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Scultura contemporanea

Baj: “Che noia questa Biennale dell’eccesso”

Uno dei protagonisti dell'arte contemporanea italiana spara a zero, in questa intervista, sulla mostra veneziana - la Biennale, afferma, non ha più niente a che fare con le arti plastiche e figurative, che sono arti della contemplazione e del silenzio, ma piuttosto col desiderio di creare un evento di traduzione mediatica di cui parlino tutti, e passata l'eccitazione iniziale, non interessa più a nessuno.

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Bellezze e verita’: nuova vita a Ligornetto per il Museo Vela

Ha riaperto nella città svizzera una delle più importanti case-museo del mondo, raro esempio di gipsoteca in perfetto stato di conservazione - Costruita a partire dal 1862 per volontà del grande scultore, dopo la morte di questi fu donata dal figlio Spartaco alla Confederazione elvetica - La moderna rivisitazione di Mario Botta ed un allestimento che presenta molte più opere che in passato, tra sculture, bozzetti, modelli, dipinti, fotografie - Una mostra inaugurale per «riscoprire» il genio dei Vela.

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Szeemann: ”La mia Biennale di Venezia, grande platea dell’umanita”’

In un’intervista a Stile Harald Szeemann, Direttore della 49esima edizione dell’evento, ne illustra caratteristiche e finalità - “Abbiamo voluto creare una platea che offrisse l’opportunità di incontrare l’altro sotto forma di opera” - “Il problema attuale dell’arte è che, essendo un linguaggio di comunicazione non verbale, poca gente la sa interpretare” - La Biennale: grande expo occidentale e laboratorio delle nuove possibilità dell’immagine.

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Comunicare l’arte, tra reale e virtuale

Continua l’inchiesta di Stile tra i maggiori studiosi italiani sulle prospettive della storia dell’arte e delle dinamiche comunicative degli eventi - Caramel: “Credo ci sia oggi una sempre più diffusa disaffezione per la memoria del passato e per la considerazione dei suoi nessi col presente” - “I nuovi media sono preziosi, ma il rapporto diretto con l’opera resta sempre essenziale” - “Il futuro del mercato è Internet. Le gallerie? Sopravviveranno quelle specializzate e quelle più attente ai giovani”.

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Tramontin, il segno-luce che dà senso al volume

Lo scultore racconta il proprio rapporto con la solarità mediterranea: “Per me la Grecia è stata la vera rivelazione” - La scelta dei materiali: il bronzo lucido genera una serie di rimandi speculari che assegna all’opera una profonda mutevolezza, nel continuo interagire con l’ambiente circostante - La partenza dal disegno come nucleo del Big bang da cui fluirà la materia-energia - Le esperienze didattiche.

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