnici del suo atelier. Analisi e video

Egli, in precedenza, ha preparato, stemperandolo con abbondante essenza di trementina, un colore bruno - marrone scuro, più una piccola parte del nero - tenendo l'impasto piuttosto liquido, a livello di emulsione, per raggiungere, senza il rischio di colature, la fluidità del movimento, come se utillizzasse china. Il contorno è già in grado di esprimere il realismo didadascalico del maestro. Successivamente egli non inteviene con impasti di colori, riempiendo di colore la forma. Cambiando pennello, lo vediamo intento a tracciare altre linee cromatiche - dello stesso rosso - individuando nel soggetto da rappresentare qualcosa di topograficamente simile alle isoipse topografiche

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Maurice Utrillo – Storia, schede e valore economico dei suo quadri e disegni

. Alcune fonti, probabilmente frutto di favolistiche tradizioni orali, riferiscono che il padre genetico possa essere il pittore Pierre Puvis de Chavannes, dato che la madre Suzanne Valandon era la sua giovanissima modella in quegli anni. Quando, infatti, nasce Maurice la donna ha diciotto anni, e a quel tempo posa anche per Toulouse-Lautrec, per Renoir, Van Gogh, così come di molti altri artisti dell’animato e vitale mondo di Montmartre.

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L’arte e il fascismo, tutti i colori del nero

Alla Casa natale di Mussolini, a Predappio, una mostra che analizza il rapporto tra creatività e regime - Giampiero Mughini a Stile: “Non è vero che dalla parte del fascismo non ci sia stata cultura: pensiamo, per quanto riguarda la pittura, all’adesione di grandi come Marinetti e Sironi” - Quando il Duce affermava: “L’arte dev’essere tradizionalista e moderna”, favorendo così tanto il Futurismo quanto il linguaggio classicista e monumentale del “Novecento” di Margherita Scarfatti.

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